Campi Flegrei, ricostruiti i meccanismi che hanno preceduto l’ultima grande eruzione: “utile a prevedere possibili evoluzioni pericolose future”

Napoli
06:20 del 12/09/2016
Scritto da Luca

Campi Flegrei, ricostruiti i meccanismi che hanno preceduto l’ultima grande eruzione: “utile a prevedere possibili evoluzioni pericolose future”

Ricostruito il ‘mal di pancia’ che ha preceduto l’ultima eruzione dei Campi Flegrei, uno dei supervulcani piu’ pericolosi del mondo perche’ si trova in un’area densamente abitata. La ricostruzione dei movimenti del magma che hanno preceduto l’ultima eruzione, avvenuta nel 1538, potra’ aiutare a prevedere dove potrebbero aprirsi in futuro le bocche eruttive, in modo da ridurre il piu’ possibile i rischi per la popolazione. Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la ricerca e’ stata condotta da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dalle universita’ di Roma Tre e Sapienza, Federico II, La e Seconda Universita’ di Napoli, agenzia per le indagini geologiche degli Usa (Usgs).

Lo studio ha anche ricostruito il trasferimento del magma avvenuto negli ultimi 5.000 anni e ha scoperto che, nonostante i ripetuti sollevamenti nella parte centrale della caldera Flegrea, le eruzioni hanno avuto luogo sempre al margine dell’area sollevata. Conoscere i movimenti del magma aiuta quindi a capire meglio il comportamento di un supervulcano ‘imprevedibile’ come quello dei Campi Flegrei.

Mentre “alcuni vulcani mostrano un comportamento prevedibile e costante, unito ad una bassa pericolosita’, altri – rileva Mauro Di Vito, dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv – mostrano una maggiore variabilita’, con conseguente aumento della pericolosita’ se caratterizzati da grossi sistemi magmatici e ubicati in aree densamente popolate”. Tra i secondi c’e’ la caldera dei Campi Flegrei, alla periferia occidentale di Napoli, ”comunemente considerata il vulcano piu’ pericoloso al mondo”. L’analisi dei dati geologici e archeologici dei Campi Flegrei, insieme a una simulazione, indicano che prima dell’eruzione del 1538 il magma si e’ spostato lateralmente da una sorgente posta a circa 4,6 chilometri di profondita’, sotto il centro della caldera. Questa sorgente ha alimentato una camera magmatica sotto Monte Nuovo a Pozzuoli, a circa 3,8 chilometri di profondita’, dalla quale il magma si e’ propagato verticalmente formando una camera piu’ piccola e superficiale che ha alimentato l’eruzione.

Campi Flegrei, uno dei 3 peggiori supervulcani al mondo

Tra i vulcani italiani e mondiali il più noto è senz’altro il Vesuvio, vuoi per le eruzioni storiche sulle città romane diPompei ed Ercolano, vuoi per la pericolosità estrema che una sua esplosione potrebbe avere dato il gran numero di abitanti che vive alle sue falde.  La certezza matematica di una sua futura eruzione fa nascere persino dei dubbi sulla professionalità di certi scienziatoni giapponesi che sembrano aver scoperto l’acqua calda annunciando questo evento, sottolineando altresì che non è prevedibile a livello temporale. Si sa che il Vesuvio erutterà e si sa che non è possibile sapere quando! E’ come dire che in Italia in futuro ci sarà un grande terremoto ma non si può sapere con precisione quando! Tutto ciò non costituisce un’informazione sensibile, è come dire “Domani all’alba nascerà il sole”.Perché un’informazione sia sensibile, deve essere caratterizzata da un alto grado di improbabilità.


Poco ad ovest del Vesuvio, a meno di 15km dalle sue falde una serie di rilievi collinari con una massima elevazione di 460m sul livello del mare nasconde un pericolo ben più grave. Si tratta dell’area vulcanica dei Campi Flegreiconosciuta per i fenomeni di sollevamento del suolo (bradisismo) che affliggono da sempre il comune di Pozzuolie venuta prepotentemente alla ribalta negli anni 80, precisamente tra l’82 e l’84 per una crisi sismica che mise in ginocchio tutta l’area causando l’evacuazione di migliaia di persone. Ebbene il Vulcano Flegreo è uno dei dieci supervulcani esistenti al mondo. Sono solo 10 e in questi 10 non rientrano ne il Vesuvio, ne il Pinatubo o il Krakatoa, ne il Tambora, il Kilauea, il Monte Pelee o il monte Saint Elen che sono responsabili delle peggiori catastrofi della storia dell’uomo. Un supervulcano è molto peggio, un supervulcano è una struttura la cui eruzione può modificare radicalmente il paesaggio per decine o centinaia di chilometri e condizionare pesantemente il clima a livello mondiale per diversi anni, con effetti cataclismatici sulla vita stessa del pianeta e dell’uomo.

Non parliamo quindi di effetti locali ma di effetti globali. Gli apparati vulcanici più pericolosi ascrivibili a questa categoria  sono solo tre, Yellowstone negli Stati Uniti, il Lago Toba in Indonesia ed i Campi Flegrei in Italia. Insomma l’Italia nel suo piccolo ha anche un supervulcano e dei peggiori! La caldera flegrea ha un raggio di 15km e nella sua ancora controversa storia geologica si riconoscono almeno due catastrofiche eruzioni, la prima (eruzione dell’Ignimbrite campana) avvenuta circa 40mila anni fa con un’espulsione di materiale vulcanico compresa tra i 200 ed i 250km cubi, si chilometri cubi! La seconda (eruzione del Tufo Giallo Napoletano) avvenuta circa 15mila anni fa con un’espulsione di materiale vulcanico di circa 40 chilometri cubi. Tra le due enormi eruzioni e successivamente a quella del tufo giallo, tutta una serie di eventi eruttivi minori hanno creato la struttura attuale dell’area.

L’ultima eruzione storica risale all’anno1538 quando in una settimana o poco più, dal fondo del mare in una piccola baia vicino Pozzuoli spuntò un vulcano (Monte nuovo) che distrusse ogni cosa per un raggio di qualche chilometro. Ebbene non tutti sanno o forse ricordano eccetto gli abitanti dell’area, che nella crisi sismica degli anni ‘80 si temette il peggio, gli sciami sismici arrivarono a toccare le 500 scosse di terremoto al giorno, chiari sintomi di un’eruzione imminente! Senza contare poi gli eventi sismici di magnitudo superiore al 3.5 e persino al 4.0 (con punte massime di 4.8)  che a causa della scarsa profondità degli epicentri risultarono altamente lesivi per gli edifici provocando numerosi crolli. L’eruzione per fortuna non ci fu, il sollevamento del suolo che nei due anni della crisi raggiunse quasi i 2 metri si arrestò nel 1985 e la cronaca eccetto casi rari di piccoli sciami, da allora non si è mai occupata in modo particolare del gigante addormentato.

Solo di recente la comunità scientifica ha cominciato a preoccuparsi per i pericoli collegati ad una eventuale eruzione dei Campi Flegrei che non coinvolgerebbe solo Napoli o la Campania, ma tutta l’Italia e persino l’intero pianeta a causa di un mutamento climatico globale causato dalle abnormi emissioni di cenere vulcanica. E’ stato stimato che la probabilità che il vulcano flegreo erutti nei prossimi 100 anni è dell’1%, una probabilità che rapportata al grado di pericolosità diventa elevatissima. Abbandonata persino l’indagine scientifica che si stava conducendo nell’area attraverso carotaggi profondi, per paura di “risposte” impreviste del vulcano. Il Vesuvio rispetto ai Campi Flegrei’ Un ragazzino con un sasso in mano al confronto di un reggimento di soldati dei reparti speciali armati fino ai denti!


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Categorie: Ambiente, Curiosità, Scienze


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