Blitz anticamorra. Messi sotto sequestro in Sardegna ed in Campania alcuni beni appartenenti al clan dei casalesi. Indagati anche alcuni politici, tra cui un europarlamentare

Cagliari
10:54 del 25/10/2014
Scritto da Gerardo

Il binomio tra criminalità organizzata e Politica in passato è stato molto forte, anche se non sempre è stato provato dal giudice di turno. A partire dall'ex sindaco di Palermo Ciancimino, ormai deceduto e coinvolto anche nella trattativa Stato-Mafia, passando per il democristiano Salvo Lima, il cui omicidio nel 1992 aprì la stagione delle stragi e delle bombe, e per finire con Marcello Dell'Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. L'ultima sentenza parla di quest'ultimo quale mediatore tra Silvio Berlusconi e la mafia.

 Oggi si ritorna a parlare di politici collusi con la criminalità organizzata. Teatro della vicenda, però, non è la Sicilia e, quindi, la mafia ma la camorra e i suoi investimenti in Sardegna. La dda di Cagliari ha aperto un'inchiesta contro due clan: quello dei casalesi e il clan D'Alessandro. Indagate 17 persone tra le quali spiccano i nomi di un europarlamentare sardo ovvero Salvatore Cicu, che svolse il ruolo di sottosegretario nel secondo governo Berlusconi, e di Luciano Passariello, consigliere regionale della Campania. Nelle province di Napoli, Caserta e Cagliari sono stati sequestrati beni per 20 milioni di euro.

 Salvatore Cicu dovrà rispondere di riciclaggio. La dda di Cagliari sostiene, infatti, che il politico sia stato socio occulto della Tu.ri.cost.srl, società proprietaria dell'hotel S'Incantu di Villasimius messo sotto sequestro dalla guardia di finanza perché si pensa sia stato acquisito dal clan dei casalesi. Aperta un'indagine anche sull'ex sindaco di Sestu Luciano Taccori e sull'attuale consigliere comunale Paolo Cau. Per quanto concerne Passariello, pare invece che avesse deciso di prendere il posto di uno dei soci della Tu.ri.cost e che avesse anche versato una quota iniziale per entrare in società ma che poi si sia tirato indietro. Nel momento in cui la società è passata nelle Mani del clan Casertano, però, secondo l'accusa sarebbe stato proprio il clan a rimborsare il politico e la stessa operazione sembra sia stata fatta anche con gli altri tre soci, ovvero Cau, Cicu e Taccori.

 L'accusa, dunque, sostiene che i politici fossero consapevoli che il denaro versato in cambio della vendita della società provenisse in parte dalla criminalità organizzata. Passariello ovviamente per ora nega ogni accusa. Sta di fatto che ancora una volta la politica e la camorra si trovano coinvolte contemporaneamente in affari loschi nei quali girano diversi milioni di euro. Noi ci auguriamo che si possa presto far luce sulla vicenda ma che soprattutto venga fuori la verità. E' giusto che ci sia per tutti la presunzione d'innocenza ma è bene anche indagare fino a fondo e dare le giuste punizioni se si dovesse accertare che i politici in questione siano davvero colpevoli.

Il problema è che in Italia la giustizia è molto lenta. Qui vale il detto "fatta la legge, trovato l'inganno". Ora sicuramente passerà del tempo, i politici in questione respingeranno al mittente ogni accusa, giorni e mesi passeranno, l'attenzione dei media sui fatti calerà e della vicenda si finirà per non parlarne più. Ogni volta che un politico si trova coinvolto in vicende giudiziarie pensa quasi sempre solo ed esclusivamente a trovare il modo di cavarsela e a ripulire la propria immagine ma è questo che noi italiani non dobbiamo ammettere e non possiamo più accettare.

A questi politici verrà un giorno permesso nuovamente di candidarsi ed è a quel punto che noi cittadini non dobbiamo farci ingannare. Quando si va alle urne bisogna essere preparati perché si va ad esercitare un diritto oltre che un dovere. E' importante che i cittadini facciano la loro parte e non accettino i soliti giochini da voto di scambio che ogni anno avvengono. E' ora di dire basta. Chi sbaglia deve andare a casa e ciò dovrebbe valere ancora di più per i politici, in virtù proprio del ruolo istituzionale che ricoprono.

 

 


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Categorie: Cronaca, Denunce, Politica


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