Cambio’ sesso dopo il si: i diritti delle nozze restano per la Cassazione. I diritti acquisiti col matrimonio, celebrato dieci anni fa, non vengono meno nemmeno se lui cambia sesso e diventa una lei, e dunque il Comune non può imporre il divorzio

Bologna
09:28 del 22/04/2015
Scritto da Gerardo

I diritti acquisiti col matrimonio, celebrato dieci anni fa, non vengono meno nemmeno se lui cambia sesso e diventa una lei, e dunque il Comune non può imporre il divorzio. Lo sancisce la Cassazione intervenendo sul caso di Alessandra Bernaroli, nata Alessandro, e della moglie Alessandra T.. Per la Suprema corte è "illegittima l'annotazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio apposta a margine dell'atto di matrimonio delle ricorrenti e le successive annotazioni", disponendone "la cancellazione".

Nel 2009, dopo il cambio di sesso, il Comune di Bologna aveva annotato nel registro degli atti la cessazione degli effetti civili derivati dal matrimonio. La coppia si era opposta, e oggi la Suprema corte dà loro ragione, precisando che "la conservazione dello statuto dei diritti e dei doveri propri del modello matrimoniale" è tale "fino a quando il legislatore non consenta" ai due "di mantenere in vita il rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata che ne tuteli adeguatamente diritti ed obblighi".

Dunque rimane valido a tutti gli effetti il matrimonio di una coppia eterosessuale anche nel caso in cui uno dei due coniugi cambi la sua identità sessuale, in attesa che il Parlamento affronti questi casi. Il verdetto però non determina "l'estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive".

Lo Giudice: "Il Parlamento non ha alibi". La Cassazione ha pronunciato una sentenza "storica che, mentre protegge il diritto fondamentale di una coppia al mantenimento del proprio status giuridico, lancia l'ennesima sveglia al Parlamento italiano, ancora in colpevole ritardo sul riconoscimento giuridico delle  coppie dello stesso sesso", commenta il senatore dem bolognese Sergio Lo Giudice."Adesso ogni giorno in più di ritardo da parte del Parlamento rappresenta una violazione senza alibi".

Arcigay: "Primo matrimonio omosessuale pienamente valido". Parla di "sentenza storica" anche l'Arcigay nazionale. "Un segnale di Giustizia di cui questo Paese aveva, e ha tuttora, tanto bisogno", commenta Flavio RoMani, presidente di Arcigay. "Oggi abbiamo di fatto il primo matrimonio tra persone delle stesso sesso pienamente valido in Italia e paradossalmente - sottolinea Romani . non giunge attraverso una legge del Parlamento, cioè da dove lo attendiamo da tanti anni. Anzi, il pronunciamento dell'Alta Corte proprio al Parlamento manda un messaggio inequivocabile: le unioni tra persone delle stesso sesso - conclude il Presidente di Arcigay - vanno riconosciute al più presto".


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Categorie: Sociale


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