Calvizie maschile. In quasi tutti gli uomini l’arretramento della linea di attaccatura dei capelli a livello frontale e temporale comincia durante l’adolescenza

Firenze
08:30 del 28/01/2016
Scritto da Samuele

Calvizie maschile

In quasi tutti gli uomini l’arretramento della linea di attaccatura dei capelli a livello frontale e temporale comincia durante l’adolescenza. Con il progressivo accorciamento del ciclo di vita del capello si assiste alla depigmentazione ed alla miniaturizzazione delle strutture capillari fino alla loro trasformazione in peli velli.

Calvizie maschile

Sebbene la progressiva e diffusa caduta dei capelli nell’ uomo continui ad un ritmo lento, con l’aumentare dell’età una percentuale significativa della popolazione maschile sperimenta una accelerata caduta dei capelli.

Rilevanti differenze razziali si possono osservare nel Manifestarsi dell’ alopecia androgenetica: gli uomini di colore hanno una probabilità di mantenere nel tempo una folta capigliatura quattro volte più elevata degli uomini caucasici. Negli uomini orientali o di razza cinese la calvizie maschile si presenta in forma più lieve, è meno diffusa ed ha un inizio meno precoce. Sono invece trenta milioni gli Uomini Europei che soffrono di calvizie o alopecia androgenetica, di questi, otto milioni sono italiani.

Se si avvertono i primi segnali di una calvizie incipiente, sottoporre la situazione ad un esperto è fondamentale per capire come è possibile intervenire, per evitare che il diradamento peggiori ulteriormente.

Calvizie maschile - La classificazione della calvizie maschile

La perdita dei capelli si verifica con modalità ben precise e mostra una progressione prevedibile come evidenziato dalle classificazioni diNorwood e Hamilton.

Calvizie maschile - La scala di Hamilton

La classificazione della calvizie maschile è stata codificata da James Hamilton negli anni 50 e si suddivide in 5 stadi:

  • stadio I: arretramento simmetrico fronto-temporale con eventuale e successivo arretramento della linea frontale; non rappresenta un preludio obbligatorio alla calvizie;
  • stadio II: accentuazione dello stadio 1 con leggero arretramento della linea frontale e diradamento del vertice;
  • stadio III: le due zone alopeciche, anteriore e posteriore, tendono a confluire e persiste solo una stretta striscia di capelli;
  • stadio IV: alopecia definitiva fronto-parietale e del vertice con permanenza di una alta “corona” di capelli nella zona temporo-occipitale;
  • stadio V: come il 4 ma con “corona” residua di ridotte dimensioni.

Calvizie maschile - La scala di Norwood

Nel 1975, Norwood ha modificato la scala proposta da Hamilton aumentando gli stadi da 5 a 7, alcuni dei quali sono addirittura ulteriormente frazionati tanto che allea fine abbiamo 12 gradi di calvizie maschile:

– stadio I: corrisponde al soggetto normale; – stadio II: corrisponde all’1 di Hamilton con solo arretramento fronto-temporale; – stadio IIa: come il 2 con associato arretramento della linea frontale; – stadio III: corrisponde sempre all’1 di Hamilton ma con arretramento fronto-temporale più accentuato; – stadio IIIa: come il 3 con associato arretramento della linea frontale; – stadio III: vertex: al 3 o al 3a si associa diradamento della zona del vertice (corrisponde più o meno al 2 di Hamilton); – stadio IV: rimane una larga striscia di capelli superstiti fra le zone alopeciche anteriore e posteriore (cioè uno stadio 3 di Hamilton poco accentuato) – stadio IVa: notevole arretramento della linea di attaccatura anteriore che arriva grosso modo alla linea virtuale che congiunge la sommità delle due orecchie; la presenza di diradamento del vertice non è obbligatoria ma in ogni caso è assente la striscia di capelli superstiti; – stadio V: come il 4 più accentuato (corrisponde al 3 di Hamilton); – stadio Va: come il 4a più accentuato (corrisponde al 4 di Hamilton poco accentuato); – stadio VI: corrisponde al 4 di Hamilton; – stadio VII: corrisponde al 5 di Hamilton.

Questa è la scala comunemente utilizzata dai tricologici per l’analisi del grado di calvizie maschile

Calvizie maschile - Calvizie maschile: la progressione

Nell’uomo si ha dapprima un innalzamento della linea frontale dei capelli accompagnato da diradamento del vertice, poi un diradamento delle zone temporali  che da  al taglio di capelli maschile la caratteristica foma ad M.

In questo caso si parla preferibilmente di calvizie fronto parietale maschile.

Nella calvizie maschile il vertice si svuota lentamente e confluisce progressivamente con le zone scoperte fronto parietali risparmiando dapprima una piccola zona al di sopra della fronte per arrivare infine a disegnare quella che comunemente è dettacalvizie a corona. Quasi nessuno diventa calvo sulla nuca o nella zona intorno alle orecchie, ecco perché dalla zona occipitale è possibile prelevare i capelli per effettuare un trapianto fue.

È stato detto che i capelli della zona frontale ed alta della testa sono filogeneticamente paragonabili al manto del dorso di certi animali da pelliccia che cambia due volte l’anno (autunno primavera) ed i cui peli hanno un anagen breve  (circa sei mesi) ed un telogen sincrono  con un onda di muta, mentre i capelli  delle zone temporo-occipitali sono  filogeneticamente paragonabili al pelo della pancia degli stessi animali che ha un anagen molto più lungo, quanto la vita o la meta’ della vita dell’animale stesso, e non risente l’influenza delle stagioni.

Calvizie maschile - Calvizie maschile: Il trattamento

Per avere successo nel trattamento della calvizie maschile una variabile di rilievo è quella temporale. Affrontare in tempo il problema è importantissimo, è bene quindi rivolgersi ad uno specialista non appena si notano i primi campanelli d’allarme, o dei cambiamenti nelle strutture capillari.


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Categorie: Guide, Salute


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