Juve, Roma, Milan, Inter, Fiorentina e Napoli hanno badato più che altro al risparmio, concedendosi il lusso di un colpo che in qualche caso è un rincalzo ai titolari. Un modo per tenere i conti in ordine e dare un contentino ai tifosi

Torino
10:31 del 01/02/2014
Scritto da Albertone

Un contentino per i tifosi, un regalo (in qualche caso regalino…) per l’allenatore, un occhio al bilancio e il gioco è fatto. Il Calciomercato invernale 2014 – sessione di gennaio, cosiddetta riparatrice – è corso via con un andamento lento che rispecchia la situazione del pallone nostrano ormai da diverso tempo. Nessun botto dell’ultimo minuto, nessun fuoco artificiale, ma soprattutto nessuna possibilità di attrarre verso la serie A i campioni che oggi stanno in Spagna, Francia, GerMania o Inghilterra.
L’unica eccezione in tal senso è rappresentata da Osvaldo (ex Southampton), che non a caso è però finito alla Juventus, desideroso di vincere uno scudetto, giocarsela in Europa League e accaparrarsi una maglia azzurra in ottica Mondiale 2014 giocando davanti al ct Cesare Prandelli. Antonio Conte avrà un’alternativa in più in attacco ed ha dovuto rinunciare al solo De Ceglie, finito al Genoa.
La Roma, che insegue un sogno chiamato tricolore, ha seguito le direttive di Rudy Garcia e a inserito in rosa l’ex Cagliari Nainggolan e Bastos, perdendo però Bradley, Borriello e Marquinho. I valori complessivi non dovrebbero poi essere cambiati particolarmente.

Ci ha provato il Napoli, a lungo protagonista sui tavoli di trattative iniziate ma non concluse. Jorginho dal Verona è il regalo per Rafa Benitez dal presidente De Laurentiis, in uscita però il San Paolo ha visto svanire Armero e soprattutto l’ex capitano Paolo Cannavaro, passato al Sassuolo. Una cessione, quest’ultima, pesante da digerire soprattutto dal punto di vista emozionale.
Ma è la piazza milanese che ha tenuto banco, a partire dall’Inter, dal suo presidente Erik Thohir e dalla trattativa-bluff con la Juventus per lo scambio Vucinic-Guarin. L’attaccante montenegrino resterà in bianconero, il centrocampista colombiano relegato in un angolino alla corte di Mazzarri che potrà però disporre di Hernanes, mediano dal talento certificato che ha lasciato in lacrime Formello e la Lazio. Botta e D’Ambrosio sono gli altri due nomi in entrata ad Appiano Gentile, e anche in questo caso il valore della forza in campo non è cambiato molto rispetto a gennaio. Serviva un attaccante che non è arrivata e la prova contro la Juve in programma domani sera può già far ripiombare la piazza in un incubo senza fine.
Milan che il suo colpo grosso se l’era assicurato già a settembre: Honda è già arrivato ed ha mostrato di essere pronto per la serie A, Rami ed Essien potrebbero dare ulteriore slancio a Seedorf. Milan che ha ceduto Matri alla Fiorentina, coi viola per forza di cose costretti a cercare una punta dopo gli infortuni di Rossi e Gomez. Per Montella anche Anderson e Diakitè, col chiaro intento di arrivare ad agganciare il terzo posto.

Da segnalare, nelle altre, Postiga e Kakuta alla Lazio, Maxi Lopez alla Samp, Nicola Pozzi al Parma, Belfodil al Livorno, Kurtic al Torino e una sfilza di nuovi al Sassuolo del neomister Mimmo Di Carlo. Per salvarsi il presidente Squinzi si affida a Ariaudo (d, Cagliari), Manfredini (d, Genoa), Rosi (a), Sansone (a) e Mendes (d, Parma), Biondini (c, Genoa), Floccari (a, Lazio), Sanabria (a, Barcellona via Roma), Brighi (c, Torino), A.Zapata (c, Envigado via Granada), Polito (p, Atalanta), Cannavaro (d, Napoli). In pratica, formazione tutta nuova col gioiellino Berardi che pensa alla A e strizza l’occhio pure ai Mondiali…


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Categorie: Calcio, Economia


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