Per tre mesi i tifosi bergamaschi non potranno seguire in trasferta la propria squadra. Eppure per gli ultras giallorossi non è stata comminata nessuna sanzione

Bergamo
11:49 del 03/12/2014
Scritto da Albertone

Facile prendersela con i più deboli. Facile e pure ipocrita. Ma ancora una volta questo Governo e il Ministro Angelino Alfano hanno dimostrato che i provvedimenti repressivi e restrittivi valgono per chi ha poca voce in capitolo. Per tutti gli altri invece la regola è quella di un sano rimprovero che naturalmente non serve a nulla. Il calcio è lo specchio non solo della società italiana, ma anche della Politica che quotidianamente ci governa. Che è successo? Che sabato scorso, in occasione di Atalanta-Roma, i tifosi delle due squadre se le sono date (o hanno cercato di farlo) sia fuori che dentro lo stadio. Una situazione di guerriglia urbana che naturalmente non è più tollerabile nel Terzo Millennio.

E siccome non è giusto che le colpe degli scalmanati ricadano poi sui club, ecco che spetta al Governo in accordo con la Lega Calcio adottare i provvedimenti giusti per combattere questa forma delinquenziale che da anni mette a ferro e fuoco alcune città protagoniste della serie A. Dunque, che fare? Gli scontri sono avvenuti a Bergamo, le due tifoserie sono recidive, e i bergamaschi hanno l'aggravante della premeditazione perchè l'assalto alle Forze dell'ordine e ai tifosi giallorossi era stato preparato con giorni d'anticipo e forse passato di mano in mano tramite whatsup. Ma tant'è che il Giudice sportivo ha deciso per una multa di qualche migliaio di euro alle due società, cifre che sui bilanci equivalgono praticamente a zero, e per il blocco delle trasferte per tre mesi ai tifosi atalantini. Tutto qua.

E la domanda sorge spontanea: perchè ai tifosi della Roma niente? Forse perchè non si erano macchiati di alcuna colpa? Falso, bugia. Dal settore ospite sono arrivati bengala e petardi indidirzzati addirittura verso la tribuna (e se avessero colpito qualcuno poteva essere una strage!) e verso il campo. Ma i tifosi della Roma potranno continuare a girare tranquillamente per l'Italia, dove ogni volta che vanno ne combinano qualcuna. Già, perchè le cronache raccontano spesso solo gli scontri dimenticando poi le risse che avvengono in tribuna, le minacce agli steward, i furti negli autogrill, i conti mai pagati nei bar e nei ristoranti, le minacce alle famiglie con indosso la sciarpa della squadra avversaria, i danneggiamenti vari avvenuti sia dentro che fuori gli stadi.

Perchè all'Atalanta la giusta e sacrosanta pena dei tre mesi di stop per i propri tifosi, e alla Roma nulla? Perchè ancora una volta ci si è voluti tappare gli occhi facendo finta che non fosse accaduto nulla? Questa è l'Italia che non ci piace, che non può più essere sopportata. Qui manca l'equità ma prima ancora il buon senso. Se le tifoserie di Atalanta e Roma si picchiano, come può essere colpa solo di una? Ma a chi vogliono darcela a bere? Ci stanno solo confermando che qui in Italia ormai vige la legge del più forte!

 


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Categorie: Calcio, Cronaca


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