Juventus e Roma sono troppo forti rispetto al gruppo delle altre squadre. E il nostro campionato rischia di perdere ulteriore appeal rispetto a quelli stranieri

Torino
07:55 del 01/10/2014
Scritto da Albertone

Noia da quinta giornata di campionato. Contro lo strapotere di Juventus e Roma, non basta l'orgoglio del Milan, la voglia di riscatto dell'Inter, il desiderio di tornare a respirare aria d'alta quota di Lazio e Fiorentina, la "fame" del Napoli. Non ce n'è per nessuno nella serie A di casa nostra, e purtroppo è bastato meno di un mese per intuirlo. La Juve di Max Allegri e la Roma di Rudy Garcia sono formazioni di altro livello, sia tecnico che economico. Qui i soldi non sono mancati per rafforzarsi nel corso del mercato estivo e per completare con gli ultimi tasselli due formazioni di alto profilo, pronte a giocarsi le loro chances anche a livello europeo. Dopo cinque giornate, non a caso, sono entrambe in testa a punteggio pieno ed hanno tritato i rispettivi avversari con una facilità davvero inconsueta.

Domenica alle 18 arriverà la prima gara vera della stagione per entrambe, almeno all'interno dei nostri confini geografici: l'una contro l'altra, in un match da brividi. Juventus-Roma è già una prima resa dei conti, la possibilità per entrambe di dimostrare la loro forza, di scappare via e inscenare la prima mini-fuga della stagione. Il verdetto del campo dirà chi è, al momento, la più forte e anche la più scaltra. Ma il calcio italiano merita una riflessione alla luce proprio di quanto accaduto in questo primo mese. Le milanesi, sponda Inter e Milan, sono in perenne difficoltà alle prese con la necessità di aggiustare le modifiche apportate su panchina e rosa fra luglio e agosto. Il Napoli è alle prese con l'ormai stucchevole litigio fra il proprio allenatore e il proprio presidente. La corda è tesa e prima o poi si spezzerà, col risultato che in campo gli azzurri non marciano più come un anno fa. Dopo un mese, sono praticamente fuori dai giochi e l'unica ambizione è quella di correre quanto più possibile in Europa League.

Per non parlare della Lazio, partita col freno a mano tirato, o con la sfortunata Fiorentina, cui capita un infortunio grave a settimana. Così l'Italia si crogiola con due squadre di alto livello e le alte più che mediocri. Esattamente come accade in GerMania, che non a caso vanta un campionato scarsamente seguito ma un club - il Bayern Monaco - che punta a vincere la Champions e non a passare il girone di qualificazione agli ottavi. In Spagna il duello fra Real Madrid e Barcellona è stato interrotto dall'Atletico Madrid che ha saputo trasformare la massima serie spagnola in qualcosa di stellare. Per non parlare della Premier League, dove ci sono almeno cinque squadre in grado di portarsi a casa il titolo.

E' naturale che, laddove nel corso delle domeniche prevalga la noia, il campionato possa anche perdere di appeal e di investitori. Il punto sta proprio qui: più la noia prevale, meno gente va allo stadio. E col calo del pubblico cala anche la pubblicità e gli investitori. Un cane che si morde la coda...


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Categorie: Calcio


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