Su 69 squadre idonee, 57 hanno presentato la documentazione necessaria per disputare la stagione 2013/2014. Ne mancano all’appello 12 a conferma di una crisi sempre più pesante da sopportare anche nel mondo del pallone

Roma
09:00 del 05/07/2013
Scritto da Albertone

Che il calcio sia rimasto a secco e che di soldi non ne girino più come un tempo (certo, un modo di dire, ma rispetto agli anni Novanta la cruda realtà) lo dimostrano due fattori. Uno: le campagne di mercato dei grandi club, costretti a districarsi fra contropartite tecniche e spartizioni di cartellini per aggiudicarsi giocatori di medio-alto livello. Solo cash non paga più nessuno, visto che le casse sono in rosso e i debiti nessuno più è disposto ad appianarli. Ma c’è un lato, meno evidente ma ancor più evidente, del fallimento in cui giace il mondo del pallone.

La Lega Pro, l’ex serie C1 e C2, è da sempre il serbatoio di gioiellini a disposizione di A e B, quel limbo di società che compiuto il salto nei professionisti preferiscono rimanere in acque tranquille piuttosto che andare a complicarsi la vita con salti di categoria. Ma c’è di peggio: su 69 squadre per i 4 gironi di Lega Pro, solo 57 hanno presentato la documentazione necessaria. Due ci hanno rinunciato prima ancora di iniziare: Andria e Borgo a Buggiano ripartiranno dal mondo del dilettantismo, strette fra conti che non tornano e sponsor introvabili. È andata persino peggio a due piazze importanti come Campobasso e Treviso.

La società veneta, che agli inizi del millennio era persino salita in serie A, ora rischia di sparire. Un percorso a gambero dovuto a fretta e qualcuno dice a cattiva amministrazione finanziaria ed economica della società. Il Consiglio direttivo della Lega Pro, alla luce delle carte ricevute, ha bocciato la richiesta di iscrizione di entrambe.

A Treviso è rivolta popolare, a Campobasso pure, ma i vertici della Lega Pro sono stati chiari: i presupposti per accettare la richiesta non ci sono. Bocciatura su tutti i fronti. Avranno tempo fino al 18 luglio le squadre che hanno presentato il faldone di documenti privo della necessaria fidejussione, una somma di denaro di alcune centinaia di migliaia di euro che “garantisce” la stabilità della squadra in campo. Anche in questo caso le piazze in gioco sono di tutto rispetto: su tutte Vicenza, appena retrocessa dalla serie B, poi Nocerina (due anni fa tra i cadetti), e ancora Aurora Pro Patria, Tritium, Bellaria Igea Marina, Chieti, Portogruaro e Rimini.

Anche in questo caso la città non è qualunque: anni fa la squadra scendeva in campo contro Juventus, Napoli e Genoa nella serie B più forte della storia, oggi l’avversario da combattere è il conto in banca a secco. Tempo per far quadrare i numeri è stabilito a metà luglio, il 19 poi la Lega Pro procederà con la composizione di gironi che rischiano di essere costituiti da un numero di squadre dispari ed inferiore alle previsioni. Potrebbero allo scattare meccanismi alternativi (leggi ripescaggi) per far quadrare un calcio in cui soldi non ce ne sono più. Meno squadre ed una minore fluttazione fra le serie è il solo modo per ripristinare ordine e dare dignità al calcio professionistico italiano.


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Categorie: Calcio


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Risposte - Commenti

Carmine

13/07/2013 11:25:56
La Lega Pro avrebbe bisogno di una seria rifondazione. Il rischio è che anche la nuova riforma che prevede l'esclusione della ex Serie C2 serva a poco. Il prossimo potrebbe essere un campionato molto scadente visto che ci sarà il blocco delle retrocessioni. Per fortuna che la mia squadra è uscita da questa categoria e ovviamente spero non ci ritorni
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