La squadra è soggetta con regolare frequenza a furti e intimidazioni. L'ultima in ordine di tempo è accaduta a Berna dopo la sconfitta con gli Young Boys

Napoli
03:58 del 25/10/2014
Scritto da Albertone

E' un calcio malato. A Napoli di sicuro. Qui ormai la situazione è fuori da ogni regola, tranne che per la Federcalcio e il suo presidente Carlo Tavecchio. Meglio mettersi le Mani davanti agli occhi, girare col paralumi e far finta di credere che nella città partenopea non sia la mafia, la camorra o chissà quale altra organizzazione malavitosa ad avere fra le mani il club. Giovedì sera a Berna, dopo la sconfitta in Europa League con gli Young Boys, la frangia estrema della tifoseria ha dato per l'ennesima volta la dimostrazione di cosa significhi avere il potere di intimorire una società. Ha aspettato il pullman, ha preso a calci la carrozzeria ed ha scheggiato i vetri a suon di sassate. Qualcuno fra le mani teneva anche delle spranghe sventolate in bella vista ai giocatori.

E i calciatori sanno cosa questo significhi a Napoli, dove il calcio ormai non è più un gioco ma un business. La mafia gira attorno al club, a volte come emerso in passato riesce persino a guadagnarsi i posti a bordo campo per guardarsi al meglio i match di maggiore interesse, invita i calciatori a cena in ristoranti esclusivi in compagnie di persone tutt'altro che raccomandabili. E i calciatori che fanno? Naturalmente niente. Non possono fare nulla. Devono accettare in silenzio di farsi fotografare con qualcuno di ricercato o regalare la loro maglietta al boss del quartiere. Altrimenti sono guai. E guai seri.

Perchè i calciatori hanno famiglia, tengono moglie e figli, e il timore è sempre che possa succedere loro qualcosa di drammatico. Nelle scorse stagioni, con insolita frequenza, i calciatori venivano derubati dai loro Rolex mentre erano in macchina. Nessuno ha mai capito chi fosse così ardito - o pazzo - da affiancare la macchina di un calciatore, strappargli un orologio da 25.000 euro e darsi alla fuga su un Motorino rubato nella via accanto. Italiani, lo volete capire com'è il calcio a Napoli?

Là è diventato un modo per dimostrarsi potenti, e nessun calciatore può sentirsi esente da questo meccanismo. Chi volontariamente e chi senza neppure rendersene conto, tutti finiscono nel tritacarne di un mondo a cui bisogna mettere un freno. Non è possibile che la Federcalcio se ne lavi le mani. Diversi calciatori, contattati dal patron Aurelio De Laurentiis, hanno risposto a chiare lettere che loro non ci pensano neppure di venire a Napoli a giocare perchè sanno il giro del fumo. Sanno che quando si arriva qui, bisogna accettare delle regole non scritte che col calcio non hanno nulla a che fare. Perchè solo a Napoli le ville dei calciatori vengono assaltate e svaligiate, perchè solo qui spariscono gioielli e preziosi, perchè qui ci sono furti di orologi di lusso e a Milano o a Roma no?

Perchè la Figc non si mette una mano sulla coscienza e decide di staccare il calcio dalla mafia? Perchè è più facile rimanere in questo stato di apatia e sperare che tutto si aggiusti da solo. Invece non sarà così. Anzi andrà sempre peggio. E se la squadra perde, la mafia non esisterà a colpire ancora più duro: chissà quanti interessi ci sono in ballo e quanti milioni di euro sporchi viaggiano ad ogni gara. Chi del mondo del pallone si decide a fare qualcosa sul serio?

 


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Categorie: Calcio, Denunce


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