Ancora caccia aperta al serial killer. Proseguono le ricerche sia in Liguria che in tutta Italia, ma ancora senza risultati, di Bartolomeo Gagliano 55 anni, evaso a Genova mercoledì mattina durante un permesso

Genova
12:02 del 19/12/2013
Scritto da Luca

Ancora caccia aperta al serial killer. Proseguono le ricerche sia in Liguria che in tutta Italia, ma ancora senza risultati, di Bartolomeo Gagliano 55 anni, evaso a Genova mercoledì mattina durante un permesso, forse concesso con troppa leggerezza dal magistrato di sorveglianza, per consentirgli di andare a trovare la madre a Savona.

Era detenuto Gagliano, in esecuzione di una sentenza definitiva di condanna all’ergastolo per duplice omicidio (per un terzo caso c’è il sospetto che sia autore), reati che si sommano a tutta un’altra lunga serie di delitti compiuti negli anni ottanta e ad altre evasioni a carico.

Durante la fuga, Gagliano, ritenuto anche malato di mente, nella giornata di martedì mattina presto, verso le 6 ha sequestrato un panettiere a Savona e lo ha costretto sotto minaccia a condurlo verso Genova (dove alle 9 sarebbe dovuto rientrare nel carcere di Marassi dopo il permesso premio) allontanandosi poi a bordo della Panda trafugata al malcapitato.

Le forze dell’ordine sono impegnate nelle indagini dirette a capire dove possa essersi diretto l’evaso e proseguono a tappeto, con l’istituzione di molteplici posti di blocco sulle vie di maggior comunicazione, controlli in stazioni ferroviarie e dei bus, sistemi elettronici di rilevamento targhe e tecniche tradizionali di ricerca.

I carabinieri hanno anche sequestrato un video del sistema di sorveglianza del pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna, per verificare se nei filmati possa esserci l’immagine di Gagliano, su segnalazione da parte del personale del pronto soccorso, di un sospetto che nella serata di mercoledì si aggirava in zona e che dopo la richiesta di documenti si è prontamente allontanato. Però dai riscontri effettuati e dagli accertamenti somatici si è appurato che la persona vista non poteva essere il detenuto ricercato. Non si tralascia nemmeno la più semplice traccia o presunta tale.

Ma chi ha sbagliato nel concedere questo permesso o meglio il sistema dei permessi premio ai detenuti, soprattutto quelli condannati alla pena massima, sono validi o sono da rivedere? In questi giorni è attuale il problema carceri italiane, le carceri sono piene, per l’Europa siamo le pecore nere nel sistema carcerario, trattiamo male i detenuti, ma le carceri sono carceri, luogo di recupero per i criminali che devono scontare la propria pena.

Certo la dignità dell'individuo è sempre al primo posto ma, escludendo i tanti reati per i quali potrebbe essere prevista una forma di rieducazione diversa dalla detenzione ed escludendo i casi limite in cui la carcerazione preventiva non sia seguita immediatamente dal processo, la condanna deve essere eseguita perchè è stata violata una legge e la legge è uguale per tutti.

Quando però avvengono fatti del genere torna immediatamente l'interrogativo: siamo certi di essere in Mani sicure nella gestione di queste persone che, per diversi motivi , in particolare per i più violenti e brutali? Stando allo specifico, non credo proprio. Allora se la legge è legge, è ora di applicarla per tutti, in particolare per coloro che, per ruoli diversi sono preposti a far rispettare le leggi.


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Categorie: Cronaca


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