Nello Stato Africano si parla tanto di democrazia, ma nella realtà è salito al potere un personaggio che non ha mai espresso opposizione alla precedente dittatura

Roma
10:16 del 25/11/2014
Scritto da Albertone

Il pericolo è la democrazia. Che la promessa di diritti si riveli in realtà l'ennesima presa in giro. Mentre noi italiani stiamo qui a crogiolarci fra scioperi dei sindacati ed Incontri esclusivi al Quirinale, in Africa c'è l'ennesimo Paese che muore sotto il peso del compromesso politico. Nel Continente nero comanda l'esercito ed i militari hanno il potere di far dimettere un Governo nel giro di un paio di giorni. Così anche il Burkina Faso, per il quale si sperava in una nuova era, rischia di piombare in un periodo cupo.

Al potere è salito Michel Kafando, primo civile a ricevere questa carica dopo 27 anni, che ha però nominato come suo primo ministro un militare, il colonnello Isaac Zida. Insomma, un passo in avanti e tre indietro. Naturalmente i telegiornali non ne parlano perchè le redazioni non hanno il tempo di informarsi su quello che accade al di là del Mediterraneo. Molto meglio riempire i tg di servizi sul matrimonio di Michelle Hunziker o sulla cagnetta ritrovata a bordo dell'autostrada. E poi ci lamentiamo se gli italiani non sanno nulla e non hanno un pensiero su nulla! E poi ci preoccupiamo se i nostri figli crescono sapendo tutto delle App del cellulare e senza neppure sapere dover stanno sul globo terrestre Israele e Palestina?

Quello del Burkina Faso è l'emblema di un Continente che l'Europa e gli Stati Uniti stanno provando ad aiutare finanziariamente da anni, senza ricevere riscontri positivi. La democrazia è tutto un bluff per continuare a ricevere sovvenzioni e aiuti, ma in realtà comanda chi ha la pistola in tasca. Questa è l'Africa del Terzo Millennio, purtroppo del tutto simile a quella del secolo scorso. E' chiaro che i militari detengono di fatto ancora tutto il potere. Pprobabilmente qui in Burkina Faso questi hanno voluto mantenere il controllo strettissimo su tutte le cose, però dando una facciata di rispettabilità. Evidentemente Kafando è stato nominato perché era d’accordo con i militari e naturalmente perché aveva già concordato con loro la nomina di Zida come primo ministro.

Avete capito? Qua si parla di compromesso necessario per salire al potere, altrimenti non c'è modo per rappresentare il proprio Paese. E i civili che potere hanno? Nessuno! Michel Kafando è stato un diplomatico di lungo corso con una grandissima esperienza internazionale; ha rappresentato il Burkina Faso alle Nazioni Unite per moltissimi anni, è stato ministro negli anni ’80 ed è stato scelto sulla base di colloqui che il comitato di transizione ha fatto con vari candidati. Peccato però che nella sua lunga carriera non abbia mai Manifestato opposizione al precedente governo quindi, in qualche modo, potrebbe anche essere visto come un elemento di transizione ma anche, in una certa misura, di continuità. Insomma, è la faccia diversa di una stessa medaglia. E l'Europa che ha fatto? E' stata zitta a guardare...


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Categorie: Esteri


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