In America clamoroso sorpasso della catena di fast food rappresentata dal Whopper, in Italia domina la M la l'insidia è dietro l'angolo

Milano
11:53 del 24/11/2014
Scritto da Albertone

Una lotta all'ultimo panino. Whopper contro BigMac, icone del fast food a confronto. Inutile dire che, negli Usa come nel resto del mondo, Burger King e McDonald's hanno cambiato il modo di intendere un pranzo. Addio al primo e al secondo, al piatto di pista o alla bistecca ai ferri. Addio anche agli ingredienti salutari e all'olio che si cambia ad ogni frittura. La parola d'ordine è risparmiare, per chi mangia e per chi cucina. Eppure, a fronte della massiccia pubblicità della grande "M" arancione, negli Usa stiamo assistendo ad una rivoluzione senza precedenti. E chi l'avrebbe mai detto?

Mentre la M gialla arranca, la patria del Whopper mette a segno un +3,6% nelle vendite americane dell’ultimo trimestre. Da giugno a settembre, la patria del Whopper ha incrementato le sue vendite nel Nord America del 3,6%, mentre la M gialla ha visto un calo complessivo del 3,3% (e un crollo degli utili, a livello globale, del 30%). Numeri che qui in Italia possono sembrare strani. Non c'è McDonald's che non faccia soldi a palate e non abbia bruciato il mercato attorno a sé. Eppure, l'invasione di Burger King sta accadendo anche in Italia. Un assalto dettato dai risultati straordinari ottenuti dall'altra parte dell'Oceano. Dove, evidentemente, a fare la differenza sono aspetti legati al cibo ma non solo.

Che cosa ha fatto sì che Burger King iniziasse realmente la scalata verso l'olimpo del pranzo-spazzatura che ogni giorno conquista milioni di clienti? Innanzitutto, guarda un po', le promozioni! Due panini a 5 dollari o le confezioni da 10 medaglioni di pollo a 1,49 dollari sono occasioni che fanno gola, in particolar modo per il mercato statunitense. La controproposta di McDonald’s, che ha preferito scontare caffè e pietanze accessorie piuttosto che i panini veri e propri, non ha riscosso lo stesso successo. Lo stesso accade anche in Italia. Basta un'app per avere qualche prodotto gratis.

Da McDonald's invece le promozioni riguardano solo il servizio McDrive: scomodo e culturalmente poco utilizzato. Si passa poi alla questione Menu. Decisamente più semplice e standard quello di Burger King: proporre prodotti con ingredienti simili significa un minor spreco di materie prime e al contempo una maggiore rapidità della cucina. Le ben più numerose varianti della catena rivale (nella lista degli ingredienti, così come nei vari esperimenti stagionali) non sembrano avere un impatto significativo sulle preferenze della clientela.

Infine, il re degli hamburger ha investito negli ultimi tempi nel rinnovamento dei propri locali: il 40% delle attività avrà un nuovo look entro la fine del 2015. Un valore aggiunto, che permetterà di rispondere anche alle insidie delle catene più nuove/innovative del settore fast-food. Bisogna dire, tuttavia, che la media degli incassi dei singoli punti vendita di McDonald’s è ancora il doppio rispetto a quella dei ristoranti Burger King. Eppure c’è da scommetterci che l’assalto al primato è appena iniziato e non si fermerà tanto rapidamente…


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Categorie: Cronaca, Esteri


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