Il Gigi Buffon della maglia “boia chi molla” o quello che scelse la tanto discussa maglia “88” sembra ormai un pallido ricordo leggendo l’intervista rilasciata dal capitano della Nazionale a Chicco Testa sull’Unità di domenica scorsa

Bologna
07:00 del 31/05/2016
Scritto da Luca

IL NUOVO SPONSOR DI RENZI? BUFFON: ECCO COSA HA AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE!

Il Gigi Buffon della maglia “boia chi molla” o quello che scelse la tanto discussa maglia “88” sembra ormai un pallido ricordo leggendo l’intervista rilasciata dal capitano della Nazionale a Chicco Testa sull’Unitàdi domenica scorsa. Due paginate dedicate più all’uomo che al giocatore, nelle quali c’è spazio anche per un esplicito appoggio addirittura al governo di Matteo Renzi. Proprio sul premier, Buffon sembra aver trovato quel leader che cercava da tempo: “Mi piace il suo vigore, il suo dinamismo, trasmette entusiasmo. Ci mette la faccia e ci prova. Probabilmente farà degli errore – concede il portiere – ma abbiamo bisogno di leader coraggiosi. So che il cambiamento ha bisogno di molta energia positiva, spesso mette paura”.


Proprio lui che sin dai suoi 18 anni sembrava orientato su ben altri lidi politici, insomma Buffon da sempre è passato per uno di destra destra: “Ci sono stati un paio di episodi che lo hanno fatto pensare – ricorda -. Uno per l’appunto è stata la maglietta con la scritta ‘boia chi molla’. Avevo 18 anni e giuro che non avevo idea dell’origine di quel motto e di chi lo aveva usato”. Gigi dice di averlo letto sul banco di un compagno di scuola: “Sembrava adatto a esprimere il mio stato d’animo in quel momento”. E come dimenticare quell’uscita che ha fatto imbestialire la comunità ebraica, quando rientrato in campo dopo l’incidente che lo costrinse a saltare gli Europei del 2000, si presentò in campo con la maglia 88: “Vai a saperlo, credo non lo sapesse proprio nessuno che era un numero legato al nazismo, in quanto la lettera n.8 dell’alfabeto è la H. La stessa di ‘Heil Hitler’. Fu la comunità ebraica a segnalarlo e accusarmi. Ma, ti giuro – dice ancora Buffon – cascai dalle nuvole”.

Eppure a sentirlo parlare ancora oggi, Buffon tutto sembra tranne che un nostalgico dell’Unione sovietica. Prese le distanze dai due episodi che lo hanno messo in croce da ragazzo, è sugli ultimi che il capitano juventino non indietreggia di un millimetro, come quando ha fatto una dedica aFabrizio Quattrocchi: “Era il suo anniversario, morì cercando di levarsi il cappuccio che gli avevano messo in testa per guardare in faccia i suoi assassini e dicendo loro: ‘adesso vi faccio vedere come muore un italiano”. Ma anche su questo prova a metterci una pezza, ricordando come Quattrocchi fu insignito della medaglia d’oro al valore civile daCarlo Azelio Ciampi: “Non certo un uomo di destra”. Sarà. Ma ci sono anche il “set di valori pubblici”, come li chiama Testa, che continuano a disorientare i fan di Buffon: “Lealtà, altruismo, responsabilità, coraggio, merito, giustizia, cultura, patriottismo. Forse – ammette – alcuni di questi valori che mi appartengono da sempre hanno una certa aurea di destra, ma io li considero solo positivi. Ho dentro di me un profondo senso della giustizia, ma esse non deve diventare la protezione di tutto e di tutti, un presunto egualitarismo anche nei confronti di chi non mette impegno nel suo lavoro e nella vita”.


Buffon sembra essere la quadratura del cerchio dell’elettore di centrodestra rimasto politicamente orfano, passa dall’esaltazione dell’impegno degli ultimi presidenti della Repubblica: “Per rilanciare il senso dell’orgoglio nazionale,riportare in auge l’inno nazionale e la bandiera“, passando per il sostegno un tempo a Mario Monti, oggi alla riforma costituzionale del governo Renzi. E si lancia in una chissà quanto personale analisi: “Ci sono due cose che mi piacciono nelle riforme promosse dal Governo – ha detto – La fine del bicameralismo perfetto, una particolarità che abbiamo solo noi in Italia e che allunga enormemente i tempi delle decisioni. E la riforma elettorale fatta per dare stabilità ai futuri governi, assicurando un premio di maggioranza a chi raggiunge il 40% o vince al ballottaggio. Spero che la gente vada a votare con la propria testa e informata – si spinge a dire il capitano azzurro -. Che non prevalga come spesso capita il voto di scambio o la demagogia”.


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Categorie: Cronaca, Denunce, Politica


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