L'ennesima brutta scoperta del personale del Corpo forestale dello Stato: senza saperlo, cosa acquistiamo e mangiamo ogni giorno?

Pistoia
07:08 del 02/10/2014
Scritto da Albertone

Stavolta la bufala non è la solita notizia falsa costruita ad arte per fare audience e attirare decine di migliaia di visitatori. E' proprio lei, la mozzarella di bufala, la protagonista dell'ennesimo brutto episodio di casa nostra. Perchè se l'Italia può vantarsi di avere una delle cucine più buone e genuine del mondo, non passa settimana senza che qualcuno si dimostri - o provi a farlo - più furbo degli altri. Una premessa: il singolo episodio qui citato è solo l'ultimo in ordine di tempo di una lista che non conosce sosta. A Pistoia, in Toscana, il personale del Corpo forestale dello Stato ha compiuto l'ennesima brutta scoperta trovando falsa mozzarella di bufala sugli scaffali di sette supermercati toscani, tutti concentrati proprio nella Provincia di Pistoia.

E la domanda sorge spontanea: quando ci infiliamo in un supermercato o entriamo in un bar-ristorante, cosa acquistiamo per davvero? La truffa è ormai comune ad ogni attività di ristorazione o c'è ancora qualcuno di onesto? I recenti servizi messi in onda su Striscia la notizia hanno portato alla luce l'ennesimo scandalo: neppure l'acqua del rubinetto che alcuni ristoranti ancora consegnano ai clienti può dirsi immune da Virus. Anzi, spesso è imbevibile. Idem con patate per il ghiaccio: tutti i controlli hanno rilevato dati non conformi alla legge.

A Pistoia è successo di peggio. Il prodotto riportava in etichetta di essere realizzato con latte di bufala, mentre l'analisi degli ingredienti ha evidenziato che la maggioranza del latte adoperato era di altra natura, presumibilmente vaccina. Naturalmente, oltre al danno la beffa. Perchè, come facile da capire, il prezzo di vendita era naturalmente in linea con quello delle mozzarelle di bufala. Prodotto salato in termini di costi, un po' meno di gusti. Il tutto è partito da un controllo effettuato in un discount, dove i forestali del Comando Stazione di Pistoia hanno trovato esposte alla vendita confezioni di mozzarella falsamente etichettate.

Il prodotto, inoltre, veniva commercializzato adoperando una testa di bovino stampigliata sulla confezione, con evidente richiamo al logo della mozzarella di bufala campana Dop, e veniva posto in vendita nel medesimo scaffale di quest'ultima. Una truffa bella e buona, esattamente come quelle che quotidianamente vengono messe in atto all'estero nel tentativo di vendere prodotti contraffatti. Un'arte che purtroppo qualcuno ha importato anche qui in Italia. Le confezioni di mozzarella falsamente etichettate sono state fatte ritirare dagli scaffali dei supermercati, al responsabile del punto vendita e al confezionatore è stata contestata una sanzione amministrativa di 6.000 euro ciascuno per pratica commerciale ingannevole.

Colpirne uno per educarne cento, peccato che sempre più spesso le Fiamme Gialle e gli organi di controllo preposti anche alla qualità e alla condizione del cibo debbano girare in lungo e in largo per scovare gli ennesimi furbetti. Oltre ai supermercati, il grosso problema riguarda i ristoranti: chi può davvero essere certo di quello che ci viene servito?


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Categorie: Cronaca, Denunce, Salute


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