In Italia gli sprechi sono all'ordine del giorno, ed è semplicemente logico che se si spende più di quello che si guadagna, prima o poi i conti in tasca bisogna farseli

Milano
08:15 del 30/07/2015
Scritto da Gerardo

In Italia gli sprechi sono all'ordine del giorno, ed è semplicemente logico che se si spende più di quello che si guadagna, prima o poi i conti in tasca bisogna farseli. Ed ecco il famigerato cruccio italiano, i conti in rosso delleRegioni. La Corte dei conti ha stilato la lista nera delle amministrazioni più scialacquatori fra le venti in cui è divisa l'Italia. Nelle prime posizioni ci sono UmbriaLazioAbruzzoMoliseCampania,Calabria e Sicilia: ecco le regioni con i maggiori buchi di bilancio.

Perché? - Qual è il motivo di questi dissesti finanziari nelle casse del centro e del sud Italia? In prevalenza la colpa è delle partecipate, ovvero di quelle aziende di cui la pubblica amministrazione detiene delle quote. In Italia ce ne sono talmente tante che è impossibile contarle tutte, come affermò sconsolato lo stesso Carlo Cottarelli, firmatario della controversa spending review. Il problema oltre che nel numero è nella sostanza di queste aziende. Molte svolgono attività con attinenza molto remota alla cosa pubblica: quasi il 65% si colloca infatti in attività che si definiscono strumentali, e non in ambiti come quello dei trasporti pubblici che più attinenza avrebbe con la gestione del territorio. Molte poi sono palesemente delle macchine per produrre stipendi; impossibile negare quando il numero degli amministratori supera quello dei dipendenti; il conto in rosso è garantito.

Numeri - Le cifre di questi conti in rosso sono da spavento. In Sicilia a fronte di poco più di 36milioni di utile, ci sono quasi 120milioni di perdite. In Campania le cifre sono un po' più modeste: a fronte di circa 26milioni di utili, la regione perde più di 57 milioni di euro. E ancora: laCalabria perde più di 14 milioni, il Molise più di 43, il Lazio più di 22 e l'Abruzzo quasi 40milioni di euro. Un'Italia che è un colabrodo. Padre Pio, in quanto a Mani bucate, ci fa un baffo.

La legge - La legge di stabilità del 2015 ha disposto la soppressione immediata di queste macchine mangia soldi, procedendo a una consistente razionalizzazione. Le informazioni utili perché si proceda in questo senso sono state fornite al Governo da Lombardia, Umbria, Toscana, Marche, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Abruzzo e Veneto. Molto basse le percentuali nelle altre regioni. Al malaffare delle partecipate collaborano inoltre alcuni Comuni italiani: soltanto il 17,55% del totale non presenta il possesso di partecipazioni in società. Solo 1.414 Comuni su 8.057. E pensare che Renzi voleva stare sereno riducendo a mille il numero delle municipalizzate. La strada si preAnnuncia ancora lunga e in salita.


Articolo letto: 826 volte
Categorie: Economia


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Ricerche correlate

Regioni - Campania - Lazio - Roma - Soldi - Economia -

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook