Dal 2010 crollo delle contribuzioni. Tra chi ha versato poco o niente ci sono molte sorprese, nomi famosi

Roma
18:29 del 15/10/2013
Scritto da Luca

Mentre i parlamentari del M5s di Beppe Grillo a suo tempo hanno restituito somme derivanti dalle indennità parlamentari, dalle diarie non rendicontate e dai rimborsi elettorali, c'è chi i soldi se li tiene stretti e non paga neanche per sostenere il proprio partito. Forse è una sorta di cartina tornasole, che fa comprendere la parabola discendente del partito ma ancor di più del suo stesso leader.
Un buco di 6 milioni e 247.284 euro nei conti del Pdl, dimostrazione della spilorceria di chi - eletto a camera e senato, al parlamento europeo e ai consiglieri regionali - non ha  versato al partito da anni la quota della indennità prevista dai regolamenti interni.
La quota era stabilita in 9.600 euro per i parlamentari nazionali e di 6000 euro per gli europarlamentari e consiglieri regionali. Sono veramente pochi quelli che vi hanno provveduto, i più non lo hanno fatto e ogni anno aumentano sempre di più.  Il Pdl nell'anno 2010 ha incassato dagli eletti nelle sue fila 4,8 milioni di euro, che nel 2011 sono divenuti 3,7 milioni di euro, per diminuire ancora nel 2012 fino a 2,8 milioni di euro. Per il 2013 le entrate si stimano in poco più di 1 milione di euro.
Quindi è drammatica la situazione economica del partito, che attualmente è in vita solo grazie alla generosità dell'ex premier, è Berlusconi che ha sottoscritto finanziamenti, prestiti e fidejussioni bancarie.
Il problema è recuperare i versamenti arretrati e Maurizio Bianconi, segretario amministrativo del partito non ci dorme la notte, per cercare di architettare o escogitare un piano di rientro delle somme evase dai componenti del partito, tenuto conto altresì del fatto che molti dei debitori hanno ormai cambiato tessera e fede Politica, e difficilmente saranno disposti a saldare debiti passati con il Pdl. 
Nella Gazzetta Ufficiale del 9 ottobre scorso è stato pubblicato il bilancio 2012 e in esso è possibile verificare l’elenco di tutti i finanziatori del Pdl per somme superiori a 5 mila euro (obbligatorio per legge), quindi è possibile da qui scoprire quali e quanti sono i parlamentari e i consiglieri regionali ed europei in regola con la loro decima. E le sorprese sono tante, a volte inaspettate,  molti sono i nomi famosi. Fra i morosi più clamorosi Claudio Scajola, Nunzia De Girolamo (attuale ministro delle Risorse Agricole)  Michaela Biancofiore, Gianfranco Rotondi, Enrico La Loggia, Alessandra Mussolini, Roberto Speciale (ex comandante della Gdf), fa una certa impressione leggere nella lista dei morosi storici  Giulio Tremonti, Marcello Dell’Utri. Questi nomi sono solo una minima parte di quelli che non hanno versato un euro al Pdl nel 2012 o che forse non appaiono in lista perché hanno versato meno di 5 mila euro invece dei 9.600 euro previsti. Non hai mai pagato pegno uno come Sergio De Gregorio, ma non siamo sorpresi, come non lo siamo per Franco Fiorito, al quale di certo non mancavano le disponibilità economiche. Come risolvere? Come sempre bussando alla porta di Berlusconi.  Anche perchè chiunque prenda in mano il partito difficilmente riuscirà a garantire quel buco con le proprie finanze.


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Politica, Sociale


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