Ha lasciato senza parola il video del pestaggio di una studentessa fuori da una scuola di Bollate, ora nel Savonese quattro minorenni sono stati fermati per aver tentato di abusare di una compagna

Savona
19:23 del 12/02/2014
Scritto da Albertone

Una volta erano i luoghi in cui si insegnava l’educazione civica, il rispetto per i più anziani, la devozione verso i padri costituenti. Oggi, le scuole sembrano diventate dei Far West. Dalle bacchettate degli insegnanti, date assicuravano loro a fin di bene, si è passati all’anarchia più totale. Botte al di fuori del cancello per un ragazzino conteso con tanto di riprese col cellulare e bestemmie in sottofondo (Bollate, periferia nord di Milano, un contesto complicato), una tentata violenza sessuale su una compagna da parte di quattro minorenni nel Savonese. Stando alle indagini degli inquirenti trasformatesi in un fermo disposto dal gip del Tribunale di Genova, il branco avrebbe portato nei servizi igienici dell’Istituto alberghiero Migliorini di Finale una ragazza di 16 anni e qui avrebbe tentato di abusare di lei.
Una pazza idea scaturita dalla mente malata di uno dei quattro. Gli altri tre si sarebbero limitati a guardare, a sorridere, forse a compiere delle riprese col cellulare. La ragazza, disperata e in evidente stato di shock, avrebbe urlato fino a farsi sentire da un’insegnante che prontamente è intervenuta per liberarla dalla molestia. Ricostruzione che i minorenni smentiscono, ma che nel frattempo li ha portati ad essere affidati alle Comunità minorili di Genova, Alessandria, La Spezia e Massa Carrara.
A Bollate, qualche giorno prima, una ragazzina si era vista malmenare a suon di calci e pugni per questione di ragazzini. Anche in questo caso video ripresi col cellulare, compagni a gustarsi il macabro spettacolo, altri studenti a girare alla larga per evitare forse ritorsioni e un contorno di volgarità assortite e bestemmie indegne per un luogo come quello scolastico. E qui sta il punto della situazione.
La scuola ha le sue colpe. Gravi e chiare. Nel corso degli anni non ha saputo rinnovarsi nei programmi, nel personale, nelle figure educative, mascherando le proprie lacune con mancati avanzamenti del personale docente, con la carenza di insegnanti e rimandando di continuo alle decisioni dei Provveditorati. Fare lo psicologo, oltre che l’insegnante, può essere sfiancante e in certi casi sconcertanti.
Gli insegnanti si trovano davanti a ragazzi con alle spalle famiglie distrutte, condizioni economiche sovente disastrose, esperienze con sostanze stupefacenti, delusioni ed emozioni che tempo fa si provavano ben dopo l’Università. Ora, invece, l’età adolescenziale è diventata quella del tutto e subito. Peccato che dall’altra parte della cattedra ci siano insegnanti vecchio stampo, per i quali un ritardo o un’interrogazione con scena muta altro non merita se non un 4 sul registro e magari una comunicazione a casa. Quello che ci sta dietro, invece, non viene approfondito.
Disagi, depressioni, vicende famigliari vengono lasciate al di fuori della scuola anziché affrontate col ragazzo. Col risultato che a scuola si va malvolentieri, con la certezza di non essere compresi e col timore che quanto si studia sui libri serva a poco o nulla. Violenze, bullismi, abusi e quant’altro sono la diretta conseguenza: non è un caso che il leader Pd Matteo Renzi, nel suo primo discorso di segretario, abbia parlato proprio della necessità di riformare la scuola. Ma occorre farlo adesso, meglio tardi che mai.


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Categorie: Cronaca, Sociale


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