Nuova contestazione per Maria Elena Boschi, accolta alla Festa de L’Unità di Bologna da un gruppo di studenti che ha manifestato il proprio dissenso rispetto alla riforma della Costituzione, armato “solamente di cartelli“.

Bologna
08:30 del 20/09/2016
Scritto da Carmine

Nuova contestazione per Maria Elena Boschi, accolta alla Festa de L’Unità di Bologna da un gruppo di studenti che ha manifestato il proprio dissenso rispetto alla riforma della Costituzione, armato “solamente di cartelli“. Fuori programma durante l’intervista al ministro per le Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi, alla Festa dell’Unità di Bologna sul referendum di autunno.

La reazione del servizio d’ordine è stata immediata: i manifestanti sono stati avvinghiati e trascinati fuori con la forza, mentre la ministra delle Riforme offriva, a parole, il palco ad un rappresentante della protesta, per poi sostenere che se ne fosse andato. All’esterno della Sala Nilde Iotti, dove si teneva l’incontro, è stato schierato un imponente cordone di forze dell’ordine, a tenere a distanza dall’evento anche la contestazione degli insegnanti.


Non è la prima volta che il ministro viene contestata. Già il 3 settembre, sempre alla Festa dell’Unità ma a Milano, una ventina di militanti con uno striscione “No al referendum” avevano urlato “Buffona, buffona” alla Boschi. Che anche in quell’occasione aveva replicato: “A me fa piacere che siate venuti. Noi non chiudiamo le porte a nessuno. Noi andiamo avanti con il nostro lavoro, noi siamo molto contenti che ci sia la possibilità di un confronto. Se le ragioni del no saranno più forti, vinceranno loro. Se le ragioni del sì saranno più forti, vinceremo noi”.

Gli studenti, circa una quindicina, aderenti al “Link – Coordinamento universitario di Bologna” dopo aver esposto cartelli e aver manifestato la loro contrarietà alla riforma costituzionale sono stati allontanati dalle forze dell’ordine. “Le Feste dell’Unità – ha replicato Boschi ai contestatori – sono democratiche ed aperte a tutti. Se i ragazzi vogliono restare con noi ed ascoltare il dibattito non c’è problema”. Fuori dalla sala alcune proteste anche da parte di alcuni insegnanti aderenti al gruppo “Partigiani della scuola pubblica” che indossavano una maglietta con scritto “Referendum Costituzionale No”.


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Categorie: Cronaca, Denunce, Politica


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