Il Comune sostituisce madre e padre con "genitore richiedente" e "altro genitore".

Bologna
14:45 del 18/09/2013
Scritto da Luca

Una delegata al Comune di Venezia aveva già proposto di modificare moduli di richieste e iscrizioni, sostituendo 'padre' e 'madre' con il generico "Genitore 1" e "genitore 2", l'idea era subito piaciuta e 'sposata' dal ministro dell'integrazione Cècile Kyenge, sollevando diverse critiche e reazioni negative a tale cambiamento, un vero e proprio polverone e, a Bologna, si era attirata l'ironia del cardinale Carlo Caffarra che aveva commentato :"Propongo che per non litigare, un anno il genitore 1 lo faccia la mamma, l'altro il papà". Ciò nonostante, come se niente fosse al Comune di Bologna hanno ritenuto di bruciare le tappe e anticipando tutti, hanno pensato bene di modificare i moduli scolastici, rivedendo leggermente la formula prima citata. Hanno escluso ogni gerarchia e hanno permesso l'indicazione "genitore richiedente" e "altro genitore". La spiegazione fornita dall'assessore comunale all'istruzione Marilena Pillati (Pd) è questa: l'ipotesi di distinguere i familiari in 1 e 2 non è mai stata presa in considerazione. "La premessa è che i moduli per la richiesta di qualsiasi servizio educativo e scolastico contengono già la parola genitore, visto che formalmente a fare richiesta dei servizi è un solo genitore", spiega Pillati, "L'unico riferimento a padre e madre è presente nella parte della modulistica dove si parla della condizione lavorativa. È qui che per un fatto di coerenza interna ai moduli stiamo valutando di sostituire i termini distinguendo sempre tra il genitore che ha fatto richiesta e l'altro genitore, ovviamente se c'è". Ovviamente l'Arcigay è contenta di questa soluzione, si tratta secondo gli attivisti di "un atto di grande buonsenso e di buona Politica" e in un comunicato ufficiale dichiara e spera che: "Altri Comuni seguano l'esempio di Bologna".
Non si sono fatte attendere le reazioni da parte di politici e personaggi di Bologna come il leader Udc Pierferdinando Casini secondo il quale l'orientamento che punta "a sostituire nella modulistica scolastica le parole 'padre' e 'madre' è una farsa che rischia di fare dei danni irreparabili". Sulla modifica dei moduli decisa dal comune di bologna e che doMani si discuterà in commissione a palazzo d'accursio, Casini, sferra un attacco alla giunta Merola, osservando come "nel giro di pochi mesi si è passati dal referendum sulle scuole paritarie, a questa pericolosa mistificazione burocratica che intende mettere in discussione due figure che nella nostra società hanno un valore preciso, fondante e certamente non divisivo. Surrettiziamente invece- sostiene Casini- si vuole far passare l'idea che la genitorialità possa essere diversa da quella naturale". La posizione dell'Udc, spiega ancora Casini "è nota, è legittimo che qualcuno la pensi in modo diverso, ma è inaccettabile la strumentalizzazione dei nostri bambini: quando si tratta di infanzia occorre sempre usare la massima cautela, la giunta continua a mostrare invece una leggerezza che lascia allibiti".
Sullo stesso piano si pone il presidente di Fratelli di Italia Ignazio La Russa che definisce "vergognosa la decisione presa dalla giunta di Bologna la rossa". Insorge anche il senatore Pdl Maurizio Saccomanniche parla di una "violazione del diritto naturale e della carta costituzionale".
Anche sul web impazzano le critiche, ne riportiamo una che sintetizza il pensiero di molti: 'Chissà da dove spunta questa smania di espungere dal lessico scolastico le parole "padre" e "madre", come fossero due realtà innominabili. A parte chi vuol sembrare evoluto(?) seguendo un trend ritenuto attuale e moderno, e sono molti, non so se questo sottenda il disegno di spersonalizzare l'individuo rendendolo una rotellina anonima di un indiffeRenziato magma sociale facilmente manipolabile, o se ci sia qualche altra ragione che mi sfugge, o se si tratti di pura, semplice, gratuita idiozia. I "cretini" si esercitano nella scempiaggine; padri e madri rinominati genericamente genitori in onore dell'appiattimento che non è meramente lessicale; che grande passo avanti nella coerenza di chi dimostra di non avere un briciolo di sapienza e cultura ma solo ideologismo stupidastro e deleterio. Ora tocca ai bolognesi e ad altri sinistrini e, noi tutti genitori, prepariamoci a perdere l'identità sorpassata di padre e madre che, a quanto pare, osta l'integrazione e la civiltà. Chi non condivide questo Polpottismo nostrano, ohibò, è bollato quale reazionario della peggior specie e messo alla berlina dai presentabili per antonomasia, mai sazi di continui "nuovi ordini" a senso unico'. Oltre alle critiche su questa iniziativa, il sospetto è che si tenti in tutti i modi di arruolare da parte dell'amministrazione, con iniziative di questo genere, l'oramai popoloso bacino elettorale gay nelle file del proprio partito.
A questo punto non possiamo altro che osservare come nella lingua italiana esistono due termini uno al maschile "genitore" l'altro al femminile "genitrice". Se si usano le parole genitore richiedente ed altro genitore, lo scolaro, nel caso di specie, avrebbe due padri e nessuna madre. Non si può andare contro la natura e la natura, si sa, ha "deciso" a suo tempo che per fare un bambino sono necessari un uomo (genitore) ed una donna (genitrice), tutto il resto è semplice follia.


Articolo letto: 1779 volte
Categorie: Cronaca, Cultura, Curiosità


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Ricerche correlate

Pillati - comune - bologna - moduli - scuola - genitore - altro -

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook