La Procura indaga sull'attività di Sergio Acampora: secondo l'accusa ha impiantato "fissatori interspinosi" prodotti dalla ditta della moglie e che poi si sarebbero rotti

Bologna
13:07 del 16/10/2013
Scritto da Luca

Il fatto: pazienti che si sottopongono a operazioni chirurgiche per risolvere la loro patologia e accettano un impianto come suggerito dallo specialista, protesi vertebrali che si rompono, e il chirurgo (quello che ha suggerito l'operazione) che vuole essere pagato di nuovo per sostituirle con altre, guarda caso prodotte dalla stessa azienda. Azienda che, guarda caso, appartiene alla moglie dello stesso del chirurgo. Giulio Golia de Le Iene si è recato a Bologna ad ascoltare le vittime di un chirurgo senza scrupoli che impianta protesi nelle schiene dei pazienti anche se si rompono in una percentuale stimata intorno il 12%. Il problema è che nessun altro chirurgo, ora vuole rimuovere quelle rotte perché con l'intervento si rischia di paralizzare il paziente. Il chirurgo, durante l'intervista parla con l'interlocutore a volto coperto, ha negato ogni responsabilità.

Ma a seguito delle denunce dei pazienti danneggiati - che hanno richiesto l'intervento delle iene per dare più risalto alla vicenda – la Procura di Bologna ha aperto un’indagine nei confronti del professor Sergio Acampora, responsabile, secondo l’accusa, di aver impiantato alla colonna vertebrale di numerosi pazienti “fissatori interspinosi” (in pratica protesi) risultati poi difettosi. Lo stesso materiale sanitario utilizzato, anch'esso oggetto dell'inchiesta, è peraltro prodotto dalla Nitillium Research “di cui è amministratore unico la moglie e di cui risultano soci e azionisti i figli” dello stesso Acampora.

Su tutta la vicenda sta indagando il sostituto procuratore Dott.ssa Laura Sola, che ha anche chiesto il sequestro preventivo delle protesi, anche se non è stato consentito dal giudice per le indagini preliminari, che non ha ritenuto necessario il sequestro.  L'accusa è pesante, il professor Acampora è accusato di lesioni personali colpose (anche se non si può escludere il dolo eventuale, non poteva non sapere delle protesi difettose), commercio e somministrazione di medicinali guasti e omessa comunicazione alle autorità competenti.

Secondo la Procura molte delle protesi impiantate da Acampora si sono rotte. “Decine e decine di pazienti – spiega l’avvocato Ezio Bonanni che tutela una cinquantina di persone che hanno fatto causa per risarcimento danni – si sono rivolti al professor Acampora, il quale ha consigliato loro, in riferimento alle singole e distinte patologie, di impiantare dei dispositivi interspinosi nella loro colonna vertebrale, proponendo di eseguire lui stesso le operazioni chirurgiche nella clinica privata accreditata Villa Erbosa”.

Nel corso delle indagini la procura ha nominato un perito che ha confermato la sussistenza di una colpa medica, ma qui non siamo solo nel semplice campo della c.d. 'malasanità', qui si può denotare un vero e proprio disegno criminoso ai danni di ignari pazienti, con lo scopo di lucrare doppiamente sulle prestazioni professionali e sul materiale impiegato. 

Aspetto questo evidenziato anche nella relazione del medico legale della Procura di Bologna: “Il professor Acampora una volta rilevata la rottura dei dispositivi, li asporta senza le dovute segnalazioni e continua ad impiantare gli stessi dispositivi non curante delle rotture che via via si Manifestavano. Il numero delle rotture di detti dispositivi era decisamente troppo elevato e questo avrebbe dovuto indurre il chirurgo ad astenersi ad impiantare dispositivi che si rompevano con una certa facilità”.  Il tutto, tra l’altro, è stato fatto a carico del Sistema sanitario nazionale, quindi non solo i pazienti danneggiati ma anche tutti noi come cittadini siamo indignati con questa persona e chiediamo giustizia.


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Denunce, Medicina, Salute, Sociale


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