INCROCI una persona per strada, attivi la fotocamera e scopri subito chi è. Sembra uno scenario futuristico, ma non è poi così lontano.

Napoli
12:00 del 14/12/2016
Scritto da Gregorio

INCROCI una persona per strada, attivi la fotocamera e scopri subito chi è. Sembra uno scenario futuristico, ma non è poi così lontano. Prende forma con BlippAR, l'app di realtà aumentata, che ha introdotto una nuova funzione per rendere il riconoscimento facciale a portata di smartphone. Il funzionamento ricorda quello di Shazam, l'app per il riconoscimento dei brani musicali. In questo caso però non sono le note a fare la differenza, ma le immagini: si punta la fotocamera su una persona, una foto o un video e l'applicazione non solo riconosce il soggetto, ma propone anche una serie di contenuti associati. Attualmente nel database ci sono 70mili visi, tutti di personaggi noti, ma presto gli utenti potranno inserire anche i loro, con la possibilità di creare profili in realtà aumentata.
Il lancio arriva a meno di un anno dalla creazione di Blipparsphere: un browser visivo che utilizza l'apprendimento automatico per riconoscere gli oggetti del mondo reale. "L'obiettivo ora è creare un nuovo strumento sociale che sfrutta ciò che di più unico abbiamo", spiega il cofondatore Omar Tayeb alla Bbc. Una prospettiva che alletta gli amanti della tecnologia, ma preoccupa i sostenitori del diritto alla riservatezza perché, quando l'estensione per il profilo personale sarà rilasciata, intorno alle teste apparirà un 'alone' con icone che rimandano a informazioni personali.

Sicurezza o minaccia? Il riconoscimento facciale è un sistema di sicurezza biometrico che identifica gli individui analizzando alcuni elementi del viso. Un mercato prolifico che negli ultimi anni sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto grazie all'integrazione di questi strumenti nei sistemi di sorveglianza e nelle tecnologie in dotazione alle forze dell'ordine. Tuttavia le situazioni in cui un soggetto può essere riconosciuto al di fuori di queste nobili cause sono tante e aumentano con il moltiplicarsi dei tool sviluppati con intenti ludici. Oltre a BlippAR sono già centinaia le app che oggi promettono di risalire all'identità delle persone partendo da uno scatto. Applicazioni come NameTag, Find Face o l'italiana Facedoor vengono presentate come giochi divertenti, eppure se nelle mani sbagliate potrebbero diventare una minaccia alla privacy. L'ultimo caso è accaduto in Russia, dove un'app per il riconoscimento facciale è stata usata per individuare, attraverso le foto dei social media, i volti e i nomi delle donne che sono apparse in video pornografici.
Coscienza. Non è un caso, quindi, se tra esperti e utenti si presta sempre più attenzione a questo tipo di novità tecnologiche. La sensibilità nata sul tema della tutela dei dati personali in questi anni ha creato tra le persone una consapevolezza con cui già diversi big della Silicon Valley hanno dovuto fare i conti. Google ad esempio, dopo alcune proteste, ha deciso di non integrare l'app per il riconoscimento dei volti nei suoi Google Glass, mentre Facebook è stata per lungo tempo contestata per l'introduzione, nel 2011, del tag che individua e suggerisce automaticamente i nomi delle persone presenti in foto. Lo stesso sistema che lo scorso maggio ha spinto un gruppo di utenti dell'Illinois, negli Stati Uniti, a denunciare l'azienda di Zuckerberg  per violazione della privacy, accusandola di aver raccolto e usato in modo illecito i dati biometrici registrati con i tag.

Su BlippAR però Tayeb rassicura: "E' possibile impostare la privacy del profilo su pubblico o privato. Inoltre chi non vuole che il suo volto sia conservato nei server  può chiedere di essere rimosso".  E se a inserire un volto fosse un amico che vuole fare uno scherzo? Anche per questo il cofondatore ha la risposta: "Il processo per creare una foto profilo richiede il coinvolgimento diretto dell'interessato, il sistema poi è intelligente abbastanza per capire che qualcuno sta tentando di registrate un'altra persona". Nel dubbio, intanto, c'è chi ha già ideato degli occhiali - i Reflectacles - che impediscono di inquadrare i volti. Il design non sarà dei migliori, ma almeno la privacy è al sicuro.

Da: repubblica


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Categorie: , Tecnologia


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