L’incontro nella sede Pd fra i due è servito per trovare un’intesa sulla legge elettorale. In realtà, ad entrambi conviene andare al voto il prima possibile. Ecco i motivi e le possibili… “scusanti”

Roma
07:53 del 20/01/2014
Scritto da Albertone

Berlusconi che entra nella sede del Pd, seppur fra fischi e lanci d’uova, è una delle scene madri di questo inizio 2014. Il cordone di poliziotti che evita un contatto fra ia Manifestanti e la scorta del Cavaliere fa a pugni con quanto sarebbe accaduto di lì a pochi minuti. Berlusconi varca la soglia della base operativa del Partito democratico tenendo fra le mani un invito di Matteo Renzi, che del Pd è segretario oltre che punto di riferimento politico, e con l’obiettivo di trovare un’intesa sulla nuova legge elettorale.
In sostanza, un convito politico che infrange quel muro contro muro che si era visto negli ultimi anni. Berlusconi ai propri avversari di sinistra aveva riservato parole il più delle volte a metà fra l’ironico e il provocatorio arrivando a definire “coglione” chiunque si fosse schierato con la sinistra.
Dall’altra parte, l’accusa generalista all’elettorato di destra aveva equiparato i reati di Berlusconi (acclarati o semplicemente ipotizzati) alla moralità di ogni singolo elettore, lasciando sullo sfondo dubbi sulla serietà di ciascuno di essi. Col Governo Letta, almeno inizialmente, ciò che pareva impossibile è diventato reale: via all’inciucio, destra e sinistra insieme al Governo all’insegna di una spartizione di Ministeri dettati dal buon vecchio Manuale democristiano. Sei mesi di pseudo-collaborazione, di ricatti e di pressioni, fino alla rottura prima del Nuovo Centrodestra e poi di Forza Italia, tornata al vecchio nome dopo il duplice fallimento del Pdl.
Forza Italia esce dal Governo, accusa la sinistra di essere la solita esattrice delle tasche degli italiani, si vede il proprio leader espulso dalle sedi istituzionali per le condanne riportate ma si affida al Pd per trasformare la legge elettorale. E qui sta il punto. La scadenza naturale del Governo Letta è prevista per il 2015, ma nessuno – nemmeno nel Pd – si spiega come si possa sopravvivere per un anno e passa con numeri risicati e senza la fiducia degli italiani. Ecco che Renzi ha preso la palla al balzo, ha sfruttato il suo ruolo di segretario che si è conquistato con 3 milioni di voti ed ha chiesto a Berlusconi di prendere un caffè insieme mettendo in calendario la necessità di riformare la legge elettorale.
Una necessità condivisa da tutte le forze politiche, il Pd però potrebbe aver intrapreso una strada diversa: stringere un accordo con un alleato d’occasione che più di ogni altro ha la necessità di correre alle urne. Forza Italia è in opposizione e in crisi di visibilità, il Pd dal canto suo è indiscutibilmente primo partito italiano e può sfruttare l’effetto Renzi. Rinnovare la legge elettorale, se ci fosse l’accordo fra Pd e Pdl, potrebbe essere più rapido del previsto ma significherebbe spegnere anticipatamente l’esperienza del Governo Letta. Un finale che a Berlusconi non tocca più di tanto e su cui Renzi potrebbe essere disposto a dibattere prospettando una vittoria del Pd alle Politiche. C’è tempo fino a febbraio, poi bisognerà prendere una decisione. E, nel caso, tuffarsi nell’ennesima campagna elettorale.


Articolo letto: 952 volte
Categorie: Cronaca, Politica


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook