Il suo Milan lo fa dannare, la politica gli riserva più gioie che dolori e da qualche giorno Berlusconi non è nemmeno più… Cavaliere. Un periodo cupo con le Europee all’orizzonte…

Milano
18:54 del 20/03/2014
Scritto da Albertone

Da oggi non chiamatelo più Cavaliere. Silvio Berlusconi rimane una delle persone che più hanno segnato la vita Politica e amministrativa dell’Italia negli ultimi trent’anni, rimarrà onorevole in eterno come solo nel nostro Paese succede, ma non è più Cavaliere. Una doccia fredda? Più semplicemente, il periodo buio continua. Da un lato il suo Milan che lo fa dannare e gli ha tolto persino il piacere di andare allo stadio dove una parte della tifoseria invoca le sue dimissioni, dall’altra la politica che unita alla Giustizia ultimamente gli regala più sconfitte che altro. E, dulcis in fundo, ecco la sorpresa. Berlusconi non è più Cavaliere. Per davvero, nessuno scherzo. Carnevale è passato ma qui di prese in giro non ce n’erano.
Non lo si potrà più nemmeno chiamare tale, dal momento che sarebbe a tutti gli effetti una bugia. Cosa cambio? Nulla dal punto di vista della persona, tutto dal punto di vista dell’immagine. Un altro boccone amaro che Berlusconi deve mandar giù. La notizia è arrivata nelle scorse ore direttamente dal Consiglio direttivo della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro che ha concluso l’esame della posizione di Silvio Berlusconi dopo la sentenza di condanna della Corte di cassazione dell’1 agosto 2013. Un atto quasi dovuto alla luce delle vicende giudiziarie. Ed ecco la doccia gelata, dal momento che il titolo di Cavaliere rappresentava per il cittadino più importante di Arcore un autentico onore.
Il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Probiviri hanno verificato le norme statutarie concludendo un iter che essi stessi giurano essere iniziato ben prima delle polemiche sollevate a mezzo stampa, tramite le quali diverse testate politicamente schierate si erano domandate se un personaggio in fase di giudizio potesse rappresentare al meglio una carica onorifica come quella di Cavaliere. La nota della Federazione parla chiaro: “Nelle fasi conclusive di questa procedura, alla vigilia della riunione odierna, è pervenuta alla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro una lettera di autosospensione di Silvio Berlusconi, pur avendo egli fatto ricorso alla Corte di Giustizia Europea nonché avendo in corso di presentazione una istanza di revisione del processo che lo ha riguardato. Il Consiglio direttivo ha preso atto dell’autosospensione”.
Una decisione che Berlusconi ha preso in totale autonomia, nella speranza forse di svelenire il clima pesante che regna ormai sopra la sua persona. Un obiettivo anche in vista delle elezioni europee per le quali nemmeno si sa se potrà essere candidato nelle Circoscrizioni del Nord per rappresentare il suo vecchio e nuovo partito, Forza Italia. E sono questi continui interrogativi che, anche alla luce delle difficoltà incontrate sul campo, hanno indotto il Cavaliere ad un simbolico quanto concreto passo indietro. Niente più Cavaliere, ma l’obiettivo è quello di restare in sella, mantenendo le briglie degli “azzurri” e conducendoli verso la vittoria alle prossime consultazioni elettorali.


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Categorie: Cronaca, Politica


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