Nell'abbraccio ai 1500 manifestanti che sono accorsi per lui ha detto di voler continuare a fare politica

Roma
15:51 del 05/08/2013
Scritto da Alberto

Ieri Silvio Berlusconi ha catalizzato tutta l'attenzione dei media su di se, con un discorso semi improvvisato  ai Manifestanti del Pdl che ieri sono arrivati alla spicciolata per manifestare e dare sostegno all'ex  premier. Il Pdl è sceso in piazza a Roma per disapprovare la condanna confermata dalla Cassazione del Cavaliere  per il processo Mediaset. Circa 1500 sostenitori hanno voluto dare solidarietà al proprio leader, sventolando le bandiere di Forza Italia, quasi a rimpiangere i vecchi tempi gloriosi della Politica targata Forza Italia.

Sul palco allestito in Via del Plebiscito si sono succeduti i volti più vicini al Cavaliere, dall'accesa Daniela Santanchè a Maristella Gelmini, passando per Gasparri, Brunetta e Cicchitto, c'erano proprio tutti  tranne i ministri che si sono astenuti. Ma i manifestanti attendevano la vera star, il condannato o il perseguitato, dipende dai punti di vista, che sulle note dell'inno nazionale, intorno alle 18:15 prende finalmente la parola.

Commosso, ma abbastanza compiaciuto, Berlusconi esordisce ringraziando i manifestanti per l'affetto dimostrato che 'ripaga quei giorni di pene a dolori' che la Magistratura gli ha inflitto. Poi comincia il suo discorso, quello vero,  un crescendo di dichiarazioni che la folla accoglie con esultanze al pari di una partita di calcio nel momento in cui  si colpisce la porta avversaria. Berlusconi parla di promesse, di impegnarsi ancora con più entusiasmo, ma il governo ora deve andare avanti, per risollevare il Paese da questa Crisi economica.

Nel suo discorso il Cavaliere non manca di attaccare quei giudici di sinistra che lo hanno, dopo 20 anni, buttato fuori dalla politica, e lo fa parlando alla persone: 'Devo dire, guardandovi negli occhi come ho fatto con i giudici, che sono innocente e non ho mai fatto false fatturazioni in Mediaset', seguendo il suo sermone il  Cavaliere parla di una sentenza che lo punisce oltremodo, dei giudici di sinistra che hanno tentato per venti anni di buttarlo fuori dalla politica ed ora hanno raggiunto il loro obiettivo. Rincara la dose l'ex Presidente del Consiglio quando parla di magistrati 'incontrollati, non subiscono nessun controllo e mettono sotto gli altri poteri dello Stato, quello esecutivo e quello legislativo. E' una condizione che si ritrova solo nei regimi. Non possiamo accettare che ci dicano di non criticare una sentenza'.

Berlusconi perde la battaglia ma non la guerra: 'voglio promettervi che io sono qui, resto e non mollo, combatterò la nostra battaglia per la libertà e la democrazia, sono in-no-cen-te e non mollo'. Il Cavaliere nel suo accorato discorso ai suoi simpatizzanti si erge ad ultimo baluardo della libertà che combatte un regime non liberale e giustizialista. Parla di una giornata indimenticabile, ringrazia, manda baci e abbracci alla folla che lo acclama sempre di più, 'la mia riconoscenza va a voi per la commozione che mi avete creato'.  Il suo ultimo discorso è sfumato con la ormai famosa canzone ‘Menomale che Silvio c'è'.

Se Silvio ci sarà o non ci sarà nella politica del futuro dovremmo attendere ancora qualche mese, quando verrà processato per l’interdizione dai pubblici uffici. Le reazioni delle varie fazioni politiche non si sono fatte attendere. Letta è stato prudente, dopo il discorso del cavaliere ci sarà modo di verificare concretamente se ci sarà rottura o si andrà avanti come auspicato nel discorso. Quella che viene è una settimana cruciale per i provvedimenti che verranno approvati in Parlamento, sarà il primo banco di prova della tenuta del governo dopo la condanna di Silvio Berlusconi. Per il Pd, è il solito Berlusconi, con la sua doppiezza che da un lato rassicura e dall'altro fa la vittima, minacciando con toni inaccettabile la magistratura.

Berlusconi sta tenendo dunque con il fiato sospeso milioni di italiani che attendono di sapere le prossime mosse del Pdl, se da una parte ha assicurato di appoggiare pienamente l'attuale governo, da una altra sono in molti a pensare che al primo scontro sui temi caldi, come la giustizia e le riforme economiche, possa crearsi quello spacco definitivo che porterebbe inevitabilmente e nuove elezioni. Sarebbe un prezzo troppo alto da pagare per tutti, e dato che il Cavaliere si è inserito bene nella vesti del martire, tutti ci chiediamo se lo sarà fino alla fine o se prima o poi dirà basta e vorrà ritornare in auge e diventare di nuovo re. L'unica cosa certa è che il popolo è stanco di essere l'unico e vero martire di tutta questa vicenda politica e sociale che immobilizza da troppo tempo Paese.


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Categorie: Cronaca, Politica


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