Il leader del Movimento 5 Stelle incontrerà domani Giorgio Napolitano al Quirinale. Un momento comunque storico che porta con sé nuovi scenari

Roma
16:44 del 04/07/2013
Scritto da Albertone

Beppe Grillo al Quirinale? Uno scherzo… ma non proprio. Il leader del Movimento 5 Stelle, mercoledì prossimo, incontrerà il capo dello Stato per un colloquio informale sul futuro dell’Italia. Giorgio Napolitano e il comico ligure, faccia a faccia, dopo innumerevoli insulti, divergenze d’opinione, scambi di battute e di volgarità rifilate da Grillo al Presidente della Repubblica. Fino ad ora però Grillo ha agito dietro la tastiera di un computer o sul palco di un comizio, trovandosi di fronte tutt’al più qualche sostenitore non proprio convinto dei toni utilizzati per definire Napolitano.

Ai più, su internet è capitato di leggere qualche commento non proprio a sostegno di Grillo, spesso prontamente cancellato dal sito o dal social network Facebook. Trovarsi davanti a Napolitano, per il Beppe nazionale trasformato da showman in leader carismatico in grado di trascinare le folle, sarà di sicuro un piccolo shock. Un momento che, a suo modo, segnerà il futuro politico dell’Italia. All’ordine del giorno, come Annunciato dal blog ufficiale del Movimento 5 Stelle, ci sarà la situazione tragica dello Stato, l’economia a picco e il lavoro che non c’è.

Napolitano, a fronte dell’invito a parlarne di persona, non ha potuto sottrarsi nonostante la scarsa stima reciproca che contraddistingue i due. Ma Grillo salirà al Colle anche per portare avanti le istanze del Movimento 5 Stelle, nel frattempo uscito fortemente ridimensionato dalle elezioni del mese di maggio. Dal 25% (e passa) dello scorso febbraio, i “grillini” sono crollati ad una media del 10-12%, senza picchi di rilievi eccezion fatta per Ragusa, unico Comune d’Italia fra quelli al voto amministrativo che ha visto vincere il candidato supportato da Beppe Grillo. Un crollo che ha messo il Movimento 5 Stelle sotto scacco mediatico e fatto vacillare persino il fondatore.

Così come la gente, l’elettorato e persino i fedelissimi hanno faticato a comprendere alcune prese di posizione fra cui il sostegno a Stefano Rodotà alla presidenza della Repubblica, il no a Piero Grasso come presidente del Senato e i tanti no rinfacciati al Pd e a Pierluigi Bersani in fase di ipotetica creazione di una maggioranza di governo. I 5 Stelle, tramite Beppe Grillo, hanno sempre rivendicato con orgoglio la loro posizione di opposizione al sistema e alle forze politiche storiche del paese, perdendo nel frattempo alcuni degli eletti in contrasto con la linea intransigente del Movimento.

Ma c’è anche chi, a Roma come in altre Regioni d’Italia, ha espresso dubbi sulla restituzione di parte di emolumenti o ha chiesto ai vertici di considerare la possibilità di aprirsi verso il Pd sostenendo magari Matteo Renzi, uomo che a molti “grillini” continua a piacere nonostante la differenza di partito. Per riallacciare le fila Beppe Grillo si è rivolto direttamente a Napolitano, accusandolo della drammatica situazione italiana e lanciandogli il guanto della sfida dialettica. Un gesto di sfida che Napolitano ha raccolto per necessità oltre che virtù nel tentativo magari di sollecitare un maggior confronto fra i 5 Stelle e il resto del Parlamento.


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Categorie: Politica


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