Il comico ligure, leader del Movimento 5 Stelle, nel suo discorso di fine anno ha raggiunto picchi così alti di visite al proprio blog da aver mandato in tilt in sistema. Ma in tv, da ottobre ad oggi, viaggia al ribasso…

Cagliari
13:12 del 07/01/2014
Scritto da Albertone

Che sia stato uno dei personaggi più “chiacchierati” del 2013 è fuori discussione. Protagonista nelle piazze con comizi vecchio stampo (one man show) e migliaia di persona ad ascoltarlo e acclamarlo, entrato col proprio Movimento 5 Stelle in Maniera prepotente nella Politica italiana fino ad ottenere un colloquio privato col presidente Giorgio Napolitano, non proprio una delle persone con cui prenoterebbe una vacanza ai Caraibi. Il 2014 di Beppe Grillo, invece, è iniziato fra luci e ombre, fra riflettori abbaglianti e qualche tenera crepa che potrebbe anche far presagire scenari più complicati di quelli vissuti sin qua. Innanzitutto, il dato di fatto: Annunciato in pompa magna, il discorso di fine anno del comico ligure ha avuto più contatti di quelli che il suo blog, www.beppegrillo.it, poteva sostenere. Risultato: sito off-line per qualche minuto, internauti a caccia della soluzione per accedere ai contenuti e boom di visite nel giorno di San Silvestro, esattamente in contemporanea col messaggio di fine anno (istituzionale) del presidente Napolitano. Grillo ha parlato di questioni concrete, portando sulla scena un Garibaldi dei giorni nostri con tanto di sembianze grilline, ed ha fatto parlare di sé anche nei giorni in cui la politica è sembrata come al solito sopita fra vacanze a Cortina e tuffi alle Maldive. Tutto normale? Non proprio. Se sulla rete le cose continuano a viaggiare alla grande, in televisione la questione si sta facendo decisamente più complicata. Grillo non apprezza i giornalisti italiani che, lentamente ma inesorabilmente, gli stanno iniziando a restituire pan per focaccia. Il dato: nel trimestre ottobre-dicembre, i telegiornali hanno parlato di Grillo molto meno di quanto avevano fatto in passato. Più precisamente, il leader dei 5 Stelle è risultato il settimo personaggio per minutaggio diretto, ovvero per interviste o dichiarazioni trasmesse nel corso delle fasce di informazione sulle televisioni pubbliche e private. Nei trimestri precedenti, si era sempre attestato nei primi tre gradini del podio. Un’inversione di tendenza dalla duplice lettura: una “vendetta” ordita dai giornalisti cui non ha mai riservato epiteti particolarmente elogiativi, o la conferma che il Movimento 5 Stelle di Governo perde colpi e di conseguenza interesse. Come se non bastasse, è di oggi la notizia che il Movimento non si candiderà alle elezioni regionali della Sardegna, dove solo 8 mesi fa si era conquistato la palma di primo partito dell’isola. Una decisione dettata dall’impossibilità dei militanti di scegliere in maniera condivisa un candidato da contrapporre a quelli di Pd e Pdl. Risultato: senza stare troppo a sottilizzare, Grillo non ha concesso l’utilizzo del simbolo. L’ennesima dimostrazione dei mal di pancia che stanno affiorando in un Movimento che nel 2013 ha raggiunto il 25% delle preferenze degli italiani ed ora guarda alle possibili elezioni politiche con più paura che attesa. Il rischio è di trasformarsi in un… carrozzone impossibile da gestire. E, perdipiù, col rischio che in televisione se ne parli sempre di meno…


Articolo letto: 1859 volte
Categorie: Editoria, Politica


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook