Il leader del Movimento 5 Stelle accetta il confronto televisivo nello studio di Raiuno e, dopo aver sparato a zero contro la categoria, accetta di essere intervistato da Bruno Vespa. Cosa non si fa per un po’ di visibilità e qualche voto in più…

Genova
09:24 del 20/05/2014
Scritto da Albertone

Dire che tutti i giornalisti sono venduti e finire poi nel salotto di Bruno Vespa a cinque giorni dal silenzio elettorale è senza dubbio una manovra che va spiegata. La caccia al voto (o alla preferenza) sia per le Europee che per le Comunali non conosce sosta. Così ieri sera, il comico ligure nonché leader del Movimento 5 Stelle è tornato in Rai dopo qualche decennio di assenza. Beppe Grillo in seconda serata, sul primo canale, esattamente come un Maurizio Lupi qualunque.
Grillo ha parlato, risposto alle domande, ribadito i concetti cardine dei penta stellati e previsto la vittoria del Movimento alle prossime Europee. Fin qui tutto nella norma. Né più né meno di quello che fanno i leader di tutte le altre forze politiche, di destra così come di sinistra.
Ma c’è una differenza, non proprio irrisoria. Secondo Beppe Grillo, tutti i giornalisti sono venduti. È proprio la categoria ad essere marcia, è l’Ordine che dovrebbe andare a farsi benedire. Chi scrive, ripete il comico ligure senza sorriso sulle labbra, è anche chi ha mandato allo sfacelo il nostro Paese. Potere delle penne, dei pennini e delle tastiere dei pc.
Eppure, Grillo ieri ha fatto un’eccezione. Si è presentato nel salotto più chiacchierato d’Italia, dove si chiacchiera al vento ormai da anni. Si è seduto sulla stessa poltrona che ha accolto i sederi di Berlusconi, Renzi, Bersani, Letta e via discorrendo. È diventato uno come gli altri. Per un pugno di voti e qualche minuto di visibilità in più, ha messo da parte tutto ciò che aveva detto negli ultimi due anni sugli scribacchini. Eppure, Bruno Vespa è uno dei giornalisti più chiacchierati di sempre.
Si dice che sia parziale, che favorisca i leader delle coalizioni e metta da parte tutti gli altri, si dica che strizzi sempre l’occhio verso il potente di turno, si dice che i suoi libri siano stati pubblicati anche con l’aiuto di un leader politico. Ma si dice anche che nel suo studio siano stati firmati contratti con gli italiani poi finiti nel dimenticatoio, oppure di esponenti politici che sono arrivati alle Mani, o ancora di personaggi che sono scoppiati a ridere (in camerino…) nel ripensare ad alcune domande che aveva posto agli ospiti.
Dire Bruno Vespa, oggi, non significa esattamente rimandare al buon giornalismo, all’etica della domanda e della risposta. Ma tutto questo elenco di caratteristiche, non ha scalfito Beppe Grillo. Il leader di 5 Stelle si è presentato in studio con un plastico di un castello per raccontare dove finiranno in prigione i politici che hanno rovinato l’Italia. Poi si è trasformato in buon agnellino.
Ma non erano i deputati del Movimento che non potevano andare davanti a una telecamera pena l’espulsione immediata? Ma non erano i penta stellati i politici “diversi” che dovevano rifiutare i talk show? Tante belle parole, adesso che ci sono le Europee alle porte per qualche minuto in più da protagonista si può anche passare oltre certi… dettagli.


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Categorie: Cronaca, Politica


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