La manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle non ha avuto il riscontro di persone che si aspettava. La colpa? Forse del leader... o forse di Renzi

Roma
10:50 del 13/10/2014
Scritto da Albertone

Per dirla con una battuta, il Circo c'è stato per davvero ma di Massimo si è visto davvero poco. La convention organizzata dal Movimento 5 Stelle a Roma al Circo Massimo ha viaggiato nettamente al di sotto delle aspettative numeriche. Passi per la consueta lotta di cifre che ha caratterizzato lo scontro politico, resta il fatto che praticamente a chiunque la Piazza è sembrata malinconicamente deserta. Poche bandiere, qualche gazebo, tanti deputati e senatori ma pochi esponenti della base. Insomma per il Movimento 5 Stelle quella di ieri e di sabato era una sorta di prova del nove per vedere quanto il seguito passasse dal virtuale al reale. Ma l'elettorato dei pentastellati ha tradito le attese. Nemmeno la performance di Beppe Grillo, salito su una gru e arrivato a minacciare un tuffo nel vuoto, è riuscita a far salire di intensità la due giorni di meeting.

La verità è che, in questo momento, la Politica italiana viaggia tutta attorno a Renzi e agli altri restano appena le briciole. Angelino Alfano per urlare al mondo di esistere ha dovuto rispolverare la pappardella dei matrimoni gay, Silvio Berlusconi sta telefonando ai Clun di mezza Italia chiedendo loro di esporre una bandiera del partito in ogni Comune, Matteo Salvini è finito in Crimea e Nichi Vendola sta tornando prepotentemente a farsi vedere davanti alle telecamere. Solo che Matteo Renzi, ovunque vada e qualunque cosa faccia, ha un seguito che gli altri si sognano appena. Il Pd vive di rendita e la sensazione è che il 41% delle elezioni europee sia stato ulteriormente ritoccato verso l'alto. Gli italiani hanno fiducia nel premier e i sondaggi confermano questo inclinazione.

Riuscire a recuperare elettori sfruttando unicamente il canale di internet è un'operazione complicata, che forse nella pur breve storia dei 5 Stelle ha già toccato l'apice. Il 25% di due anni fa è un risultato destinato a non tornare più, l'impressione è che il Movimento attualmente sia già al di sotto del 20%. In più, gli italiani non capiscono e non accettano i contrasti interni al Movimento, pur condividendo le lotte contro l'euro. E proprio da qui ripartirà la campagna elettorale di Beppe Grillo e compagni: una maxi raccolta firme in tutta la penisola per dichiararsi all'Europa intera come euroscettici.

Nulla di nuovo rispetto a quanto ha già fatto la Lega nord nei mesi passati, e la sensazione anche qui è che i 5 Stelle siano arrivati con un semestre di ritardo. Ma qualcosa per uscire dall’apatia bisognava pur fare e Grillo punta su un tema che può coinvolgere un gran numero di italiani. All’orizzonte però non si conosce neppure la data delle elezioni e Renzi continua nel proprio cammino a vele spiegate. Il Movimento insegue, anche qui forse con un ritardo ormai insanabile.


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Categorie: Politica


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