Beccano Marino dal barbiere con 8 uomini di scorta e lo fotografano: sequestrati per ore giornalisti del Tempo! Un’ altra sconcertante vicenda che vede protagonista il sindaco della Capitale Ignazio Marino.

Roma
14:00 del 21/05/2015
Scritto da Gerardo

Lo seguono per fargli delle domande scoprono che va dal barbiere con 8 uomini di scorta e lo fotografano. Marino fa sequestrare per ore 2 giornalisti del TEMPO.

Un’ altra sconcertante vicenda che vede protagonista il sindaco della Capitale Ignazio Marino.

Due giornalisti del quotidiano Il Tempo, Augusto Parboni e Pasquale Carbone,sabato pomeriggio hanno seguito il primo cittadino con l’intenzione di porgli delle domande sul nuovo piano per il traffico. Per farlo, decidono di aspettarlo fuori dal barbiere, nel quartiere Parioli, dove Marino si è recato accompagnato da diversi agenti della polizia municipale (ben 8 uomini)  nonostante, come non mancano di far notare in molti, il sindaco abbia spesso fatto vanto di rinunciare alla scorta.

I due cronisti, un giornalista e un fotografo, vengono quasi subito avvicinati da quattro agenti della scorta che, dicendo di appartenere alla segreteria particolare del sindaco, chiedono ai due i documenti. I due cronisti avevano nel frattempo scattato qualche foto al sindaco seduto sulla poltroncina di Rocco, uno dei tanti barbieri “dei vip” del quartiere. Gli agenti prima impediscono ai due di telefonare (“In questo momento non potete avere contatti con l’esterno”), poi chiamano sul posto altre due volanti della municipale e sequestrano la macchina fotografica, dopo aver intimato ai due di cancellare le foto. I giornalisti rifiutano, e si vedono accusati di “violazione della privacy”.

Infatti ecco la cronaca ripresa proprio da  IL TEMPO.IT sulla vicenda

«È una cosa privata il barbiere». Quattro agenti della scorta del sindaco Marino si avvicinano con fare minaccioso. Il primo cittadino nel frattempo se ne sta seduto comodamente sulla seggiolina mentre il barbiere gli mette la mantella azzurrina intorno al collo per dargli una scorciatina alla barba.

I vigili urbani si avvicinano a noi, cronista e fotografo de Il Tempo, e ci chiedono di identificarci. Noi rispondiamo a quale titolo ci stiano chiedendo i documenti. Loro replicano: «Siamo della segreteria particolare del sindaco» ed esibiscono il tesserino del corpo della polizia municipale.

La discussione si accende. Ci circondano. Ci prendono i documenti e impediscono al fotografo di utilizzare il telefono: «Lei in questo momento non può avere contatti con l’esterno». Arrivano altre due auto della Municipale con quattro agenti in divisa. E si passa E si passa alle minacce: «Cancella subito le foto».

Chiediamo spiegazioni: «È un luogo pubblico, le foto le abbiamo fatte dalla strada e il sindaco è una personalità pubblica. Voi questo non le potete fare. Noi vogliamo solo fargli alcune domande sull’ultima stangata approvata dalla sua giunta con il nuovo piano del traffico». Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook

Sono le 17.23 di sabato pomeriggio, e la brutta situazione si protrae fino alle 21 passate. Gli agenti minacciano i giornalisti di portarli in Questura e trattenerli 23 ore e 59 minuti se non cancellano le foto di Marino dal barbiere, neanche si trattasse di scatti compromettenti. I giornalisti, rinvendicando i loro diritti, oppongono continui rifiuti. Inizia una trattativa, gli agenti promettono che, in cambio delle foto, i due passeranno solo qualche ora in Questura. Al nuovo rifiuto, scatta il sequestro delle apparecchiature e il fotografo viene fatto salire su una delle auto per essere condotto in Questura. Continuano le proteste, con i due che chiedono di poter prima telefonare agli avvocati.


Articolo letto: 1214 volte
Categorie: Denunce, Politica


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Risposte - Commenti

Barbara

21/05/2015 15:42:33

In fatto di politici siamo veramente alla canna del gas. Non se ne salva nessuno ! Ma chi si credono di essere ? Appena occupano una "cadrega" vanno fuori di testa.
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Barbara

21/05/2015 15:42:33

In fatto di politici siamo veramente alla canna del gas. Non se ne salva nessuno ! Ma chi si credono di essere ? Appena occupano una "cadrega" vanno fuori di testa.
6

Vittorio

21/05/2015 14:06:24
Evidentemente questi signori della Polizia Municipale conoscono ben poco la Legge che tutela la privacy delle persone.
Partiamo dal presupposto che NON esiste alcuna Legge che proibisca a tizio di fotografare caio, qualsiasi sia il contesto. La Legge garantisce la privacy intesa che tizio non può far si che caio che è un completo sconosciuto diventi noto per via di una pubblicazione delle foto che lo ritraggono in un contesto comune ove più persone possono riconoscerne le fattezze ed il volto. Ma la Legge non dice che tizio non può fotografare caio. A maggior ragione che in questa circostanza caio non è un completo sconosciuto, ma un personaggio pubblico e che quindi per la sua posizione sociale non ha alcuna rilevanza renderlo sconosciuto essendo inevitabile, e lui stesso è a conoscenza che tutta Italia sa chi è ,essendo altresì sindaco di una città come Roma e non di una frazione di un paese innominabile.
La Legge inoltre senza giustificato motivo, non autorizza qualsiasi sia la forza di Polizia, ad accompagnare presso i propri uffici, due persone nell'ambito del loro dovere se questi hanno regolarmente presentato i documenti che ne confermano le generalità a meno che si abbiano dubbi che gli stessi documenti e/o le generalità fornite dai due giornalisti, possano essere false. Ed in ogni caso, va informata l'autorità giudiziaria dell'accompagnamento e sulle motivazioni che hanno portato a tale provvedimento, rappresentando altresì che l'autorità giudiziaria deve essere successivamente informata della messa in libertà delle persone poste a controllo.
In caso non vi sia giustificato motivo, o futili motivi derivati da un abuso di potere, chi ha osservato tale condotta potrebbe essere a sua volta denunciato per sequestro di persona.
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