Battlefield Hardline: le nostre impressioni. Battlefield Hardline è un videogioco sviluppato da Visceral Games in collaborazione con EA Digital Illusions CE e pubblicato da Electronic Arts.

Milano
15:40 del 14/03/2015
Scritto da Gerardo

A poco meno di due settimane dal lancio ufficiale di Battlefield Hardline, siamo volati a Londra per provare tutte le ultime modifiche apportate al gioco, testare le nuove mappe e le nuove modalità multiplayer e verificare lo stato dei lavori a ridosso dell’uscita.Tempo per correggere gli errori ormai ne è rimasto davvero poco e la versione che abbiamo provato quest’oggi era da considerarsi praticamente quella finale, ma di cose da sistemare, invece, ne abbiamo riscontrate ancora parecchie.

In un tour de force di quarantotto ore non abbiamo ancora avuto modo tuttavia di toccare con mano la campagna e, ad eccezione di una anteprima di qualche mese fa, null’altro è emerso che possa darci un’indicazione sulla longevità o sulla qualità della stessa, obbligandoci ad attendere la copia finale del gioco per poterci mettere le Mani sopra.

In questo articolo, quindi, tireremo le somme su quanto visto del comparto multiplayer di Battlefield Hardline che, come il titolo suggerisce, quasi vuole rinnegare e prendere le distanze dalla serie classica, stravolgendone di fatto tutte le meccaniche di gioco.


Velocità, azione, compattezza

La prima cosa che volevamo verificare con questa prova era la stabilità e la robustezza della produzione. Dopo “il passo falso” fatto al lancio con Battlefield 4, ovviamente, avremmo preso comunque con le pinze tutto quanto uscito da un test prima della release effettiva, ma con sommo rammarico dobbiamo segnalare ancora una volta diversi crash delle partite e uno stuttering dell’audio particolarmente fastidioso, problemi insoliti e preoccupanti quando il test viene effettuato in un’ambiente controllato e con soli 64 giocatori connessi ai server.

Incrociando quindi le dita e sperando in un fix repentino, dal punto di vista tecnico Hardline regge comodamente i 900p su Playstation 4 (saranno poi 720 su Xbox One) non presentando mai rallentamenti o problemi di sincronizzazione verticale di sorta. Il test di questi giorni è stato effettuato, infatti, sulla console di casa Playstation, una scelta insolita da parte di Electronic Arts che tende a mostrare più frequentemente i suoi prodotti sempre su PC dove riescono a esprimere tecnicamente il meglio.


Le nuove mappe su console presentano alti e bassi sia dal punto di vista delle texture che delle ambientazioni, con alcune location riuscite, guardando ad esempio Bank Job e The Block simili come stile alla serie originale, e altre meno, soprattutto quelle in campo aperto come Everglades.

Abbiamo notato un pop up vistoso della vegetazione e della scenografia, amplificato ovviamente quando si pilotano elicotteri o si sfreccia a bordo dei bolidi con la visuale in terza persona, tutti elementi che a dirla tutta pensavamo fossero stati risolti visto lo slittamento di quasi cinque mesi della produzione dalla finestra di lancio prevista inizialmente.

Tecnicamente sul gioco ci sembra che ci sia ancora molto da fare e se qualche giustificazione si può tentare di tirarla fuori da un codice non ancora del tutto completo è impossibile che la fisica venga rivista, altro elemento che continua a non soddisfarci.

Macchine e moto rimbalzano su muretti ed edifici come se nulla fosse e il “realismo arcade” tanto caro agli appassionati della serie sembra essersi allontanato da Battlefield, gettando nel calderone invece azioni decisamente più veloci e frenetiche e un caos incontrollato a schermo che nulla ha di che spartire sia con Battlefield 4 che con Bad Company.

Ci sembra che la direzione presa da Visceral e sbandierata con orgoglio durante la presentazione non renda giustizia a una serie che ha fatto sempre della tattica e della pazienza la sua virtù migliore. Una mossa che ci sembra ancora una volta un tentativo di avvicinare maggiormente la serie a quella di Call of Duty, insensato secondo noi vista la reale differenza che intercorre tra i due prodotti.


Le nuove mappe piccole e compatte di Battlefield Hardline stanno insomma alle mappe grandi di COD e se i due colossi smettessero di tentare di portare elementi dei diretti concorrenti in casa probabilmente riuscirebbero a mantenere entrambi una identità molto più definita. Hardline però non solo prende spunto da alcuni elementi ma ne fa il fulcro dell’intera esperienza di gioco.

Un caos a schermo non voluto

Stupisce la presentazione di Battlefield Hardline quando vengono sottolineate come lato negativo le lunghe camminate per rientrare in partita di Battlefield 4 per poi essere uccisi da un cecchino o le battaglie su livelli separati di fanteria, veicoli e velivoli. Hardline, a detta degli sviluppatori, dà un colpo di spugna, restringendo le mappe, togliendo mezzi pesanti, aumentando il danno delle armi, riducendo la distruttibilità ed eliminando parzialmente i combattimenti aerei. Il nuovo gioco Visceral getta infatti tutti i soldati in un unico calderone, proponendo un gameplay più veloce ma con ancora tanti elementi da sistemare o rivedere. Rimane infatti il lungo tempo di respawn, decisamente contrapposto all’impronta più action che si vuole dare al titolo, e la distruttibilità totale o il Levolution erano grandi elementi distintivi della serie e inserirli in maniera spesso marginale ne riduce fortemente l’impronta. Non abbiamo gradito nemmeno la completa rimozione di Rush tra le diverse modalità di gioco visto che in fin dei conti era anch’essa divenuta piuttosto canonica.

Battlefield Hardline a conti fatti non è Battlefield, se non si fosse ancora capito, ma un esperimento che vuole tentare di abbracciare un pubblico differente. Il tutto funziona? Sì e no. Durante la prova ci siamo divertiti molto con le modalità Blood Money e Conquista o anche con l’inedita Rescue dove salvare ostaggi e portarli al punto di estrazione (vi ricordiamo che in tutto ci saranno 7 modalità e 9 mappe), ma il fattore determinante è sempre risultato il level design della mappe su cui abbiamo giocato più che il gameplay stesso, perché quando dalle mappe vengono estrapolate aree ridotte di gioco per adattarle a differenti modalità, tutto quello che si ottiene è solo un’azione confusionaria a schermo, elemento che anche questa volta andrà a pregiudicare secondo noi qualsiasi velleità competitiva.

Tirando le somme di questi due giorni di prova ci siamo trovati per le mani un titolo che ci ha saputo divertire a sprazzi, sicuramente ancora da rifinire, e con un bilanciamento di armi e mezzi ancora lontano dalla perfezione.

Tra pochi giorni arriverà il nostro verdetto dopo una prova più approfondita e il test dei server pubblici, per ora ci congediamo.


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Categorie: Videogames


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