Battlefield 1 è, senza ombra di dubbio, uno dei titoli più attesi del prossimo autunno. La decisione da parte dei ragazzi di DICE di ambientare il gioco durante la Prima Guerra Mondiale, periodo storico mai del tutto approfondito nel mondo dei videogiochi, ha subito catturato l’attenzione dei giocatori, stanchi degli ultimi fps a tema futuristico usciti sul mercato e desiderosi di tornare a una guerra diversa, in cui il focus è ancora sui combattimenti tra soldati.

Bologna
13:00 del 29/08/2016
Scritto da Sasha

Battlefield 1 è, senza ombra di dubbio, uno dei titoli più attesi del prossimo autunno. La decisione da parte dei ragazzi di DICE di ambientare il gioco durante la Prima Guerra Mondiale, periodo storico mai del tutto approfondito nel mondo dei videogiochi, ha subito catturato l’attenzione dei giocatori, stanchi degli ultimi fps a tema futuristico usciti sul mercato e desiderosi di tornare a una guerra diversa, in cui il focus è ancora sui combattimenti tra soldati.

La presentazione del titolo allo scorso E3 e la closed alpha successiva hanno alzato ulteriormente l’asticella dell’hype, buttando i giocatori nella mischia a St. Quentin Scar, mappa ambientata nelle campagne francesi e caratterizzata da colori freddi, con il grigio e il verde a farla da padroni. In occasione della Gamescom 2016 abbiamo avuto modo di mettere le mani sulla Open Beta del titolo, in uscita tra pochi giorni, che cambia radicalmente il setting, passando dai freddi scenari della Francia al deserto del Sinai, sede di violenti scontri tra l’Impero Ottomano e l’esercito del Regno Unito.


Battaglie nella sabbia

Deserto del Sinai è una delle mappe più grandi mai viste all’interno della serie, tanto vasta da chiedersi se gli sviluppatori non potessero osare e offrire partite, almeno su conquista, da 128 giocatori. Come già visto in passato su Battlefield 4, i sette punti di controllo della modalità conquista non sono distribuiti in maniera uniforme sulla mappa, con sei zone abbastanza vicine tra loro disseminate lungo un canyon e alcune cittadine ormai disabitate; mentre l’ultimo punto, al contrario, è situato in pieno deserto, rendendo sconsigliabile un avvicinamento a piedi, salvo non voler camminare per diversi minuti. 

Proprio per questo i ragazzi di DICE hanno riempito la mappa di mezzi di locomozione, da semplici jeep ad autoblindati fino ad arrivare ai potenti carri armati, particolarmente efficaci per prendere il controllo dei punti di conquista cittadini, vista la capacità di danneggiare tutti gli edifici presenti. La fanteria può invece avvicinarsi di soppiatto per piazzare delle cariche esplosive, sfruttando il limitato campo visivo e le scarse capacità di movimento di questi bestioni. 

Il mezzo simbolo di questa mappa desertica, capace di catturare l’attenzione di tutti fin dal primo trailer del gioco, è però il cavallo, ottimo sia per coprire grandi distanze, vista la sua velocità elevata, sia per attaccare direttamente i nemici. Una volta in groppa, la telecamera si sposta in terza persona, con due diverse armi a nostra disposizione: la prima, una potente carabina a cinque colpi, è utile per sorprendere i nemici da media distanza; la seconda è la classica sciabola, arma che potremo utilizzare per lanciarci alla carica delle linee nemiche gettandole nel panico. Eliminare un nemico a cavallo non è infatti semplicissimo e richiede elevata precisione e sangue freddo: l’animale è infatti abbastanza resistente e, anche colpendolo numerose volte potrebbe comunque travolgerci ed ucciderci. Discorso ovviamente diverso nel caso ci trovassimo alla guida di un mezzo corazzato, visto che spesso basterà un semplice colpo per mandare ko cavallo e fantino. 

A chiudere la panoramica dei vari mezzi a disposizione degli utenti troviamo gli aerei. Ci sono i caccia, utili per ottenere il dominio dei cieli e utilizzabili anche per conquistare il punto di controllo nel deserto, e i bombardieri, efficaci contro i mezzi corazzati nemici e in grado di distruggere le difese nemiche in pochi secondi (e soprattutto il treno corazzato): così come a St. Quentin la squadra in svantaggio poteva prendere il controllo del potente Zeppelin per ribaltare le sorti della partita, in Deserto del Sinai potremo controllare questo potente treno che attraversa tutta la mappa, scatenando la potenza di fuoco dei cannoni sulla squadra nemica. A differenza di quanto visto per la mappa ambientata in Francia però, il possesso del treno non assicura un facile ribaltamento delle sorti della partita, visto che solo un punto di conquista è direttamente esposto sulle rotaie senza grandi ripari e lo stesso treno non è particolarmente resistente: basta infatti trovare una squadra ben organizzata, magari in grado di sfruttare gli aerei presenti nella mappa, per vederlo soccombere sotto i colpi dei nostri cacciabombardieri.

Deserto del Sinai è stata l’occasione per provare pad alla mano le nuove, potentissime, classi elite utilizzabili equipaggiando degli oggetti che compaiono casualmente all’interno della mappa, in modo simile a quanto visto su Star Wars: Battlefront con gli eroi. Tre sono le classi a disposizioni dei giocatori: la prima, quella del Fiammiere, è equipaggiata con un potente lanciafiamme in grado di colpire i soldati avversari anche a buone distanze, seminando il panico e costringendoci a prenderlo alle spalle per uscirne vittoriosi. La seconda è invece la Sentinella, capace di sfruttare tutta la potenza del suo mitragliatore indossando allo stesso tempo una pesante corazza in grado di assorbire una grossa quantità di danni prima di soccombere. Terza e ultima classe, quella meno utilizzata durante le nostre partite ma con un potenziale interessante, è quella del Cacciatore di Carri che, attraverso la sua arma, è in grado di danneggiare e far esplodere i mezzi nemici a grande distanza. 


Graficamente è sempre uno spettacolo

Questa open beta è stata poi l’occasione giusta per prendere confidenza con le nuove classi del titolo, con l’assalto dotato di esplosivi e specializzato negli attacchi a distanza ravvicinata tramite l’utilizzo di fucili a pompa e mitragliette; il medico, in grado ovviamente di curare e riportare in vita i compagni di squadra e capace di sfruttare potenti fucili semi automatici per mantenersi a distanza dalla prima linea nemica; il supporto, la classe con cui ci siamo trovati meno a nostro agio durante le varie partite, equipaggiato con possenti mitragliatori che forniscono copertura e supporto ai membri della squadra; e infine, il classico scout, specializzato nei combattimenti a lunga distanza grazie ai vari fucili di precisione tra cui scegliere.

Graficamente la serie Battlefield è sempre stata al top della sua categoria e anche questo nuovo capitolo non fa eccezione. La nostra prova si è svolta su un PC con settaggi ultra e una risoluzione superiore al full hd, un modo per apprezzare il grande lavoro dei ragazzi di DICE, con una menzione speciale per le esplosioni, mai così realistiche e spettacolari. 

Degni di nota anche gli effetti meteorologici, in grado di rendere unica ogni partita, modificando pesantemente il campo di battaglia.

Se a St. Quentin un forte temporale poteva colpire il fronte di battaglia, in Deserto del Sinai dovremo preoccuparci delle tempeste di sabbia, che possono ridurre al minimo la visibilità rendendo la vita impossibile ai piloti d’aereo e ai cecchini, non più in grado di scorgere i nemici da lunghe distanze. In queste situazioni il ritmo di gioco diventa quindi più lento, con i giocatori più abili che potranno sorprendere i nemici alle spalle, eliminandoli con la propria baionetta per non allertare i compagni.

Fonte: spaziogames


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Categorie: Videogames


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