Il play della Virtus Libertas Pesaro è uno dei personaggi che hanno segnato la pallacanestro di casa nostra: un modo di intendere lo sport come divertimento anche ad altissimi livelli

Pesaro Urbino
18:33 del 19/03/2014
Scritto da Albertone

Andrea Pecile bisognerebbe portarlo in tutte le scuole, in tutte le società, in tutti i campetti di periferia. Ovunque vi sia un canestro. Bisognerebbe portarlo lì per ricordare a tutti – atleti, dirigenti, allenatori, genitori, avversari – che la pallacanestro è un gioco, e può rimanere un divertimento anche ad altissimi livelli, quando la posta in palio è tale da far tremare le gambe. Bisognerebbe fargli tenere fior di conferenze, ascoltarlo mentre ricorda che una tripla entrata (o non entrata) può farti gioire o scoppiare di rabbia, ma resta pur sempre un tiro dall’arco.
Il basket italiano, dal Vangelo secondo… Pecile, uno dei talenti più puri che gli anni Novanta abbiano sfornato nel nostro Paese. La storia di Pecile (www.andreapecile.it, www.triestetropics.net) parte da Trieste, dove cresce nelle giovanili del Don Bosco prima di arrivare nel 1996 a Gorizia. L’altezza, oggi 188 centimetri, gli impone il ruolo di play o di guardia. Ma quando scende sul parquet, la parola d’ordine resta divertirsi. Sunshine non è solo un appellativo, è un modo d’essere.
“Stai sereno” è il suo motto, non un hashtag di Twitter. Brucia le tappe, la Scavolini Pesaro lo prende nel 1999, gli fa fare un’esperienza a Ragusa in A2 e poi se lo tiene con sé per due stagioni. A Pesaro si vive di pane e pallacanestro, Pecile lo capisce al volo e sfrutta l’occasione.
I campetti marchigiani diventano la sua seconda casa, nel 2001 porta la squadra al secondo posto, l’anno dopo meno soddisfazioni del previsto fino al 2002/2003 quando ad appena 23 anni diventa già uno dei “vecchi” in rosa. L’Italia alla lunga gli sta stretta, così dal 2003 al 2005 sfoggia la propria classe a Granada in Spagna, poi il ritorno nel campionato tricolore peregrinando fra Siena, Avellino e poi ancora Granada, Siviglia e Breogan prima del ritorno a Rimini, in Legadue. Nel 2010 è la volta di Jesi, poi il passaggio alla Biancoblù Bologna ed infine nel 2013 il grande ritorno a Pesaro, dove lo aspetta una società dal presente travagliato.
Serve l’uomo giusto nello spogliatoio giusto, serve un capitano dal carisma e dalla battuta sempre pronta, e Pecile è proprio quello che fa al caso dei biancorossi. La stagione si fa presto complicata, l’ultima posizione attuale della “sua” Vuelle rende tutto difficilissimo ma Sunshine non smette di stupire, di strappare applausi, di regalare quel tocco di genio alle azioni che altri farebbero filare via lisce. Ecco perché lo sport può essere ancora divertimento, e ve lo assicura uno che ha collezionato 78 presenze con la Nazionale maggiore, con cui ha segnato complessivamente 517 punti.
Nel corso della sua carriera ha partecipato agli Europei 2001, ai Giochi del Mediterraneo del 2005 (vinti proprio grazie a un suo tiro da 3 punti allo scadere contro la Grecia) e ai Mondiali del 2006. È stato inoltre selezionato per l'All Star Game italiano nel 1999, 2000 e 2006. E, ogni volta, si è presentato col sorriso sulle labbra. Come se fosse stato sul campetto di periferia…


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Categorie: Curiosità, Sport Generici


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