Finisce la storia d’amore fra la figlia del presidente rossonero e l’ex attaccante del Milan. Fatale per la durata del rapporto la lontananza fra i due.

Milano
17:10 del 02/07/2013
Scritto da Albertone

La storia non è a lieto fine. Nessuna conclusione a sorpresa, nessuna bacchetta magica che possa riannodare due strade ormai divise. Fra Alexandre Pato, il giovane attaccante del Corinthians con un passato nel Milan, e Barbara Berlusconi, figlia di Silvio e componente del Consiglio di Amministrazione della società di via Turati, è finita. La storia d’amore è giunta al capolinea come in tanti avevano previsto dopo che il “papero” aveva Annunciato il proprio addio all’Italia per rituffarsi nel calore del paese d’origine, in quel mondo carioca da cui si era staccato ancora giovanissimo per tuffarsi nel magico (e dorato, economicamente parlando) mondo del calcio italiano. Oltre ad una maglia da titolare, Pato si era affermato per il carattere sempre tranquillo e per un’incredibile fragilità a livello fisico. Un incompiuto in virtù dei continui stop dovuti a problemi a ginocchia, caviglie e muscolatura delle gambe. Quasi un calvario, che lo aveva reso agli occhi dei tifosi una sorta di Godot, da apprezzare ogni qual volta riuscisse a scendere in campo. Apparizioni sporadiche, 117 in cinque anni, condite da 51 reti nella massima serie. Numeri comunque sufficienti per garantirsi una maglia da titolare e continue richieste di mercato. Ma Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, che di quel ragazzo si erano innamorati, mai avevano accettato di cedere alle lusinghe del dio denaro.

La folta pattuglia di brasiliani arrivata negli anni a Milanello aveva visto partenze eccellenti – leggi Kaka – da cui Pato si era sempre salvato. A suo favore, come detto, un atteggiamento sempre costruttivo e la giovane età. Classe 1989, cinque anni in meno rispetto a Barbara Berlusconi con la quale il feeling era via via cresciuto fino a trasformarsi in fidanzamento ufficiale. Certo, una situazione certamente fuori dal comune, che vedeva uno dei vertici societari essere in relazione con uno dei giocatori della società stessa. Ma nessuno, all’interno del Milan, si era spinto oltre qualche commento. Tutti felici di un amore sbocciato in casa, benedetto dal presidente-papà Silvio, consolidato dal cuoricino che Pato mostrava agli occhi del mondo dopo ogni gol. L’ennesima serie di infortuni, avvenuta all’inizio della scorsa stagione, hanno reso tutto più difficile. Questione di rosa, di ingaggio, di equilibri interni allo spogliatoio.

A dicembre, a malincuore, il Milan ha deciso di cedere alle richieste del giocatore per tornare in Brasile, nel Corinthians, una delle società più prestigiose del Sud America. Il tutto, senza che Barbara sia potuta intervenire. Impossibile per lei trasferirsi in pianta stabile dall’altra parte del mondo, complicato – come si è poi rivelato – mantenere saldo un rapporto senza vedersi per settimane intere. I viaggi in aereo avevano fatto sì che la scintilla della passione restasse accesa ancora per qualche mese, in Primavera si era persino sparsa la voce incontrollata e poi smentita di una presunta gravidanza di Barbara. Tutto falso, la storia andava già incrinandosi.

Pato lo ha ammesso ieri, in un tweet sui social network: la lontananza ha pesato. Fine della storia, come preannunciato senza lieto fine.


Articolo letto: 2062 volte
Categorie: Calcio, Gossip


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Risposte - Commenti

Matteo

04/07/2013 11:33:39
Non sono particolarmente ammaliato dalle storie di gossip, ma certo è che Pato da quando si è fatto immergere dalle vicende fuori dal rettangolo verde, si è gradualmente spento. Certo che anche gli infortuni hanno fatto la loro grande parte, ma essere stato il "cocco" della società non lo ha aiutato.
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Carmine

03/07/2013 10:55:03
Il Milan ha ancora tanto da rammaricarsi per questa vicenda extracalcistica. Galliani nel 2011 stava per vendere Pato al Psg per il doppio della cifra alla quale è stato ceduto il giocatore lo scorso gennaio. Se Pato avesse lasciato il Milan già da allora, Tevez forse oggi non giocherebbe nella Juve
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