Da Italiani, a maggior ragione se videogiocatori, vi sarà sicuramente capitato di lamentarvi dell’arretratezza delle nostre linee internet.

Napoli
10:20 del 26/09/2016
Scritto da Gerardo

Da Italiani, a maggior ragione se videogiocatori, vi sarà sicuramente capitato di lamentarvi dell’arretratezza delle nostre linee internet. Probabilmente ve ne siete accorti cercando di vedere filmati di una certa qualità in streaming, oppure dopo l’ennesima esperienza online rovinata dallag: Internet “veloce” in Italia ancora deve arrivare. I soliti luoghi comuni, le solite lamentele qualunquiste potreste pensare voi… purtroppo in questo caso il pensiero comune non si distacca minimamente dalla realtà dei fatti. E la situazione volendo essere sinceri è persino più drammatica di ciò che si potrebbe pensare. Per motivi abbastanza ovvi, se state leggendo questo articolo, significa che disponete di una connessione internet, e laddove non usate la vostra connessione per scaricare/uploadare file di grosse dimensione probabilmente non avete molto da lamentarvi. Del resto Facebook vi funziona alla grande, Wikipedia si apre all’istante… cosa volete di più? Nonostante la navigazione in termini generali sia piuttosto veloce, è proprio questo lassismo rispetto alla qualità delle nostre linee internet che rappresenta un’aggravante all’arretratezza tecnologia in cui riversiamo, ovviamente le fibre ottiche di Fastweb non bastano a risolvere il problema. Akamai, una società che tra i vari servizi offerti si occupa di stilare statistiche sui dati di traffico internet mondiali, ha calcolato che nell’ultimo trimestre del 2014, la velocità media delle linee internet italiane non raggiungeva nemmeno i 6 Mbps. Questo che significa? Significa che a fronte di tutte le linee internet che viaggiano al di sopra dei 10 Mbps, ce ne sono tante, tantissime che non arrivano nemmeno a 4 Mbps. E no, non pensate che la media sia negativamente influenzata dalla presenza di reti mobile lente o satellitari, vi sbagliate: i dati si riferiscono unicamente alle connessioni a banda larga; piuttosto sono quelle poche linee definite come “banda ultra larga” e “4K ready”, che risollevano una media altrimenti peggiore. Se le statistiche non vi dicono nulla, vi basti pensare che l’Italia si è piazzata negl’ultimi posti della classificha mondiale e all’ultimo posto in quelle Europea, anche dietro a paesi in via di sviluppo, come la Romania, che sorprendentemente ha una velocità media che oscilla, a seconda delle zone, tra i 40 e i 60 Mbps. Capite ora in che livello di arretratezza ci troviamo?


Beh, si può sempre migliorare no? In teoria sì, ma anche cercando di essere lungimiranti la situazione non è delle migliori. Purtroppo non sono completamente aggiornato sulle strategie del governo vigente, ma stando all’ultima Agenda Digitale disponibile, si prevede che entro il2020 l’Italia, se tutto va bene, raggiungerà una media di 30 Mbps, dato che allo stato attuale può sembrare ottimo, ma una domanda sorge piuttosto spontanea: quando l’Italia arriverà a queste velocità, gli altri paesi che media avranno? Questo ci è impossibile dirlo, tant’è che personalmente spero in un miracolo, del tipo che Google porterà Google Fiber anche in Italia…
Come mai questa situazione? A dispetto di tutti i problemi Italiani, questo non è causato da “politici ladroni” ma da tutta una serie di condizioni che, sommate insieme, hanno contribuito a creare la tristissima situazione attuale. Per iniziare, l’Italia è stato uno dei pochi paesi in cui una sola azienda, in questo caso Telecom, ha avuto sin dall’inizio il monopolio sul cablaggio e sulle infrastrutture necessarie per portare Internet nelle nostre case, tutto ciò ovviamente va rapportato agl’anni in cui Internet iniziava a diffondersi. Purtroppo anche quando altri gestori si sono affacciati sul mercato, da un punto di vista tecnico, fatta eccezione per Fastweb, non è cambiato praticamente nulla. Non c’è stata una vera competizione, di conseguenza non c’è stato un reale investimento per produrre nuove e più efficienti infrastrutture. Le linee Telecomnel corso di questi ultimi anni, non hanno di fatto subito grossi cambiamenti. Basti pensare che la quasi totalità delle reti nazionali viaggia ancora su fili di rame, vecchi di chissà quanti anni. La reale mancanza di comptetitor, unita alla necessità di ingenti somme di denaro per rendere più moderne le nostre infrastrutture ha fatto sì che le linee internet italiane non subissero una reale evoluzione. Da prendere in considerazione anche la geografia italiana e la distribuzione su territorio nazionale di tanti piccoli centri urbani, distaccati dalla grandi città, ove arrivare materialmente con linee nuove e più moderne, è complicato e dispendioso. Purtroppo non possiamo fare molto, ci tocca aspettare che la fibra ottica (in molti paesi sta diventando persino arretrata) si inizi a distribuire capillarmente sul territorio, abbattendone di conseguenza i costi e permettere così ad un utenza maggiore di usufruirne. Per tutto il resto… c’è sempre la possibilità di emigrare all’estero. Tranquilli sto scherzando… o forse no.

Come sta la rete italiana? Male, anzi malissimo. La banda larga cresce, ma non abbastanza, non come il resto dell'Europa o persino dell'area mediterranea allargata, e il quadro fotografato dall'ultimo rapporto sullo Stato di Internet da Akamai è non solo drammatico, ma allarmante: l'Italia sta perdendo il trenoIn tre statistiche chiave, velocità media di connessione, velocità di picco e penetrazione delle connessioni superiori ai 10 Mbit/s, l'Italia è praticamente ultima in Europa, contendendosi le ultime posizioni con Turchia, Sud Africa ed Emirati Arabi, paesi che, è bene sottolineare, hanno una morfologia del territorio ben più problematica della nostra. E mentre l'Europa guida l'adozione dello standard IPv6, evoluzione del protocollo di rete adatta alle sfide di un mondo sempre più connesso, l'Italia non c'è. Il rapporto completo è disponibile qui, ma di seguito pubblichiamo alcune delle tabelle chiave:

Nella classifica della velocità di connessione media, vale la pena sottolineare come l'Italia sia l'unico paese europeo sotto i 5 Mbit/s. Un miglioramento rispetto a un anno fa, ma addirittura in calo rispetto al trimestre precedente.

Guardando la velocità media di picco della rete italiana, non solo siamo in fondo alla classifica, ma il dato è persino in significativo peggioramento rispetto ad un anno fa. Per finire ecco la penetrazione della larga banda con connessioni superiori ai 10 Mbit/s:


È qui che si vede come l'Europa cresce nettamente in modo molto più veloce dell'Italia, mentre la penetrazione rimane molto bassa, troppo. Una vergogna appunto. La ricetta per uscire dalla crisi economica del nostro sistema paese non sarà forse tutta nella rete, ma perdere un treno così importante di di sicuro non ci porterà da nessuna parte.


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Categorie: Denunce, Internet, Politica


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