Secondo uno studio, non riusciremo a colmare il divario con gli altri grandi Paesi nel prevedibile futuro

Milano
09:00 del 24/09/2015
Scritto da Alberto

Secondo uno studio, non riusciremo a colmare il divario con gli altri grandi Paesi nel prevedibile futuro. Anche nel 2020 saremo ultimi tra i grandi cinque Paesi. Nonostante i 6 miliardi di fondi pubblici che il Governo intende stanziare

La copertura fibra ottica italiana sarà in ritardo sugli altri grandi Paesi europei anche nei prossimi cinque anni, anche perché non ce la faremo a raggiungere gli obiettivi del piano Mani governativo 2020.

Il rapporto - diciamolo subito – è stato commissionato dall’ingleseBt e quindi è probabile che comunque voglia mettere in buona luce questo operatore (sebbene non si possa dubitare dell’imparzialità dei ricercatori, che collaborano su questi temi anche per la Commissione europea).

Del resto, a quanto risulta a Wired, anche tra i tenutari del piano banda ultra larga comincia a consolidarsi l’idea che almeno parte del piano sia pura utopia. Cioè quella di raggiungere tra il 50 e l’85% della popolazione con una Tecnologia in grado di dare almeno 100 Megabit garantiti (tecnologia che ad oggi coincide con la fibra ottica nelle case).

Il rapporto di Analysis Mason ha il pregio di essere il primo a prevedere come sarà la situazione dopo l’attuazione dei diversipiani banda ultra larga 2015-2020 (periodo che, in tutti i Paesi, coincide con la nuova programmazione settennale dei fondi strutturali europei).

L’Italia parte da un grave ritardo, causato un po’ dall’assenza di una rete via cavo coassiale (a causa di infauste scelte fatte negli anni ’80 per proteggere interessi televisivi) e un po’ da un periodo (finito nel 2013) di scarsi investimenti in fibra da parte di Telecom Italia (gravata dal debito). Già a fine 2014 eravamo ultimi in Europa per copertura banda ultra larga (ossia ad almeno 30 Megabit). I ricercatori indicano un valore di 35% di case coperte; sono generosi perché a quanto risulta solo a giugno l’Italia è riuscita a raggiungere questo livello. Secondo altre fonti, a dicembre 2014 era inferiore al 30%.

Comunque, il punto è che secondo i ricercatori l’Italia non riuscirà a recuperare i ritardi con gli altri big (Francia, Ger[tag3]a, Regno Unito, Spagna) nel prossimo futuro. Gli altri infatti continueranno a correre: il Regno Unito avrà una copertura già del 90% nel 2016, quando l’Italia- secondo stime Infratel-Ministero Sviluppo economico- si aggirerà intorno al 50-60%. Al 2020 arriveremo a quota 80% di copertura. Potremo consolarci pensando che la Francia sarà solo all’81% e che la media dei grandi cinque Paesi è di poco più alta; mentre adesso il confronto tra Italia e gli altri è impietoso.

Resta il fatto che secondo i ricercatori saremo ancora ultimi tra i grandi. Il tutto nonostante il nostro piano banda ultra larga che vorrebbe arrivare al 100% di popolazione coperta (ad almeno 30 Megabit) al 2020. “Sì, conosciamo gli obiettivi del vostro piano. Ma vari indizi- tra cui la storica incapacità italiana di rispettare obiettivi di questo tipo in passato ci hanno convinto che l’Italia non riuscirà – probabilmente – a fare un salto in avanti sugli altri Paesi da qui al 2020“, dice a Wired Matt Yardley, uno degli autori del rapporto.

Il piano assegna 6 miliardi di euro pubblici, di cui sicuri per ora sono 4,3 miliardi (cioè già stanziati, al netto di ostacoli dell’ultimo momento, comunque ancora possibili). Una delibera Cipe di quest’estate ha stanziato una tranche di 2,2 miliardi di euro.

I primi bandi di gara per costruire le reti con fondi pubblici saranno entro fine anno- a quanto annunciato dal Governo a settembre. Ma l’accelerazione degli investimenti avverrà dal 2017in poi, fino al 2022 (c’è questa data, e non il 2020, nel calendario di stanziamento nella delibera Cipe), per via di altre numerose incognite. Con questi dati di fatto, possiamo già considerare che l’obiettivo 100% di popolazione coperta sarà raggiunto, se tutto va bene, nel 2022, cioè con due anni di ritardo.

Sullo sfondo, l’incognita maggiore riguarda però la fibra ottica nelle case: la sola tipologia di rete a essere davvero “a prova di futuro“, ma anche troppo costosa per il mercato italiano, afflitto da una debole domanda di servizi banda larga. I fondi pubblici possono compensare fino a un certo punto questa debolezza del mercato.

Sarà il tempo a dire se e quanto l’Italia sarà penalizzata, nello sviluppo socio-economico, dal non avere investito adesso quanto gli altri nella sola tecnologia a prova di futuro.


Articolo letto: 854 volte
Categorie: Politica, Tecnologia


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Ricerche correlate

Internet - Web - italia - Crisi -

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook