Banca Centrale Europea: 60 miliardi al mese per ripartire dalla crisi. Ai nastri di partenza il quantitative easing.

Milano
12:26 del 09/03/2015
Scritto da Gerardo

Ai nastri di partenza il Quantitative easing. Da doMani Francoforte, per rilanciare la crescita, inizierà una maxi iniezione di liquidità nell'eurozona rastrellando titoli, in gran parte di Stato, ad un ritmo di 60 miliardi di euro al mese. L'intenzione è di continuare almeno fino alla fine di settembre 2016 o comunque fino a quando l'inflazione invertirà la rotta e si riavvicinerà all'obiettivo del 2%. L'arsenale messo in campo da Mario draghi per raggiungere l'obiettivo è portentoso: un potenziale di 1.140 miliardi di euro. L'Italia dal Qe, secondo la Cgia di Mestre, dovrebbe ricevere fino a 150 miliardi di euro.

Vi rientreranno gli Abs e le obbligazioni garantite, e un 12% sarà in titoli di istituzioni europee, ma il grosso è costituito da titoli di debito pubblico, e rigorosamente sul solo mercato secondario per non violare il divieto di finanziamento monetario. Sarà possibile acquistare anche bond sovrani con rendimento negativo, ma non al di sotto del tasso Bce sui depositi che al momento è pari a -0,20%.

I mercati sembrano galvanizzati nonostante la mina greca. Lo spread è sotto i 90 punti (ai minimi dal maggio 2010), i titoli della 'periferia' sono ai minimi storici di rendimento e l'euro sotto 1,10 dollari a livelli mai visti in 11 anni. E vede positivo anche il premier, Matteo Renzi che sottolinea che per l'Italia, nel primo trimestre, è probabile che il Pil torni positivo dopo decine di rilevazioni negative.

Ma cosa succede in queste ore? Il Qe è suddiviso fra l'Eurotower e gli istituti nazionali (l'80% dei rischi è in capo a loro) che svolgeranno il grosso degli acquisti. Non c'è frenesia ma è stato comunque un fine settimana di lavoro per fare in modo che la 'macchina' funzioni alla perfezione. A Francoforte c'è un direttorato denominato market operations, di cui fanno parte circa 180 persone, che segue, analizza e opera su obbligazioni e liquidità. Un team di una decina di persone, che fa capo alla divisione 'euro area bond markets', effettuerà tecnicamente il Qe.


Francoforte che sorveglierà attentamente gli istituti nazionali con un monitoraggio continuo per fare in modo che vengano rispettate le quote pari al capitale di ciascun paese nella Bce, acquisterà solo titoli che hanno una scadenza tra due e 30 anni e con un rating di 'investment grade'. Quindi tagliata fuori la Grecia fino a quando non verrà ripristinata la deroga sui bond ellenici.

Il quantitative easing, la maxi operazione di liquidità che la Bce metterà in campo da domani, ha lo scopo principale di far ripartire il pil dell'Europa e fermare la deflazione. Ma punta soprattutto ad avere effetti positivi sull'economia reale. Da un miglioramento del credito alle imprese ad una maggiore disponibilità nell'erogare i mutui.

Ma anche più export con l'euro debole. Inoltre il Qe consentirà manovre strutturali e riforme tali da tagliare la spese improduttiva e ridurre il deficit di bilancio degli Stati.

MUTUI PIU' LEGGERI. Un costo del denaro più basso è favorevole per chi vuole acquistare casa o ha già un mutuo in essere (stipulato in anni anche recenti) e lo vuole rinegoziare o intende approfittare delle opportunità della surroga. Già lo scorso anno, secondo le ultime rilevazioni dell'Abi, sulla scia di tassi di interesse migliori si è assistito ad una forte ripresa dei mutui. L'Istat peraltro ha indicato un mercato immobiliare in risalita dal terzo trimestre del 2014.

MAGGIORE CREDITO ALLE IMPRESE. L'intervento sui titoli di Stato con il Qe, insieme al mantenimento dei tassi di interesse ai minimi sommati alle precedenti misure di Francoforte (vedi Ltro e Tltro) dovrebbero offrire quella liquidità che serve alle imprese per sostenere la ripresa degli investimenti e di conseguenza dare agio a produzione e occupazione.

EURO AI MINIMI, PIU' EXPORT. La moneta unica in discesa favorisce le esportazioni. E' probabile che l'euro tocchi nuovi minimi. Il suo ulteriore deprezzamento non può che aumentare la competitività dell'Eurozona.

AUMENTO DELL'INFLAZIONE. Nei 19 mesi dell'operazione si punta ad un'inflazione al 2%, una percentuale considerata positiva per i prezzi e di conseguenza per i consumi. La Bce questa settimana ha rivisto in meglio le previsioni di inflazione per l'Eurozona, con un 0% per quest'anno, 1,5% per il prossimo e 1,8% per il 2017. Le stime di dicembre indicavano 0,7% per il 2015 e 1,3% per il 2016.


Articolo letto: 608 volte
Categorie: Economia, Lavoro, Politica


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Risposte - Commenti

Francesco

09/03/2015 13:33:56
Tanto poi gli investitori sfiduceranno l'Euro e faranno crollare la Borsa. Ragazzi, qui il problema è finanziario, non di certo economico.
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