L’Italia fa le prove generali del bail-in, la nuova normativa sul salvataggio delle banche in vigore da gennaio 2016, ma che può essere anticipata come ha chiarito la Banca d’Italia.

Roma
10:20 del 29/07/2015
Scritto da Gerardo

L’Italia fa le prove generali del bail-in, la nuova normativa sul salvataggio delle banche in vigore da gennaio 2016, ma che può essere anticipata come ha chiarito la Banca d’Italia. La liquidazione della Banca Romagna cooperativa (Brc), 21 sportelli, avviata la scorsa settimana, è il primo caso di applicazione di salvataggio a carico degli azionisti e dei risparmiatori nel nostro Paese come nota anche Fitch. L’istituto di Cesena, nato nel 2008 dalla fusione di due bcc più piccole (Romagna Centro e Macerone) ha accumulato una perdita di 40 milioni che, in altri tempi aveva buone possibilità di essere sanata dall’intervento pubblico. La nuova regola, invece lo impedisce visto il conto molto salato pagato dall’Europa per tenere in vita il suo sistema creditizio. Ieri Mediobanca ha pubblicato un po’ di conti dai quali risulta che, fra il 2009 e il 2014 i contribuenti Ue hanno pagato 221miliardi per chiudere i buchi del credito. Un conto di 1,2 volte superiore a quello sopportato per evitare il fallimento della Grecia. Da qui la nuova regola che mette il costo del fallimento a carico degli azionisti, dei sottoscrittori di obbligazioni e infine dei correntisti con depositi superiori a 100 mila euro.

Nel caso della piccola banca romagnola il bail-in ha riguardato i creditori subordinati, in buona sostanza i clienti-soci che hanno sottoscritto le obbligazioni junior della banca. In virtù della clausola di subordinazione il rimborso di questi prestiti sarebbe avvenuto solo dopo il rimborso di tutti gli altri creditori. Il condizionale è dovuto al fatto che in questa storia c’è un lieto fine a sorpresa. I sottoscrittori delle obbligazioni di Banca Romagna Cooperativa non dovranno farsi carico delle perdite grazie a un «cavaliere bianco». Si tratta del Fondo di Garanzia istituzionale delle Bcc, che ha deciso, «in via volontaria e in assenza di qualsiasi obbligo», come si legge nella nota del commissario liquidatore, di rimborsare integralmente e immediatamente i sottoscrittori dei bond. Il piccolo caso di provincia non è sfuggito a Fitch che lo ha segnalato in una lunga nota nella quale coglie l’occasione per una critica alle banche italiane.

Per l’agenzia l’operazione segnala, da un lato, «l’aumento delle probabilità che le perdite delle banche saranno sostenute dai creditori» e, dall’altro, «il comportamento carente delle banche nella raccolta attraverso i subordinati e gli strumenti ibridi presso la clientela». Fitch ricorda che il Governatore Visco ha di recente richiamato l’obbligo di informare bene la clientela dei rischi che comporta la nuova procedura di risoluzione. Per i clienti e gli obbligazionisti di Banca Romagna ci sarà ora la soddisfazione di ricevere una telefonata dagli istituti depositari delle obbligazioni Brc (Banca Sviluppo, Banca di Forlì Credito Cooperativo e Credito cooperativo Ravennate) per ricevere il rimborso comprensivo degli interessi maturati fino allo scorso 17 luglio, data di avvio della liquidazione.

Il fallimento della piccola bcc non è però passato inosservato a Palazzo Chigi. Proprio ieri, infatti, Renzi è tornato sul tema della riforma del sistema creditizio. Lo ha fatto in una sede non proprio dedicata visto che parlava all’assemblea degli ambasciatori. Nel discorso sulla politica estera ha trovato anche il modo di accennare al tema del credito Annunciando che «l’intervento sulle popolari apre una stagione di cambiamento che ancora non è terminata. Anzi, vorrei dire che è appena agli inizi». Dopo aver abolito il voto capitario nelle banche popolari con attivi superiori a 8 miliardi, l’esecutivo sta negoziando con le bcc un progetto che prevede l’istituzione di una holding con poteri di direzione e coordinamento sulle banche controllate. In questo senso non c’è che dire: il crollo della Banca Romagna arriva proprio al momento giusto per rendere più rapido il cammino della riforma.


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Categorie: Economia


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