Si chiama Nicola Bruno, ha 35 anni, avvocato e da poco sposato: è lui il cliente “vip” che gli inquirenti hanno scoperto analizzando i tabulati telefonici

Roma
19:03 del 20/03/2014
Scritto da Albertone

Gli inquirenti per mesi hanno raccolto informazioni. Intercettazioni, controlli, monitoraggi a distanza e verifica dei tabulati telefonici. Per scoprire il traffico (di soldi e di persone, oltre che di etica) mosso dalle baby-squillo del Parioli, le Forze dell’ordine si sono mosse in massa sul campo. Senza mai destare il minimo sospetto. Ed ora che il coperchio è stato tolto all’ennesima Vergogna italiana in cui la Roma dei soldi si mischia a quella del sesso e della mancanza di scrupoli, ecco uscire alla ribalta l’ennesimo nome importante. Come sempre succede in questi casi, il tritacarne mediatico è già iniziato prima ancora che il processo sia iniziato.
Da una parte c’è un accusato, Nicola Bruno, 35 anni, professione avvocato, da poco sposato. Ha un’altra caratteristica che si è già trasformata in etichetta: suo padre è Donato Bruno, avvocato, onorevole di Forza Italia che in passato ha guidato la Giunta delle elezioni e la Giunta del regolamento della Camera ed è ritenuto uno dei "falchi" del partito di Silvio Berlusconi. Nicola è accusato di aver avuto Incontri sessuali a pagamento con Aurora e Azzurra (14 e 15 anni) in un appartamento dei Parioli. Lo accusano di sfruttamento e gli contestano di essere stato più volte in quella casa. Di aver avuto rapporti con delle minorenni, naturalmente previo pagamento. Di non essersi fermato nemmeno davanti a dei visi e a dei corpi ben lontani dalla maggiore età.
Un’accusa infamante, ma ancora tutta da dimostrare. In realtà, le prove non mancherebbero. In particolare, tante telefonate, che sono poi l’elemento caratteristico di tutta questa inchiesta. Una marea di contatti via cellulare per concordare luogo e data dell’incontro, oltre che per pianificare la riservatezza e il pagamento. Un mondo squallido, rimasto sommerso per troppo tempo.
Gli investigatori hanno raccolto le informazioni sul suo conto, come nel caso dei numerosi indagati, incrociando i tabulati telefonici delle due giovani prostitute, intercettando le conversazioni e compiendo pedinamenti. Un lavoro proseguito per mesi, per lo stupore persino degli stessi inquirenti che non immaginavano una Roma tanto caduta in basso. E purtroppo qui non c’è di mezzo il film “La Grande bellezza”, ma un crollo dei limiti di adulti senza scrupoli. Il nome di Bruno va ad affiancarsi, fra gli altri, a quello del marito della parlamentare Alessandra Mussolini, Mauro Floriani, che davanti ai magistrati avrebbe ammesso di aver avuto rapporti sessuali con le due baby squillo ma che non sapeva fossero minorenni.
Una storia di bugie e mezze verità che si sarebbe espanda a macchia d’olio. Oltre alle due minorenni, erano almeno altre otto le ragazze disposte a prostituirsi sotto il controllo vigile del caporalmaggiore dell’Esercito Nunzio Pizzacalla e dal pusher Mirko Ieni, che è stato raggiunto da tre misure cautelari. Decine e decine di altri nomi, quindi, riconducibili a utenze telefoniche che hanno contattato nei mesi scorsi quelle delle due studentesse di 14 e 15 anni che si prostituivano ai Parioli, sono attualmente al vaglio della procura e degli investigatori.


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Categorie: Cronaca, Politica, Sociale


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