L'ennesimo scandalo della classe politica sta tutto in un dato senza spiegazioni: le auto-blu complessivamente esistenti nel nostro Paese sono 574.000. Assurdo...

Roma
09:03 del 06/11/2014
Scritto da Albertone

C'è uno scandalo che urla vendetta. Qui non è questione di dar ragione a un partito piuttosto che ad un altro, ma di ricondurre alla realtà una situazione ormai paradossale. Nel nostro Paese, dove basta un titolo di onorevole per spalancare qualunque genere di porta, il privilegio è consuetudine. Per qualche decennio non se n'è neppure parlato, oggi finalmente la rabbia della gente ha imposto ai nostri rappresentanti una marcia indietro. O, quantomeno, un freno a mano tirato.

La cifra dell’ennesimo scandalo emerge da uno studio che ha analizzato il parco auto con conducente esistente presso Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private. Insomma, in tutti quei carrozzoni creati ad arte per garantire una poltroncina ai trombati di turno. Andrebbero chiuse tutte vista la loro perfetta inutilità, ed invece non solo ci costano in emolumenti, ma sprecano pure dalla mattina alla sera. Povera Italia, ma soprattutto poveri noi. Quella della lotta alle auto blu è una battaglia iniziata anni fa che al momento non ha ancora un vincitore.

L'Italia si situa ampiamente al comando della classifica del numero di auto-blu, con la bellezza di 574.215 mezzi; al secondo posto, ben distanziati, gli USA con 73.000, poi la Francia con 65.000, il Regno Unito con 58.000, la GerMania con 54.000, la Turchia con 51.000, la Spagna con 44.000, il Giappone, con 35.000, la Grecia con 34. 000 ed infine il Portogallo con 23.000. In pratica, nel nostro Paese, basta avere un qualunque titolo politico per essere certi di avere autista e macchina a proprio disposizione 24 ore su 24. Personale, benzina, autostrade, bolli e assicurazioni sono naturalmente a carico nostro. E ti pareva...

Tra l'altro, dal 2001 al 2006 la voce «noleggio di automezzi» nel bilancio delle spese che gravano sulle casse dello Stato ha visto un’impennata da 28 a 140 milioni di euro, pari a un aumento reale del 357%. Perchè ai nostri politici, in realtà, di risparmiare non interessa nulla. Eppure finalmente gli scandali sono usciti dalle sabbie sotto cui erano stati infilati per anni. Caso eclatante, fra i tanti, era stato quello della regione Veneto, dove il governatore Giancarlo Galan decise di eliminare le «vecchie» Lancia Thesis 2.400 turbodiesel: nel bando di gara si specificava che le auto sostitutive sarebbero dovute essere tredici «grandi berline» a noleggio «a lungo termine» per 24 mesi, di cilindrata pari all'incirca a 3.000 c.c., diesel, a trazione integrale, di lunghezza non inferiore a 480 cm e di larghezza non inferiore a 180 cc.

Non solo, perchè l'ex governatore non ne voleva sapere di viaggiare scomodo. Naturalmente non sarebbero dovuti mancare navigatore satellitare, selleria in pelle, climatizzatore automatico, sensori di parcheggio, presa accendisigari posti posteriori, cristalli laterali e lunotti scuri e tendina parasole lunotto posteriore. Caratteristiche che, casualmente, restringevano la scelta alle grandi berline extra-lusso straniere. Uno spreco che in un Paese civile non dovrebbe esistere, ed invece l'Italia continua a regalare simili brutte sorprese...


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Categorie: Denunce


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