La protezione civile allarga la zona rossa fino a Napoli.

Napoli
17:00 del 27/06/2013
Scritto da Gerardo

Avete mai immaginato cosa può significare l'esplosione di un vulcano sopra la vostra testa? Sarebbe un'immagine spettacolare e terrificante allos tesso tempo. Sicuramente , però, causerebbe danni ingenti a tutto ciò che lo circonda, coinvolgendo gli abitanti delle zone limitrofe. E' per questo motivo che, nel 2001, la Protezione Civile, insieme con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (ingv), stabilì un piano di emergenza per l'evacuazione delle aree circostanti al Vesuvio, aggiornato poi nel 2007; questo piano prevede diverse aree di pericolosità e ben quattro livelli di allerta. Lo scorso 11 gennaio la Protezione Civile, insieme alle istituzioni locali, hanno deciso di estendere la zona rossa, considerata quella a più alto rischio in caso du eruzione del Vesuvio, ad alcuni quartieri della città di Napoli e ad altri sei comuni, oltre ai 18 già presenti. L'inclusione di S.Giovanni a Teduccio, Ponticelli e Barra significa che, la stessa città di Napoli, corre seri rischi soprattutto per quanto riguarda l'incolumità dei suoi cittadini. Una scelta, quella di estendere la zona rossa, che ha fatto anche aumentare il numero di persone che dovrebbero abbandonare le proprie abitazioni, passando da 600 a 800mila. "Nessun allarmismo, ma dobbiamo essere tutti consapevoli che il Vesuvio e i Campi Fregrei sono due aree ad alto rischio. E' nostro dovere prepararci nel modo migliore". Con queste parole il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha commentato la scelta del suo dipartimento di ampliare l'area considerata come più pericolosa; ma in questo modo ha anche sottinteso che lpintera zona del napoletano sta subendo cambiamenti nel proprio sottosuolo, cambiamenti che potrebbero avere effetti devastanti se non si interviene preventivamente.

Il dato importante è che sappiamo cosa sta succedendo nel Vesuvio e nell'area Fregrea e che gli sforzi per scongiurare un'eventuale catastrofe, sono numerosi e qualificati. Il Vesuvio: Il suo nome deriva dal latino Vesuvius, nonostante non se ne conosca esattamente la derivazione. Il Vesuvio è, attualmente, l'unico vulcano attivo dell'Europa continentale ed è costantemente monitorato per la pericolosità di una sua eventuale eruzione. La sua nascita risalirebbe a circa 30mila anni fa, ma le prime testimonianze di eruzione le abbiamo grazie ad una lettera di Plinio II giovane a Tacito, il quale riporta l'evento con la data del 24 agosto del 79 d.C. In quella occasione le città di Pompei, Ercolano e Stabia furono sommerse e distrutte dalle colate laviche che provocarono migliaia di morti.Avvicinandoci ai nostri tempi, sono da segnalare due eruzioni: quella del 1631 e quella del 1944, intervallate da un'intensa attività nel XIX secolo.

Al momento il suo stato è di quiescenza, ma la situazione potrebbe cambiare in un breve lasso di tempo. Oltre al nostro amato Vesuvio, l'Italia ospita numerose altre zone vulcaniche o collegate ad esse. Sembra proprio che lo Stromboli abbia ripreso la sua attività su valori medio-alti, facendo registrare anche alcune scosse sismiche di non lieve intensità. Le esplosioni e la fuoriuscita di lava hanno messo in apprensione gli abitanti e i centri di osservazione. Per avvicinarci a noi, invece, anche la zona dei Campi Flegrei ha ripreso la sua consueta attività di bradIsismo, che dal 2005 ad oggi ha alzato il suolo di ben 20 centimetri.


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Categorie: Ambiente


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Risposte - Commenti

Albertone

28/06/2013 17:29:01
Brutto da dire, ma se il Vesuvio facesse ciò che per cui si è originato, ci sarebbe da evacuare una zona di amplissime dimensioni per evitare che una calamità naturale si trasformi in una catastrofe largamente annunciata. Ma davvero non si potrebbe cercare di prevenire, sensibilizzando chi abita su quei terreni?
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Gerardo

28/06/2013 16:51:27
Bhe non me la sento di giudicare quei poveri disgraziati che magari senza nemmeno una collocazione abitativa si stanziano a ridosso del monte Vesuvio. Credo che la casa popolare sia davvero un diritto per tutti, ma oggi sembra che agli italiani le case non vadino più.Certo è che rischiano tantissimo a vivere lì sotto ! io non lo farei mai
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Matteo

28/06/2013 16:31:20
Essendo l'unico vulcano attivo in Europa, l'Italia dovrebbe fare di tutto per tutelare e proteggere la zona dei Campi Flegrei e invece basta dare uno zoom su Google Maps e si vedono case su case a ridosso dei piedi del Vesuvio. Per evitare guai futuri, prevenire e' meglio che curare..
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