Ateismo: intelligenza o stupidità? | L’analisi di Italiano Sveglia

Nuoro
12:00 del 16/12/2014
Scritto da Gerardo

L'intelligenza o la stupidita' non hanno niente a che fare con essere atei o credenti. E' importante, invece, capire quali sono i motivi per cui si fanno certe scelte e si arriva a certe conclusioni. Essere atei e' un errore linguistico perche' la parola ateo e' un anti-concetto logico. Non si può, in effetti, definire una persona correttamente dicendo ch'egli non crede in cio' che non esiste. E' normale e naturale non credere in mille cose che si possono immaginare, ma che non esistono.

Pero' non ci sono mille termini, uno per ogni cosa che non esiste, per definire questi concetti, proprio perche' sarebbero tutti anti-concetti inutili. Solo la parola ateo e' stata inventata in modo dispregiativo, non dagli atei, dai deisti! Essere ateo si riferiva a non essere stato educato nella religione monoteista, e quindi essere barbaro e retrogrado, ancora da educare nella conoscenza delle verita' mistiche. Soltanto recentemente, con la separazione tra Stato e Chiesa e' possibile identificarsi atei senza la paura di essere perseguitati.

Tutti siamo "atei" in effetti quando si tratta di tirar fuori concetti immaginari. Siamo a-babbonatale; a-mulivolanti; a-venusiani; cosi come siamo a-teus (senza credere in dio). L'ateismo non e' una credenza, e' una conclusione logica che non dovrebbe aver bisogno di una parola speciale. L'evidenza dei sensi e della logica ci dicono che non c'e' Babbo Natale e non e' necessario inventare una parola che ci identifichi non credenti in lui.

Invece, scegliere una religione con un Capo Supremo e' il risultato di motivi personali, non dell'evidenza dei sensi o della logica. I motivi possono variare infinitamente o essere un miscuglio di tanti motivi, fra i quali possiamo pensare ai seguenti: credo in Dio perche' ho paura di quello che potrebbe succedere quando muoio; credo in Dio perche' non so come l'universo s'e' formato, se 'e' sempre esistito o no, se c'e' o non c'e' l'evoluzione, ma l'universo e' talmente vasto e complesso mi pare giusto che sia il risultato di un'intelligenza vasta e suprema la cui grandezza io non posso concepire; sapere che Dio s'interessa di me e mi protegge mi da' conforto, quindi io credo nella sua esistenza; se dio non ci fosse, la vita per me non avrebbe nessun significato; Il pensiero di Dio e' dentro di me ed e' come se Dio mi parlasse, percio' sono convinto che esiste; Le persone che ammiro di piu' credono in Dio. Dunque deve esistere; Milioni di persone credono in Dio. Non possono sbagliarsi cosi in tanti!; Credere in Dio e' una forma di assicurazione. Se non c'e' non perdo niente. Se c'e' ho tutto di guadagnato. Tutti questi pensieri sono motivazioni, non prove dell'esistenza di Dio. Immaginatevi uno scienziato che ragioni in questo modo per scoprire se una medicina dovesse essere efficacie o no!


Articolo letto: 1542 volte
Categorie: Curiosità, Denunce, Editoria, Scienze, Sociale


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Ricerche correlate

Ateismo - Religioni -

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook