Fin dall’uscita di Assetto Corsa, avvenuta nel 2014, Kunos Simulazioni ha dimostrato di voler puntare all’espansione dei contenuti del simulatore di guida in questione attraverso il rilascio di DLC

Torino
12:00 del 02/06/2016
Scritto da Carla

Fin dall’uscita di Assetto Corsa, avvenuta nel 2014, Kunos Simulazioni ha dimostrato di voler puntare all’espansione dei contenuti del simulatore di guida in questione attraverso il rilascio di DLC. Possa piacere o meno, questa politica ha permesso agli appassionati più entusiasti di poter mettere le mani su contenuti di qualità elevata, a costo però di una certa frammentazione dell’utenza. In ogni caso, concentriamoci sul nuovo pacchetto di contenuti esclusivi pensati per questa produzione italiana: con il Japanese Pack, lo anticipiamo subito, ci si diverte molto.  Oh I miss my Japanese boy!


Presentato al prezzo di € 4,99, il Japanese Pack di Assetto Corsa va ad aggiungere sette nuove vetture. Se si considerano anche le varianti dei vari bolidi, il numero delle nuove auto da provare sale a dodici. Il tema principale del DLC è, come prevedibile, la presenza di auto JDM (Japanese Domestic Market), che garantiscono sensazioni di guida immediate e molto divertenti.  Una volta installato il DLC, rispolverato il fidato G25, e lanciato il gioco, avevamo voglia di dare immediatamente una sbirciata alla realizzazione della Mazda MX-5, qui peraltro presente in due differenti versioni (2015 e Cup). Tra le nostre ambizioni motoristiche e la strada, però, ci si è messo di mezzo qualche inconveniente tecnico;consci di poter fare risparmiare del tempo ad altri appassionati, diciamo subito che, così come nel caso di altri aggiornamenti, eventuali problemi relativi al mancato caricamento di auto e tracciati è risolvibile eliminando la cartella “Assetto Corsa” dai Documenti. Così facendo, dopo un opportuno backup delle impostazioni, il caricamento della sessione di gioco – altrimenti ferma ai menu – è potuto incominciare con puntualità. Torniamo dunque alla sempreverde Mazda MX-5: la versione Cup, ad esempio, è quella che si fa immediatamente preferire a causa di una leggerezza maggiore, che le conferisce un carattere tutto sommato facile da interpretare, soprattutto in entrata ed uscita di curva. È un’auto divertente da guidare, che non richiede grandi abilità per essere controllata, al pari della versione “liscia” del 2015. Nel caso di quest’ultima versione, evidentemente, è possibile intuire una rigidità e un carattere maggiormente stradale, pur mantenendo tuttavia l’impianto di guida generale della controparte più sportiva. In ogni caso, Mazda non vuol dire solo MX-5: questo Japanese Pack include anche due versioni della RX-7, proposta in versione Spirit R e Tuned. Il primo modello è proposto nella controparte Type-A, dotata di cambio a cinque marce e due sedili. La sensazione di guida è ottima, ma bisogna stare attenti: quella che sembra una macchina a tratti anche docile, può riservare sorprese soprattutto in fase di frenata e percorrenza di curva, come ci ha insegnato il Tamburello a Imola. Il discorso è ovviamente ampliato per la versione Tuned: laddove la Spirit R esprime 276 cavalli di potenza, la controparte maggiormente sportiva arriva a ben 444. La differenza, evidentemente, la si avverte in fase di accelerazione, decisamente più selvaggia, mentre il comportamento in curva ci ha sorpreso in positivo. 

Divertimento orientale Passare dalla Mazda RX-7 alla Nissan 730Z Nismo vuol dire entrare in un altro mondo. La sensazione evidente di essere al volante di un’auto più pesante (1312 kg contro 1498 kg), ma capace anche di esprimere un rapporto potenza/peso maggiore (2.95 kg/cv contro 4.28 kg/cv), è veramente evidente e ben ricreata. La Nismo, però, non è quel mostro inaccessibile che i numeri potrebbero far intendere; alla prova dei fatti, l’accelerazione si è dimostrata abbastanza controllata, mentre bisogna rimanere estremamente attenti in uscita di curva, considerato che spesso l’auto tende a scomporsi durante gli spostamenti di peso. Nissan però, almeno in questo pacchetto di contenuti aggiuntivi, vuol dire soprattutto Skyline. La versione qui presente è la GT-R R34 Skyline V-Spec, capace di andare da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi grazie ai suoi 325 cavalli. Su pista, la Skyline è una belva controllata ma che ha bisogno di cure: disattivando il controllo stabilità, ad esempio, sarà importantissima la gestione dei movimenti del volante, visto che una fase di entrata di curva disattenta, unita a una poca sensibilità con il pedale del freno, può portare a facili testacoda. L’accelerazione è potente ma non estrema, la frenata è precisa, e il feeling generale è veramente ben riuscito.


Queste auto, come visto, sono realizzate in maniera ottimale: tra tutte, però, la nostra personale preferenza va a Toyotae alla sua AE86, qui peraltro presente in tre versioni (1987, Tuned e Drift). Si tratta di un’auto che, se fosse comparata alle altre, avrebbe poco senso di esistere: la versione “liscia”, infatti, presenta un peso di meno di 1000 kg, 122 cavalli, e una velocità massima di nemmeno 200 km/h. Eppure, entrati in pista, è possibile scatenare un delirio semplicemente gestendo i movimenti del volante e dosando l’acceleratore. Poco dopo aver approcciato il tracciato del Mugello, pur non essendo maestri del drifting virtuale, siamo stati in grado di derapare con profitto nella parte iniziale del circuito, nel tratto compreso tra le curve Luco, San Lorenzo, Materassi e Borgo San Lorenzo. La AE86 è un’auto semplicemente divertente: per questo ne sono state incluse altre due versioni, una più potente da 186 cavalli (decisamente più difficile da gestire), e una utilizzabile sui tracciati dedicati al drifting.  Per ultimo, rimanendo in ambito Toyota, parliamo della Supra MK IV, anch’essa presente in tre versioni (di serie, drift e time attack). La storica sportiva della casa giapponese si presenta, nella sua versione base, con un feeling bilanciato, forse tendente un po’ troppo al sottosterzo in alcune curve e con dei freni non sempre così affidabili. La versione time attack, invece, è decisamente più impegnativa da governare, considerata l’enorme differenza di cavalli (280 per la versione base contro i 690 della time attack). Scesi in pista, rappresenta probabilmente la sfida più impegnativa di tutto il DLC, proprio a causa dell’accelerazione bruciante, cui si accompagnano le tendenze descritte nella versione base, ovvero un certo sottosterzo e una frenata non sempre incisiva.

Bellezze da ammirare Vale la pena sottolineare come il DLC in questione coincida con l’arrivo della build 1.6 di Assetto Corsa, che include il supporto a Oculus Rift, oltre che miglioramenti vari in ambito offline e online. Il Japanese Pack, poi, include alcuni eventi speciali dedicati proprio alle nuove vetture presenti; dopo aver spulciato nel non proprio comodissimo elenco di eventi, allora, abbiamo potuto metterci alla prova nella gara “Slow but Fun”, dedicata alle divertenti AE86 sul circuito di Magione, nonché nella corsa “Between the Dunes, ambientata a Zandvoort e con protagonista la Mazda MX-5. Per ultimo, troviamo l’evento principale “Japanese Parade”, una gara di cinque giri ambientata a Monza in cui si sfidano le auto presenti nel DLC, oltre che altri bolidi giapponesi già presenti nel gioco base. Dal punto di vista grafico, cambiando argomento, dobbiamo dire che la realizzazione generale delle auto si mantiene su ottimi livelli; giocando con la visuale interna, abbiamo potuto apprezzare la cura nella realizzazione di cockpit e materiali, molto ben caratterizzati anche nelle varianti della stessa auto. Qualche sbavatura è presente negli elementi di contorno, come gli specchietti e i tergicristalli, che in alcune auto sembrano soffrire di un certo aliasing. Le ombre, invece, sebbene a volte un po’ spigolose svolgono in pieno il loro lavoro; nulla da dire, poi, sui modelli poligonali, sempre di ottima qualità e da ammirare nei vari replay. Sul fronte audio, i vari rombi dei motori sono realizzati con la consueta cura, consentendo così un’immedesimazione ancora maggiore; la differenza tra una AE86 e una Skyline, difatti, la si comprende anche ascoltandone il suono del propulsore.

FONTE: SPAZIOGAMES


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Categorie: Videogames


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