Assegno di disoccupazione: ecco le differenze tra Italia e l’Europa (che funziona)! In Italia manca un assegno di disoccupazione superiore ai 2 anni o un altro strumento che aiuti i giovani precari e chi non trova lavoro, come il reddito minimo garantito, previsto in altri grandi Paesi europei.

Milano
11:45 del 09/04/2015
Scritto da Gerardo

In Italia manca un assegno di disoccupazione superiore ai 2 anni o un altro strumento che aiuti i giovani precari e chi non trova lavoro, come il reddito minimo garantito, previsto in altri grandi Paesi europei. E anche dopo la riforma del Jobs act, la lacuna non è stata colmata. In Francia, GerMania, Regno Unito o Svezia sono previsti sussidi per supportare la ricerca di lavoro di una persona ed evitare di far precipitare nella povertà il disoccupato, con la possibilità di avere un reddito anche in caso di occupazioni saltuarie. Ecco come funziona il sostegno del reddito fornito ai senza lavoro o gli assegni di disoccupazione nei principali Paesi europei. L’Italia continua ad avere un sistema di tutela dalla disoccupazione più simile a quello della Grecia rispetto alla media UE.

ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE IN ITALIA

Il secondo decreto delegato del Jobs act approvato a fine dicembre ha introdotto due nuovi sistemi di tutela del reddito, Naspi e Asdi, per le persone che hanno perso il lavoro. Questo nuovo sistema entrerà in vigore se il governo non riterrà di modificare il decreto delegato dopo che le commissioni Lavoro di Camera e Senato avranno dato il loro parere consultivo al testo.  La Naspi, Nuova assicurazione sociale per l’impiego, sostituirà Aspi e mini Aspi e coprirà chi ha perso l’occupazione dal 1° maggio 2015. Il nuovo assegno di disoccupazione durerà la metà delle settimane effettivamente lavorate negli ultimi quattro anni fino alla fine del 2016. Dal 1° gennaio del 2017 la Naspi sarà accorciata a 78 settimane, i 18 mesi del nuovo regime. il calcolo dell’indennità dell’Aspi si basa sull’importo della retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni, divisa per le settimane contributive e moltiplicata per il coefficiente fisso di 4,33. Chi  guadagna una cifra pari a o inferiore a 1195 euro mensili avrà un’indennità pari al 75% della retribuzione per il 2015.


Se invece il beneficiario della Naspi guadagnasse di più, ci sarà un aumento dell’assegno pari al 25% del diffeRenziale tra la retribuzione mensile e 1195 euro. In ogni caso l’importo massimo mensile non può superare 1300 euro (rivalutabili annualmente in base all’indice Istat). L’indennità della Naspi si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal 1° giorno del 4° mese di fruizione. L’erogazione dell’assegno viene vincolata alla ricerca attiva di lavoro. Allo scadere della Naspi entrerà in vigore l’Asdi, un assegno di disoccupazione che durerà per sei mesi, introdotto in via sperimentale per il solo 2015, e che avrà come importo il 75% dell’Aspi. A questa ulteriore forma di supporto potranno accedere però solo i disoccupati di età avanzata vicini alla pensione e chi ha minori a carico. La riforma dell’assegno di disoccupazione ha aumentato la durata della copertura offerta in precedenza dell’Aspi, che durava 10 mesi per chi aveva meno di 50 anni, 12 per chi aveva età compresa tra i 50 e i 55 e 16 per chi aveva più di 55 anni. I beneficiari della Naspi saranno i lavoratori privati, a tempo determinato e indeterminato, con almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni e 18 giorni effettivi di lavoro nell’anno di richiesta dell’assegno. Il Jobs Act ha introdotto un nuovo strumento di sostegno al reddito per i collaboratori a progetto, Dis-Coll, che varrà anch’esso solo per il 2015, e garantirà un assegno pari al 75% del reddito percepito, con il tetto a 1300 euro della Naspi, di durata di massimo metà della contribuzione versata nell’anno solare precedente alla cessazione di lavoro. Il reddito minimo garantito non esiste in Italia, e rispetto agli altri Paesi europei il sostegno al reddito per chi perde il lavoro appare inferiore per retribuzione e per durata

ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE E REDDITO MINIMO GARANTITO IN GERMANIA

In Germania invece esiste ormai da dieci anni il reddito minimo garantito, che si chiama Arbeitlosgeld II, ovvero secondo assegno di disoccupazione. Quando una persona perde il lavoro riceve per un anno un assegno di disoccupazione, che poi si trasforma, riducendosi nell’importo, nell’indennità Hartz IV, dal nome del manager della Volkswagen, Peter Hartz, che ispirò la riforma del mercato del lavoro e del Welfare tedesco.

Chi invece non ha diritto all’assegno di disoccupazione può fare domanda per ottenere il sostegno al reddito garantito da Hartz IV. L’importo di riferimento erogato a un single è di 399 euro mensili, che devono coprire tutte le spese mensili di una persona con l’eccezione di affitto e riscaldamento, che vengono pagati dai comuni di residenza. Un beneficiario di Hartz IV con figli riceve un importo aggiuntivo compreso tra i 234 e i 320 euro. Questo sistema di tutela del reddito è stato criticato in Germania perché avrebbe introdotto la povertà per legge, visto il basso importo del sussidio. Hartz IV è un assegno che viene vincolato alla ricerca di lavoro, e i beneficiari sono sottoposti a controlli costanti che possono portare a corpose riduzioni dell’erogazione nel caso in cui si accerti la volontà di non trovare una nuova occupazione. In Germania più di 4 milioni di persone, il 7,5% della popolazione, riceve Hartz IV.

ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE E REDDITO MINIMO GARANTITO IN SVEZIA -

La Svezia ha un articolato sistema di tutela del reddito per chi non ha più un’occupazione, piuttosto simile alla Germania anche se ancora più orientato verso le politiche attive del lavoro. L’assegno di disoccupazione è suddiviso in tre programmi, Fas 1, Fas 2 e Fas 3, che coprono la persona alla ricerca di nuova occupazione. Nei primi 200 giorni il senza lavoro riceve un normale assegno di disoccupazione, con un importo pari al massimo all’80% del reddito medio dell’ultimo anno di lavoro. Questa prima fase scade dopo poco più di 6 mesi e scatta Fas 2. In questo periodo il disoccupato riceve ancora l’indennità normale di disoccupazione, che scende però ad un massimo del 70% del reddito medio dell’ultimo anno di lavoro, ma deve frequentare corsi di formazione, stage e seminari per l’avvio di una propria piccola impresa. L’assegno di disoccupazione viene pagato su base giornaliera, per un massimo di cinque giorni a settimana ed è composto da un’indennità calcolata sul reddito da lavoro e da un ulteriore sussidio sociale. Se dopo 450 giorni dalla perdita del lavoro il disoccupato non ha trovato una nuova collocazione, scatta il controverso programma Fas 3, che il nuovo governo socialdemocratico di Stefan Löfven vorrebbe modificare. Fas 3 è un programma statale che paga le aziende per assumere disoccupati di lungo periodo, che però in numerosi casi ottengono retribuzioni con cui è difficile sopravvivere. In Svezia l’assicurazione contro la disoccupazione si finanzia in modo volontario, e i beneficiari di Fas che non hanno versato contributi a questo fondo possono ricevere solo i ben più bassi sussidi sociali.

ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE NEL REGNO UNITO


Nel Regno Unito esiste un reddito minimo garantito e un assegno di disoccupazione che corrispondono ai due tipi di Jobseeker’s Allowance (JSA), l’indennità per chi è in cerca di lavoro, letteralmente. JSA (C) è un assegno di disoccupazione classico, finanziato dai contributi sociali. Vi può accedere chi ha versato per almeno due anni i contributi alla National Insurance, l’assicurazione nazionale del ministero del Lavoro britannico. L’importo di JSA (C) è determinato dai contributi versati, oltre alla situazione patrimoniale del beneficiario e da altri sussidi sociali ricevuti. Questo sussidio di disoccupazione ha un margine temporale limitato, solo 182 giorni, ovvero 6 mesi. Se invece una persona non ha versato contributi ed è in cerca di lavoro può beneficiare di JSA (IB), un reddito minimo garantito a cui si può accedere normalmente solo se si hanno risparmi inferiori alle 16 mila sterline. Sotto questo limite, per ogni 250 sterline di risparmi superiori alle 6 mila sterline il sussidio sociale viene ridotto di una sterlina a settimana. L’ammontare dell’assegno è di 87 euro a settimana per chi ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni o 69 euro per chi invece ha più di 25 anni. Come per JSA (C) l’erogazione di reddito dura 182 giorni per ogni periodo di disoccupazione e non può essere prolungata in modo automatico.

Il sistema prevede una serie di incentivi per stimolare la partecipazione al mercato del lavoro e le riforme introdotte dai governi Blair sono state parzialmente modificate in questi anni di premierato conservatore di David Cameron.


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Categorie: Lavoro


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