Assassin’s Creed Rogue arriva su Pc. Pubblicato lo scorso novembre solo per le Old Gen, Assassin's Creed: Rogue parte dai medesimi presupposti di Black Flag

Napoli
16:45 del 10/03/2015
Scritto da Gerardo

Mentre Ubisoft Montreal era alle prese con lo sviluppo di Assassin's Creed Unity, un'altra divisione della casa francese, Ubisoft Sofia, si occupava di realizzare quello che sulla carta si poneva come l'ultimo episodio della serie per le piattaforme di precedente generazione, ergo PlayStation 3 e Xbox 360. Pubblicato lo scorso novembre, Assassin's Creed: Rogue parte dai medesimi presupposti di Black Flag, legandosi alla storia dei Kenway e andando a esplorare un concetto narrativo che il franchise aveva già toccato in Assassin's Creed III, cioè mettere il giocatore nei panni di un Templare.  Tutto è lecito Tutto è lecito Tutto è lecitoPeggio, di un Assassino che ad un certo punto decide di tradire la propria fazione per passare dalla parte del nemico di sempre.

La storia è quella di Shay Patrick Cormac, un membro della confraternita che opera nel diciottesimo secolo, proprio durante lo svolgimento della guerra franco-indiana, sotto l'egida di Achille Davenport, futuro mentore di Connor. Completato l'addestramento, Shay viene mandato alla ricerca di misteriosi manufatti dei Precursori, ma quando entra in contatto con uno di essi, a Lisbona, l'evento scatena un devastante terremoto che distrugge la città. In tale frangente si assiste a una delle fasi più spettacolari di Assassin's Creed: Rogue, con il nostro personaggio che deve fuggire verso la costa mentre gli edifici crollano e le strade si spaccano, e contestualmente nasce in Shay il dubbio che le azioni della confraternita possano essere fallaci, a maggior ragione se provocano così tanti morti.

Determinato a evitare che una tragedia simile si ripeta, il giovane Assassino decide di rubare il manoscritto in cui vengono riportate le posizioni dei manufatti, scontrandosi dunque con Achille e con i suoi ex compagni, che lo inseguono finché non precipita da una rupe e cade in mare insieme al libro. Salvato da un gruppo di Templari, il ragazzo si risveglia a New York e comincia a collaborare con il governatore George Monro, seguendo un percorso che lo porterà appunto a entrare a far parte dell'Ordine.


Per quanto interessante, la trama di Assassin's Creed: Rogue mostra il fianco a tutta una serie di criticità, seguendo un trend che ormai affligge la serie Ubisoft fin dall'episodio ambientato durante la guerra d'indipendenza americana. L'idea di partenza ha infatti un grande potenziale, ma la conversione di Shay non viene raccontata con la dovuta coerenza, difatti il personaggio non fa che avere dubbi sul proprio operato durante tutta la vicenda, salvo poi attaccare senza tanti complimenti quelli che erano i suoi precedenti compagni. Il coinvolgimento di Haytham Kenway e di Adéwalé va fondamentalmente a completare il quadro narrativo che collega Assassin's Creed IV: Black Flag e Assassin's Creed III, ma anche in questo caso non viene spiegato come mai il figlio di Edward sia passato tra le fila dei Templari, il che fa pensare che Ubisoft voglia lasciare aperta una porta per poter tornare sull'argomento. Certo, l'epilogo della campagna sorprenderà chi ha già avuto modo di giocare con Assassin's Creed Unity, ma ci aspettavamo un po' di più che un semplice "salvataggio in corner" per un episodio basato, come detto, su questi presupposti.

FRA TERRA E ACQUA

Dal punto di vista strutturale, come illustrato anche nella recensione della versione console, Assassin's Creed: Rogue si pone in pratica come un'espansione di Black Flag, di cui riprende le meccaniche, le scialbe fasi di gameplay ambientate nel presente (che seguono a ruota proprio gli eventi di Black Flag) e finanche l'interfaccia. Fra la città di New York, la River Valley e il nordatlantico, l'azione in-game alterna acqua e terra, seppure con una predominanza della prima, che ci vedrà comandare la nave Morrigan e affrontare un gran numero di battaglie marittime con altri vascelli. 


Tutto è lecito. In tal senso si notano due differenze rispetto a quanto visto nell'episodio dedicato a Edward Kenway: in primo luogo, la maggiore autonomia del cannoncino laterale durante gli arrembaggi consente di conquistare le navi nemiche senza neppure doverle invadere fisicamente, velocizzando sostanzialmente le operazioni di conquista e la conseguente raccolta dei materiali necessari per il potenziamento della Morrigan (che include l'olio infiammabile in luogo dei barili esplosivi); in secondo luogo, capiterà a volte di essere speronati e invasi dai nemici, dovendo dunque rispondere a un tentativo di arrembaggio per la prima volta. Laddove il secondo elemento aumenti di un minimo la varietà delle battaglie navali, il primo rende molto più rapide le sezioni in mare aperto, evitando le lungaggini che caratterizzavano l'esperienza di Black Flag dopo le prime ore. La mappa completa appare più piccola, nella fattispecie, ma ugualmente ricca di luoghi da scoprire, forti da conquistare e magazzini da svuotare durante i propri viaggi.

 Quanto all'azione su terra, sono stati eliminati del tutto i pedinamenti (che in Black Flag erano invece presenti in dosi massicce) e sono state inserite missioni di conquista degli avamposti simili a quelle di Assassin's Creed Unity, anche se il design di alcune sfide lascia molto a desiderare e sconfina quasi nel territorio dei glitch (vedi l'inseguimento con Hope), complice il vecchio sistema di corsa e arrampicata e la sua tendenza a farci incastrare in qualsiasi cosa. A proposito di vecchio, purtroppo Assassin's Creed: Rogue adotta le meccaniche di combattimento pre-Unity e appare dunque del tutto sbilanciato in termini di sfida, mettendoci nei panni di un vero e proprio Rambo, in grado di eliminare decine e decine di nemici in combo senza neppure versare una goccia di sudore.

Viene da sé che le pur numerose armi disponibili diventino quindi inutili ai fini dell'esperienza, e che allo stesso modo il potenziamento del personaggio passi in secondo piano. Anzi, per dirla tutta ci siamo accorti che era possibile migliorare la resistenza di Shay (utilizzando pellame e ossa ricavati con la caccia) solo dopo aver completato il gioco, incorrendo peraltro nel game over solo in un paio di occasioni durante le dieci ore che sono servite per portare a termine la campagna "dritto per dritto", senza perdere troppo tempo nelle side quest. Considerata la già citata ricchezza di luoghi da esplorare e collezionabili, possiamo tranquillamente dedurre che il gioco richieda una ventina d'ore almeno perché si possa fare tutto. Un valore niente affatto disprezzabile (a maggior ragione visto che non si sente in alcun modo la mancanza del multiplayer), ma che si rivela ugualmente "pesante" se si è passato molto tempo nel mare dei Caraibi in Black Flag. Insomma, bisogna davvero essere fan delle battaglie navali di Assassin's Creed per accettare con entusiasmo questa nuova sfida.


OLD-GEN

L'Annuncio di una versione PC per Assassin's Creed: Rogue era nell'aria fin dal reveal del gioco e considerati i presupposti della produzione sarebbe stato lecito attendersi una grafica all'altezza di quella di Black Flag, ottima ma chiaramente non ai livelli di Unity, che ha stabilito nuovi standard per il franchise. Cimentarsi con la storia di Shay Cormac dopo aver completato quella di Arno Dorian rappresenta in effetti un'esperienza deludente, perché la differenza qualitativa fra i due giochi è evidentissima.

Tutto è lecito Tutto è lecitoIl problema è che chi si aspettava per la versione PC di Rogue l'uso degli asset visti nell'avventura di Edward Kenway rimarrà molto deluso, trovandosi di fronte a qualcosa che somiglia invece a un mero remaster, molto più vicino alla qualità visiva di Assassin's Creed III che non a quella di Black Flag, quantomeno in ambito PC. Rispetto all'edizione per Xbox 360 e PlayStation 3, alcuni aspetti sono certamente migliori, in primis la resa dell'acqua, che vanta le splendide trasparenze e la volumetria che abbiamo potuto apprezzare nel capitolo piratesco. Ma tutto il resto, dai modelli poligonali agli shader, dalle texture (alcune delle quali inguardabili, vedi le porte dei magazzini da forzare) alle luci, appare francamente datato. Non è dunque una sorpresa che sulla configurazione di prova Assassin's Creed: Rogue giri a sessanta frame al secondo (bloccati, peraltro) a 1080p e con tutti gli effetti al massimo, utilizzando il solo FXAA come sistema di antialiasing (anziché il più avanzato TXAA) e offrendo paesaggi abbastanza desolati in termini di personaggi non giocanti. Basta arrampicarsi su di un qualsiasi edificio per notare gli spigoli di una modellazione poligonale che ha dovuto evidentemente fare i conti con l'hardware delle console old-gen e che da lì è stata portata, senza appunto la qualità superiore degli asset e dell'effettistica visti in Black Flag, sulle piattaforme di nuova generazione.

Queste problematiche mettono in ulteriore evidenza alcuni difetti del gioco, come ad esempio la mancanza di animazioni di raccordo: la corsa di Shay è meccanica come quella di Adeline in Liberation, non ha una fase "di partenza" né scarti laterali, e appare peraltro poco coerente con la velocità del movimento, dando la sensazione che il personaggio si trovi su di un tapis roulant. Insomma, se in termini di contenuti Rogue può tranquillamente dire la sua, al di là di una trama che si muove fra alti e bassi, sul fronte tecnico gli utenti PC non potranno che rimanere delusi.


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Categorie: Videogames


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