'Impossibile vincere Tour senza doping' Armstrong a Le Monde: 'non potro'mai riparare cio'che ho fatto'

ANSA
23:12 del 28/06/2013
Scritto da Marco

"Impossibile vincere il Tour senza doping". Sono queste le ultime dichiarazioni shock di Lance Armstrong alla vigilia della partenza del Tour de France di sabato prossimo. L'ex ciclista statunitense, vincitore di ben sette edizioni della "Grande boucle" poi rivelatesi "inquinate" dal sistematico ricorso al doping, in una intervista al quotidiano parigino "Le monde" ribadisce alcuni discutibili concetti e torna a parlare di doping, dopo la radiazione subita dall'Uci e la conseguente cancellazione di tutti i suoi risultati sportivi conseguiti dal 1998 in poi. "Il mio nome è sparito dall'albo d'oro ma il Tour si è svolto tra il 1999 e il 2005, giusto? Ci deve essere un vincitore, quindi. Chi è? Nessuno è venuto a reclamare le mie maglie. Io non ho inventato il doping. E il doping non è sparito con me, io ho solo fatto parte del sistema.

La 'decisione ragionata' dell'Usada è riuscita perfettamente nell'intento di distruggere la vita di un uomo ma non ha portato nessun giovamento al ciclismo". Ovviamente queste dichiarazioni sono alquanto discutibili. Primo perchè quei Tour non sono stati asseganti proprio per il ricorso al doping di praticamente tutti i ciclisti in gara, quindi assegnare queste sette dizioni del Tour al secondo classificato non avrebbe alcun senso. Sarebbe come premiare il secondo dopato di turno. Tre delle sette edizioni vinte da Armstrong videro al secondo posto il tedesco Jan Ullrich. Anche lui ha da poco confessato di essere stato sottoposto alle "cure" del dottor Fuentes, mentre moltissimi altri di quel periodo escono allo scoperto o dichiarano apertamente di aver fatto uso di sostanze proibite in gara. Anche uno dei simboli della Francia del ciclismo, Laurent Jalabert, commissario tecnico della nazionale, negli ultimi giorni è stato accusato dal quotidiano sportivo francese l'Equipe di aver fatto uso di sostanze dopanti durante il Tour del 1998.

Alcuni test retroattivi avrebbero rivelato la positività del ciclista in quel Tour. Jalabert, non risultato mai positivo ad alcun controllo, ha già deciso di non commentare la corsa di quest'anno per una radio francese per cui aveva un contratto, proprio per preparare una difesa adeguato contro queste accuse. In discussione nono c'è solo la questione Armastrong, ma  proprio tutto il sistema ciclismo , che in quegli anni è stato uno sport falsato in toto. è normale che il ricorso di tanti atleti a queste pratiche scorrette abbia portato molti altri corridori a doparsi proprio per stare al passo con i migliori e vincere. è stato quindi un circolo vizioso che è andato a finire con un corto circuito che ha mandato tutto il sistema in tilt. Molti si domandano come sarà il Tour di quest'anno,quello del centenario, che doveva essere una festa ma che probabilmente sarà dilaniato dalle polemiche, dato che i proprietari di alcune provette piene di Epo nel 1998 saranno rivelati proprio durante la corsa.

Pad McQuaid, capo dell'Uci, l'Unione Ciclistica Internazionale, ha voluto replicare alle accuse lanciate dal texano: "E' triste che Lance dica queste cose alla vigilia della 100ª edizione del Tour. In ogni caso, posso dire con sicurezza che si sbaglia. I suoi commenti non sono d'aiuto al ciclismo. La cultura è cambiata dall'era Armstrong e oggi è possibile gareggiare e vincere in modo pulito". Su questo ovviamente ci sono dei dubbi, visto che ancora oggi ci sono casi di doping, come all'ultimo giro d'Italia, ma bisongna pur dire che oggi il ciclismo è uno degli sport più monitorati e con più controlli antidoping. Si spera solo che la "cultura" dei ciclisti sia davvero cambiata. 


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Categorie: Sport Generici


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Risposte - Commenti

Luigi

13/07/2013 15:49:58
Fin da quando ho saputo della sua vicenda, di come abbia sconfitto il cancro per poi tornare in sella, Lance Armstrong era una sorta di modello: quando sono venute fuori le accuse di doping e lui negava, io gli ho creduto. Che adesso, dopo che la revoca dei titoli, lui se ne esca con simili dichiarazioni è inconcepibile
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Matteo

29/06/2013 20:16:21
Sono dure le parole di Lance Armstrong che col dente avvelenato vuole che si sappia tutta la verità sul doping nel ciclismo. E' difficile dargli torto, nonostante non sia stato il più santo.. Bisogna secondo me riformare questo grandissimo sport, riducendo i km di tappa e agevolando chi non viene colto a farne uso.
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Albertone

29/06/2013 11:23:08
Le dichiarazioni di Armstrong si commentano da sé, come si commenta da sé la decisione (giusta, seppur tardiva) di revocargli tutto quello che ha furbescamente vinto negli anni d'oro della sua seconda carriera. Ha sfruttato la malattia per usurpare il diritto ad essere sportivo: la più brutta immagine per chi ama fatica e sacrificio.
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