La squadra di Luca Banchi eliminata a sorpresa nei quarti di finale di Eurolega dal Maccabi di Tel Avis, ma patron Armani non si scoraggia e progetta un palazzetto a Segrate: solo un’indiscrezione o un’ipotesi con fondamento?

Milano
08:05 del 26/04/2014
Scritto da Gregorio

Adesso che la sconfitta è stata digerita - nei limiti del possibile, sia chiaro – si capisce per davvero che Giorgio ArMani tiene al basket e tiene alla piazza di Milano, una città che guarda sempre con sospetto agli sport extra-calcistici ma che alle “scarpette rosse” concede passione ed entusiasmo. L’ennesimo anno nero dello sport nostrano lo si è intuito nei giorni scorsi, quando la squadra di coach Luca Banchi ha perso gara-4 in Israele ed ha detto addio all’Eurolega, l’equivalente della Champions League pallonara.
Un dramma? Sportivamente parlando, sì. Tel Aviv era un avversario gestibile, divenuto insormontabile in seguito alla fragorosa sconfitta che Milano ha accusato in gara-1. Ed allora, con due match da giocare nel fortino israeliano della Nokia Arena, si è capito che la frittata era fatta e dopo l’eliminazione in Coppa Italia con Sassari un’altra batosta si profilava all’orizzonte. Milano ha vinto gara-2, poi in Israele è andata come da copione. Tutti a casa col muso, con le pive nel sacco, col magone per l’ennesima stagione che solo uno scudetto potrà salvare.
Ma, si sa, il campionato italiano è completamente pazzo, l’Armani talvolta lo è pure di più ed allora nemmeno il tricolore può dirsi scontato nonostante la supremazia mostrata durante la regular season. Insomma, le scarpette rosse fanno battere il cuore sempre e comunque, fanno emozionare anche un Giorgio Armani che si è innamorato di questa squadra e sta pazientemente aspettando di festeggiare qualcosa di importante. I giocatori non mancano, il roster è competitivo, il pubblico c’è e lo sponsor anche.
Mancherebbe, ciliegina sulla torta, un palazzetto tutto nuovo, diverso da quel Forum di Assago che Milano non sente come casa propria. E si sa che l’aria di casa spesso può far volare le squadre sulle ali dell’entusiasmo. Ed allora ecco che proprio Armani, a caldo dopo l’eliminazione patita in Eurolega, ha iniziato a pensare ad una struttura nuova.
Dove? Non più a Milano ma a Segrate, hinterland del capoluogo, facilmente raggiungibile sia coi mezzi che in auto. Lo spazio dovrebbe sorgere all’interno del nuovo centro commerciale Westfield Milan, previsto sull’area dell’ex dogana ad opera del gruppo australiano Westfield in joint venture con l’imprenditore Antonio Percassi, già abituato ai campi sportivi visto che è anche proprietario della squadra di calcio dell’Atalanta.
L’idea per molti è una necessità, dal momento che Milano per venire incontro al proprio pubblico e per evitare la concomitanza con altri eventi programmati e ospitati al Forum di Assago, si è ritrovato a dover traslocare già più volte nel corso della passata e dell’attuale stagione. Nel progetto che interessa l’area di Segrate è previsto un centro polifunzionale che potrebbe, quindi, essere destinato a ospitare un’arena per eventi sportivi ma non solo decisamente avveniristica e moderna. Tutto il contrario, insomma, della maggior parte dei palazzetti italiani.
Tanto per citarne uno, Cantù gioca da anni in un Pianella che ad ogni coro degli ultras rischia di venire giù tanto tremebondo è. Potrebbe dunque essere Armani il precursore di una nuova strada che spalancherebbe un modo inedito di intendere il basket e lo sport. Visto il successo avuto con la moda e i vestiti, potrebbe essere la persona giusta…


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Categorie: Curiosità, Moda, Sport Generici


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