Ark Survival Evolved, survival game a base di dinosauri ad opera dei ragazzi di Wildcard Studio.

Milano
09:45 del 26/01/2016
Scritto da Gerardo

L'arrivo dei giochi ad accesso anticipato anche su Xbox One e Playstation 4 ha avvicinato ulteriormente il mondo dei PC a quello delle console, permettendo anche ad un'utenza generalmente meno paziente e coesa di sperimentare progetti in divenire e partecipando, in qualche modo, al loro sviluppo e alla genesi, in attesa di avere tra le Mani un gioco in versione definitiva.

Dopo la felicissima esperienza di Elite: Dangerous, stavolta abbiamo avuto modo di cimentarci con uno dei titoli che maggiormente ha diviso l'utenza PC negli ultimi mesi, ovvero Ark Survival Evolved, survival game a base di dinosauri ad opera dei ragazzi di Wildcard Studio.

A circa sei mesi dall'uscita dalla fase di early access, prevista per l'estate, facciamo un punto della situazione.

Jurassic Wo...no aspetta

Come spesso accade per le idee brillanti, le possibilità paventate dal team di sviluppo alla pubblicazione della versione ad accesso anticipato sono state più forti degli evidenti problemi tecnici e di contenuti che la versione attualmente in commercio porta con sé, tanto da far superare al titolo il milione di copie vendute nella sua sola incarnazione Xbox One, l'unica al momento disponibile sul mercato console.

L'idea alla base, in effetti, è affascinante: abbandonato a se stesso in un paradiso tropicale popolato da oltre sessanta diverse specie di dinosauri (numero suscettibile a variazioni visto che il team di sviluppo intende ampliare il range delle razze presenti), il giocatore potrà affrontare il gioco essenzialmente in due maniere diverse, a seconda che si connetta ad un server per giocare da solo o ad uno popolato da altri giocatori.

Nel primo caso, la componente survival del titolo prende nettamente il sopravvento, con la necessità di costruire un riparo, procurarsi del cibo, ammaestrare alcune razze di dinosauri e tenersi accuratamente alla larga da altre: come tutti i survival, i ritmi sono piuttosto lenti, soprattutto all'inizio, e la ripetitività delle azioni da svolgere (in una decina di ore avrò abbattuto una quantità di alberi a pugni equivalente alla foresta amazzonica) richiede pazienza e dedizione.

Superata la barriera iniziale, però, si comincia a godere dei primi frutti: creare piccoli avamposti, cavalcare uno dei dinosauri addomesticati, esplorare ogni anfratto della vastissima isola su cui è ambientato il titolo si rivelano attività soddisfacenti e premiano una condotta di gioco assennata e coerente.

In caso, invece, si decida di imbarcarsi nel multiplayer, il discorso si sposta maggiormente sull'interazione tra giocatori, e, come spesso accade in questo genere di giochi, sulla difesa di quanto si è costruito, tenendo però presente che, anche una volta disconnessi, esiste la possibilità di venire depredati di tutti i propri averi nel sonno, da uno degli altri utenti che popolano il mondo persistente.

Gioie e dolori del gioco in rete.

Paradiso preistorico


Allo stato attuale delle cose, nonostante alcune zone desolatamente vuote, i trentacinque km quadrati esplorabili fanno da scenario ad un gameplay che funziona, grazie alla varietà delle ambientazioni (irreale su un'isola, ma basta un pizzico di sospensione dell'incredulità...), alla discreta intelligenza artificiale che gestisce le routine dei mostri preistorici e alla grande quantità di materiali reperibili in giro per le locazioni.

La distruttibilità delle ambientazioni, invece, risulta alquanto limitata, e, anche nei casi in cui è ben implementata, lascia l'amaro in bocca per alcune scelte superficiali, come quella di rendere abbattibile un albero enorme a mani nude, per poi vederlo scomparire nel nulla una volta caduto.

L'aspetto al momento maggiormente curato appare essere l'ecosistema ricreato dai ragazzi di Wildcard Studio: dai canguri, introdotti proprio con l'ultimo update, fino al famigerato tirannosauro, ognuno dei dinosauri è ben ricreato (nonostante, a livello tecnico, ci sia ancora molto da lavorare) e si comporta in maniera coerente rispetto a quelle che sono le aspettative del giocatore: esistono bestie mansuete ed anzi timorose, che dovranno essere rincorse prima di poterle cacciare o addomesticare, ed altre estremamente aggressive, per cui il nostro alter ego rappresenterà un ottimo spuntino di metà mattinata.

Nessuno degli strumenti creati nella decina di ore di gioco spese nel mondo di Ark Survival Evolved è servito a risparmiarmi una morte rapida e cruenta al confronto con alcuni dei carnivori inseriti nel gioco, anche quelli meno imponenti come il velociraptor: se gli sviluppatori manterranno l'equilibrio nella catena alimentare, evitando di far sentire il giocatore troppo padrone della situazione, le sezioni esplorative offriranno sempre il piacevole brivido della morte incombente.

Questo, come altri aspetti, andrà valutato a partire dai prossimi mesi, sperando in un supporto regolare che porti all'uscita dalla fase di early access in tempo per l'estate.

Se le promesse del team di sviluppo esaltano, e l'ecosistema cresce bene di aggiornamento in aggiornamento, non si può non rimanere delusi, quantomeno al momento, dalle performance del gioco e dal versante tecnico nella sua (quasi) interezza: in questo senso, l'ultima patch, rilasciata proprio pochi giorni fa, ha peggiorato la situazione del framerate senza apportare benefici sostanziali, a testimonianza di come, sotto questo punto di vista, il lavoro da svolgere sia ancora parecchio.

L'Unreal Engine 4 va in evidente difficoltà quando sulla linea dell'orizzonte si stagliano troppe figure contemporaneamente, o quando, durante una battaglia, il numero di modelli da gestire sale, con il duplice risultato che il framerate scende vertiginosamente (anche sotto la soglia dei venti fps) e che il pop-in rovina quanto di buono è stato fatto in fase di design e modellazione dal team di sviluppo.

Se il comparto animazioni si rivela già buono, mostrando movenze realistiche per molte delle specie in cui è possibile imbattersi, altrettanto non si può dire della risoluzione, al momento ben lontana dai 720p, che, all'alba dell'attuale generazione di console, sembravano solamente un retaggio del passato.

A chiosa di questo discorso, il prezzo attuale, di poco inferiore ai trentacinque euro, rappresenta una trappola: se, da un certo punto di vista, è oggettivamente elevato per un titolo con notevoli problemi di prestazioni, dall'altro, vista la già buona quantità di contenuti e la foltissima community, potrebbe rappresentare invece un ottimo investimento, considerando che, al lancio del gioco, potrebbe aumentare almeno del trenta per cento.


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Categorie: Videogames


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