Beirut – L’amichevole fra Israele e Argentina, prevista per sabato a Gerusalemme, è stata annullata.

Roma
08:30 del 07/06/2018
Scritto da Luca

Gerusalemme, salta il match con l’Argentina. Messi: «Non gioco contro chi uccide bambini»

Beirut – L’amichevole fra Israele e Argentina, prevista per sabato a Gerusalemme, è stata annullata. Il premier Benjamin Netanyahu ha chiamato il presidente argentino Mauricio Macri per cercare di salvare il match ma non c’è stato nulla da fare. La partita – ha affermato la ministra dello Sport Miri Regev – è stata cancellata per via di minacce di gruppi terroristici ai calciatori latinoamericani».

«Da quando hanno annunciato che avrebbero giocato in Israele – ha specificato la ministra – gruppi terroristici hanno inoltrato ai giocatori della nazionale argentina e ai loro congiunti messaggi e lettere, includendo chiare minacce che avrebbero colpito loro e le loro famiglie». Hanno anche associato «immagini video di bambini morti».

Il pressing dei palestinesi sui campioni biancocelesti, in particolare Lionel Messi e Gonzalo Huguain, ha avuto la meglio. Higuain ha confermato al canale sportivo Espn la decisione: «Alla fine abbiamo fatto la cosa giusta». Anche l’ambasciata israeliana a Buenos Aires ha confermato

«Minacce a Messi»


Secondo il quotidiano argentino Clarín, il caso è stato esaminato in persona da Macri assieme all’Associazione calcio argentina. Ufficiali governativi hanno rivelato che «i giocatori non volevano giocare in Israele a causa delle minacce a Messi». Ma poi il campione argentino ha chiarito in una intervista tv: «Come ambasciatore dell’Unicef non posso giocare contro chi uccide bambini palestinesi innocenti. Abbiamo dovuto cancellare il match perché siamo essere umani prima che giocatori di calcio». Macri si è scusato con Netanyahu e assicurato che le motivazioni dei calciatori «non erano politiche». Lo stesso presidente avrebbe dovuto assistere alla partita assieme a una delegazione di uomini di affari della comunità ebraica argentina.

«Cartellino rosso»

L’incontro era diventato un caso politico. In Cisgiordania sono apparsi enormi poster che esortavano Messi a non partecipare per non essere «complice dell’occupazione» con la scritta «Gerusalemme è la capitale della Palestina». La Città Santa è tornata al centro dello scontro fra palestinesi e Israele dopo la decisione di Donald Trump di spostare l’ambascia americana da Tel Aviv.

Gerusalemme è considerata dallo Stato ebraico la sua capitale «unica e indivisibile» ma è rivendicata, almeno nella parte orientale, anche dall’Autorità Palestinese. Il presidente dell’Associazione calcio palestinese Jibril Rajoub ha parlato di «vittoria dei valori, della morale e dello sport: con la cancellazione del match Israele ha ricevuto un cartellino rosso».

Il Tweet del ministro della Difesa

«È una vergogna che le star del calcio argentino abbiano ceduto alle pressioni degli odiatori di Israele il cui unico obiettivo è quello di danneggiare il diritto di Israele alla sua difesa e di provocare la sua distruzione», dice, su Twitter, il ministro della difesa Avigdor Lieberman. Intanto si è appreso che la notte scorsa il premier Benyamin Netanyahu ha chiamato sulla vicenda, senza successo, il presidente argentino Mauricio Macrì.

Da: QUI


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Categorie: , Calcio, Sociale


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