Il genere MOBA, non c'è nemmeno bisogno di ricordarlo, in questi ultimi anni ha letteralmente sbancato macinando miliardi e consensi.

Firenze
11:00 del 21/08/2017
Scritto da Carmine

Il genere MOBA, non c'è nemmeno bisogno di ricordarlo, in questi ultimi anni ha letteralmente sbancato macinando miliardi e consensi. Acronimi come DOTA, LoL, SMITE,HOTS (nonché una ricca congerie di giochi che recano almeno un "League" o un "Arena" nel titolo) ci sono ormai familiari e possono contare su una base attiva di milioni di giocatori sparsi per tutto il mondo, specialmente in Asia. Il florido mercato del lontano Est, infatti, è senza dubbio quello più redditizio, perché in costante crescita. Cinesi, coreani, giapponesi sono letteralmente impazziti per giochi come quelli testé citati. Il mercato asiatico, però, è anche quello più attivo e ricco sotto il profilo dei device mobile. In paesi in cui l'imperativo è muoversi senza sosta, tutti possiedono almeno un cellulare o un table

Arena of Valor, dal menù alle prime partite, si dimostra incredibilmente simile al titanico League of Legends. Non è un male, né qualcosa di strano visto che, come detto, entrambi i prodotti sono di casa in quel di Tencent. Non è un male soprattutto perché, dovendo stagliarsi nel marasma delle produzioni mobile, puntare a quello che nel bene e nel male è il prodotto di riferimento del settore è sicuramente cosa buona e giusta. In primis il design, che ricorda moltissimo nei campioni e nell’interfaccia il titolo di Riot. Ogni campione è incredibilmente sfaccettato dal punto di vista estetico, ben riconoscibile in quanto tank, mago, assassino sfuggente, combattente agile, e così via. Forse ci sono pochi eroi che spiccano per originalità estetica (difficile anche richiederne oggi, a causa del già citato marasma), ma se pensiamo al fatto che parliamo pur sempre di un titolo destinato a smartphone, il lavoro è già egregio.
In termini di abilità, inoltre, chi ha bazzicato almeno un po’ nel mondo dei MOBA si ritroverà subito a suo agio. Abbiamo i solidi colossi da battaglia che attirano i danni dei nemici, stordiscono e permettono ai tiratori e combattenti (per gli amici: DPS) di vomitare danni ed abilità nel minor tempo possibile. Non mancano neanche i maghi e in generale gli eroi dotati di abilità di controllo che rallentano, infliggono danni nel tempo, accecano, o causano altri cambi di status tra quelli soliti. Lo ribadiamo, insomma, Arena of Valor ha davvero poco da invidiare ai suoi colleghi “maggiori” in termini di profondità e sfaccettature del sistema di gioco.


L’unica pecca è l’esistenza di pochi eroi di supporto, nonché la difficoltà nel giocarne. Non potendo avere la varietà di input concessi da tastiera e mouse, ma solo le mani (e nel mio caso pure grandi), è difficile per questo tipo di eroi e rispettivi giocatori divertirsi. Le dimensioni dello schermo, infatti, non garantiscono ovviamente la stessa visuale di gioco che può regalare un monitor del PC. Quindi, ci sono pochi eroi di supporto al momento, e difficilmente se ne vedono sul campo di battaglia. Questo significa che i combattimenti di Arena of Valor vengono sostenuti solo dalle tattiche più “viscerali”, le teamfight diventano una combo di stordimenti, danni ad area e abilità devastanti.Considerata, di nuovo, la natura del progetto potrebbe non essere un difetto, e anzi è anche soddisfacente poter “spolliciare” senza pensare troppo a delle combo che, per forza di cose, sono difficili da attuare.
Tuttavia, Arena of Valor offre il proverbiale pane anche per i denti dei giocatori più esigenti. Ogni mossa è descritta minuziosamente in termini di danni e percentuali, così come l’equipaggiamento acquistabile durante la partita (per il quale non è necessario tornare alla base). Il giocatore casuale potrebbe scegliere l’equipaggiamento consigliato nella parte sinistra dello schermo, ma chi è interessato alla build perfetta può entrare nello shop e curiosare tra tutti gli oggetti disponibili. Allo stesso modo, avanzando nei primi livelli viene sbloccato il sistema Arcana, ovvero la trasposizione delle Rune di League of Legends, una serie di bonus passivi da assegnare ai propri campioni. Ci sono anche i Talenti, ovvero delle abilità aggiuntive a quelle degli eroi in sé, che possono essere cambiate a seconda del tipo di partita ed eroe che si sta per usare. L’avrete capito ormai: Arena of Valor è un MOBA in tutto e per tutto in versione ridotta, più nella “scala” che nelle potenzialità.



MOBA per tutti
Arena of Valor non rinuncia alla possibilità di far giocare tutti i tipi di giocatore, a ben vedere visto che parliamo del marasma di utenti mobile. Oltre ai vari livelli di profondità di gioco già analizzati, il titolo di Tencent offre anche diverse modalità da sperimentare. Si va dalla classica battaglia 5 contro 5 su una mappa a tre corsie (anche qui, molto simile alla Landa di League of Legends) che può durare anche una ventina di minuti, con l’inevitabile modalità Classificata per i giocatori più competitivi; la Schermaglia, che è un 3 contro 3 dalla mappa e durata più esigue; lo scontro 5 contro 5 in una mappa ad una sola corsia; ed infine la modalità 1 contro 1 e il classico deathmatch. Che si voglia giocare al volo o impegnarsi un po’ di più, Arena of Valoroffre qualcosa di interessante. Certo, va preso in considerazione il fatto che, a forza di giocare partite da venti minuti, la batteria e la CPU degli smartphone ne risentono. Il titolo infatti fa largo uso delle riserve dei dispositivi, nuovi o più datati che siano. 
Dall’altra parte, Arena of Valor incentiva il susseguirsi delle partite, perché ogni tre match completati si viene ricompensati con un nuovo campione. Per essere un free to play, quindi, il titolo è anche generoso perché, al termine della scia di vittorie, si viene ricompensanti con qualcosa come una quindicina di campioni, in aggiunta a quelli presenti nella canonica rotazione gratuita settimanale. Il sistema economico, quindi, è molto meno rigido di quanto mi aspettassi inizialmente. Con solo qualche ora di gioco sono riuscito a sbloccare cinque eroi, una manciata di bonus all’esperienza, altrettanti sigilli per il sistema Arcana, e tutte le possibilità per giocare agilmente. Fa un po’ storcere il naso che alcuni eroi siano acquistabili solamente con moneta sonante (intorno ai dieci euro), e quelli acquistabili con la moneta di gioco ne richiedano quantità industriali, ma se approcciate il gioco con saltuarietà anche gli eroi sbloccabili con il completamento delle partite potranno bastarvi agilmente.
Il gioco, infine, non verrà abbandonato affatto a sé stesso. Tencent ha le possibilità per sostenere a lungo Arena of Valor, e lo si vede già da ora. Oltre alla modalità Classificata, divisa in stagioni già molto attive anche grazie al pubblico asiatico, ci sono già molti eventi a tempo che regalano bonus, skin, ed altri oggetti di gioco. La solidità dell’infrastruttura, inoltre, è appagante ed è difficile immaginare una chiusura dei battenti. Anche l’occhio ne esce appagato perché, pur rinunciando a molti effetti grafici per ovvi motivi, Arena of Valor si difende benissimo per modelli poligonali ed animazioni. Interessante anche la possibilità di aggiustare gli effetti grafici alla stregua di un titolo PC, per calibrare alla perfezione l’esperienza in base al proprio device. Su P9 Lite 2016, il dispositivo su cui l’ho provato, i settaggi sono impostati sui valori medio-bassi, ma non ho mai sentito la necessità di alzarsi per scarsa resa, anche perché in questo modo ho potuto giocare con una fluidità invidiabile per un titolo 3D da cellulare. Allo stesso modo, l’interfaccia è ottima perché offre tutte le informazioni necessarie (minimappa, punteggio, statistiche, ecc.) pur non sacrificando eccessivamente la visuale, che può comunque essere manipolata allontanando la distanza della telecamera, utile soprattutto per chi gioca su smartphone.


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Categorie: , Videogames


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