Apple Watch, 400 euro di inutilita’: l’ennesimo bluff ai consumatori. Le ultime novità riguardo casa Apple

Genova
10:40 del 30/06/2015
Scritto da Gerardo

Chiariamo subito che l’unico watch, cioè orologio, che vediamo bene al nostro polso, è il Tag Heuer modello «Monaco» (anzi se la ditta vuole mandarcene un esemplare di prova ne saremmo lieti) cioè un cronografo del 1969. Quindi verso l’avveniristico Apple Watch, in vendita da ieri in Italia (con due mesi di ritardo rispetto all’estero, da noi anche le novità sono vecchie) e che ha già creato code di «diverse decine di persone» a un Apple Store di Rozzano, scrive un quotidiano - una tale euforia non la si vedeva dai tempi del tonno scontato al supermercato - nutriamo qualche scetticismo.

Intendiamoci, il compianto Steve Jobs era colui che sapete: un veggente. Ideava aggeggi lisci, senza tasti, praticamente degli ossi di seppia che costavano un botto, e dopo un paio d’anni di derisioni eravamo tutti lì, a telefonarci e whatsapparci con gli ossi di seppia di Steve Jobs, ben più vitali di quelli di Montale. Ora Jobs riposa sotto lieve terra, e la Apple lancia questo watch che dovrebbe però imitarne la lungimiranza tecnologica.

Delle «specifiche», come si dice in gergo, saprete già tutto: che ne esistono tre versioni, con casse e colori diversi, da quella «Sport» da 419 euro a quella per aspiranti Briatori in oro 18 carati da 18.400 euro (confidiamo che Lapo Elkann vorrà ordinare all’azienda di Cupertino una sua limited edition pied-de-poule). Ma ora, come diceva il grande Andrea De Adamich, passiamo alla prova su strada.

Ecco, abbiamo l’Apple Watch, che fare? Sappiamo innanzitutto che, se privo di altro smartphone Apple (dall’iPhone5 in su), è un oggetto di inutilità rara, non avendo connessione Wi-fi propria. Ma tutti noi abbiamo uno smartphone, quindi il primo gradino è superato.

Il secondo gradino è che ora, col nostro Apple Watch, possiamo fare tutta quella marea di cose che facciamo con lo smartphone, però sull’Apple Watch. Scambiare mail, mandare messaggi, usare i social, consultare mappe, calendari, meteo, telefonare, e tutto utilizzando non una tastiera (che è disponibile solo per mandare gli emoticon, le «faccine») ma un riconoscitore vocale. Insomma: dettiamo le istruzioni e i testi come Gassman alla segretaria nei film di Dino Risi.

Avete presente quegli alienati (capisco che ce ne saranno anche tra i gentili lettori, mi scusino) che camminano trafelati parlando da soli con gli occhi sbarrati come sotto ipnosi? Ecco: saremo tutti così, ma invece di stringere un microfono terremo il polso alle labbra, in vago gesto autoerotico (si attendono Apple Watch gommosi alla frutta, leccabili).

C’è poi tutto il capitolo delle funzionalità relative alla salute. Ora voi sapete che Jim Fixx, l’inventore del jogging, morì a 52 anni d’infarto dopo la corsa quotidiana. La cosa più intelligente dunque sarebbe non fare jogging, ma se lo fate, Apple Watch vi salverà, grazie alla App che misura la frequenza cardiaca e le calorie bruciate. Voi obietterete che dispositivi del genere esistono già in commercio a poche decine di euro, e a tale obiezione non abbiamo proprio niente da ribattere. Se invece state da troppo tempo seduti al pc, Apple Watch vi sollecita con un avviso tipo clinica dimagrante del professor Birkermaier ad alzarvi e a fare i piegamenti sulle ginocchia con maschia agilità come ai tempi del sabato fascista. Inutile dire che tale avviso è provvidenziale: essendo tutti noi dei lavativi che, se non avvisati da Apple Watch, non sanno di stare tutto il giorno seduti.

Ma la grande rivoluzione di Apple Watch è la tattilità. Sì, signori, lui vi tocca. Voi lo toccate e lui ricambia, senza pudore. Per esempio potete col vostro dito fare un disegnino, e inviarlo a chi vi pare, e il fortunato destinatario riceverà il vostro sgorbietto avvertito da un colpetto sul polso in tutto simile al tocco umano.

In effetti si potrebbe concludere che AppleWatch è soprattutto un avvertitore: sonoro, vocale e tattile. Qualunque cosa voi facciate, non potete evitare di avvertire un altro che la state facendo. E potete così toccare a distanza la vostra Anima gemella, inviandole un solletichino (in gergo Apple, un «tap») che la manderà al Manicomio nel giro di poche ore. Sapete quei molestatori che per catturare la vostra attenzione vi picchiettano sulla spalla, sulla mano, sul petto, sul braccio per non dire di peggio? I maniaci del Contatto fisico? Ecco, tutti questi forsennati, muniti di Apple Watch, scateneranno il loro compulsivo bisogno convogliando scariche di «tap» sul vostro polso.

Si può persino registrare il proprio battito cardiaco e mandarlo, palpitante in tempo reale, al proprio cardiologo, al proprio amore, o a entrambi se le due figure coincidono. Non siete ancora convinti che tutto ciò valga i 419 euro del modello base? Nemmeno noi. Ma sappiamo già che questo giocattolone, presto o tardi, invaderà le nostre vite, col suo quadrante personalizzabile come l’orologio del club di Topolino, i suoi tocchetti discreti, i suoi palpiti, il sollievo di quando ce lo strapperemo dal polso, come Spartacus le catene.


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Categorie: Denunce, Tecnologia


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